Negli ultimi anni, la manipolazione del Bitcoin è tornata al centro del dibattito dopo una serie di movimenti di mercato scattati subito dopo dichiarazioni di Donald Trump, con rialzi e ribassi improvvisi su crypto e azioni.
Summary
Uno studio di Oxford riaccende i dubbi sul rapporto tra politica e mercati
Secondo uno studio della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Oxford, i cambiamenti rapidi nella politica tariffaria degli Stati Uniti hanno provocato forti oscillazioni sui mercati globali. In più passaggi, crypto e azioni sono scese dopo l’annuncio di nuovi dazi, per poi recuperare nei giorni successivi quando le misure sono state parzialmente ritirate.
Tuttavia, lo studio sottolinea un punto delicato: la sequenza temporale di questi eventi avrebbe creato “fantastiche opportunità di trading” per chi fosse stato informato in anticipo. Il tema è tornato d’attualità nell’aprile 2025, quando Trump scrisse su Truth Social “THIS IS A GREAT TIME TO BUY!!” poco prima di un aggiustamento sui dazi che spinse i mercati al rialzo.
Dopo quel messaggio, alcuni legislatori statunitensi hanno chiesto verifiche su possibili casi di insider trading o di manipolazione di mercato. Detto ciò, non esistono prove che Trump o la sua amministrazione abbiano violato le leggi sui titoli o agito per profitto personale.
Le critiche, però, non si sono fermate. Secondo diversi osservatori, la combinazione tra tempismo anomalo e influenza diretta della Casa Bianca su politica economica, geopolitica e regolamentazione ha reso più sfumato il confine tra decisione politica e impatto sui prezzi.
Cinque episodi in cui le parole di Trump hanno spostato Bitcoin
Dal tweet del 2019 al rally del 2026
L’11 luglio 2019, Trump scrisse su Twitter di non essere “un fan di Bitcoin e delle altre criptovalute”, sostenendo che non fossero denaro. In circa 45 minuti, Bitcoin perse il 7,1%.
Inoltre, il 3 marzo 2025, Trump confermò su Truth Social che una “Strategic National Crypto Reserve” avrebbe incluso un paniere multi-asset, con il bitcoin in primo piano. In meno di 24 ore, BTC salì di circa 8,2%, passando da circa 84.000 dollari a oltre 91.000 dollari.
Il 10 ottobre 2025, l’annuncio di dazi al 100% su tutte le importazioni cinesi provocò invece un crollo. In circa due ore, Bitcoin scese del 12,4%, da circa 124.714 dollari verso 102.000 dollari, accompagnato da una maxi liquidazione tra le più grandi della sua storia.
Tuttavia, il 3 marzo 2026 il quadro cambiò ancora. In un post contro le grandi banche di Wall Street, con riferimenti ai ritardi su disposizioni legate alle stablecoin e al “Genius Act”, Bitcoin guadagnò circa 5,2% in appena 10 minuti, fino a quota 71.000 dollari.
Infine, il 14 aprile 2026, dopo gli sviluppi nello Stretto di Hormuz e alcune dichiarazioni di Trump secondo cui l’Iran aveva “avviato contatti” e un accordo era “molto possibile”, BTC salì di circa 6,2% in 30 minuti, da circa 70.000 a quasi 75.000 dollari.
Perché la manipolazione del Bitcoin resta un rischio anche questa settimana
Più di recente, Bitcoin è salito sopra i 78.000 dollari, il livello più alto da oltre due mesi, dopo che i commenti di Trump erano stati letti come un segnale di fine della guerra e di piena riapertura dello Stretto di Hormuz. Nello stesso giorno, però, sono riemersi dubbi sui termini reali di un eventuale accordo.
Entro la mattina di sabato, le forze armate iraniane hanno dichiarato che lo Stretto era stato nuovamente chiuso. Nel frattempo, sono circolate notizie su navi che invertivano la rotta e su ulteriore attività militare. Di conseguenza, Bitcoin ha cancellato rapidamente i guadagni di venerdì, tornando sotto i 76.000 dollari.
In questo contesto, la manipolazione del Bitcoin viene evocata soprattutto quando il mercato reagisce in pochi minuti a messaggi politici o geopolitici, per poi invertire bruscamente la direzione appena emergono informazioni diverse. Rispetto a fattori macro più lenti, queste reazioni condensano volatilità, aspettative e rischio informativo in finestre temporali molto strette.
Nel complesso, il punto centrale non è solo stabilire se vi sia stata una condotta illecita. Conta anche capire quanto i mercati digitali restino vulnerabili a dichiarazioni capaci di anticipare, o sembrare anticipare, sviluppi politici e militari con effetti immediati sui prezzi.

