Ieri Tom Lee è intervenuto a Consensus 2026.
Durante il suo intervento ha detto:
“Se Bitcoin chiude sopra i 76.000$ questo mese, il bear-market è definitivamente terminato”.
La sua ipotesi è che il prezzo di BTC possa finire per chiudere tre mesi consecutivi in risalita, e ciò secondo lui significherebbe la fine dell’attuale bear-market.
Summary
Il discorso di Tom Lee
In realtà, ovviamente, ha detto anche molte altre cose.
Ma il suo ragionamento su questo specifico punto è in effetti molto semplice.
Innanzitutto concentra la sua attenzione sulle chiusure mensili.
A marzo la chiusura mensile è stata superiore ai 68.000$. A febbraio era stata sotto i 67.000$, ma inferiore rispetto all’apertura.
Quindi se a febbraio la candela mensile è risultata essere rossa (ovvero in calo), a marzo invece è stata verde.
Ad aprile la chiusura mensile è stata per l’appunto poco sopra i 76.000$, ed è stata verde.
A maggio, per ora, la candela è verde.
Se maggio venisse chiuso sopra i 76.400$, si sarebbero verificate tre candele mensili verdi (ovvero positive) consecutive.
Il ragionamento di Tom Lee si basa proprio su questa ipotesi, ovvero tre mesi consecutivi di rialzi.
Per ora, sebbene le chiusure mensili crescenti siano già tre, i mesi completi consecutivi di rialzo sono ancora solo due, ma anche il mese in corso sembra essere sulla buona strada per finire il positivo.
Il punto è che, secondo Tom Lee, non ci sono mai stati nella storia di Bitcoin tre mesi consecutivi di rialzo all’interno di un bear-market.
È per questo che ha affermato che se il prezzo di Bitcoin chiudesse maggio sopra i 76.000$ si potrebbe dire che l’attuale bear-market è finito.
Cosa potrebbe accadere dopo
Sebbene ciò che afferma Tom Lee sia da considerare sostanzialmente corretto, occorre però aggiungere una considerazione molto importante a riguardo.
Infatti non è assolutamente detto che terminato un bear-market non possa iniziarne un altro.
A dire il vero c’è un problema nella definizione del concetto di “bear-market” per quanto riguarda le criptovalute come Bitcoin.
La definizione originale, risalente addirittura alla seconda metà del diciannovesimo secolo (1873), non si adatta perfettamente al mercato crypto. Anzi, quella definizione praticamente ormai nessuno la usa per definire un bear-market crypto.
Esiste pertanto un “bear market” classico, ed un “bear market crypto” leggermente differente.
Nessuna delle due definizioni però implica che terminato un bear-market non ne possa iniziare un altro.
Il problema è che la definizione del “bear market crypto” non è univoca. Se la definizione originale è ancora sempre quella, su quella del bear-market crypto non c’è ancora accordo.
Molti ad esempio con “bear market cryptop” intendono un lungo e profondo bear-market che duri circa un anno, ma altri lo intendono invece solamente come un bear-market un po’ più profondo rispetto a quello classico senza una durata specifica.
Non è chiaro a quale definizione di bear-market crypto faccia riferimento Tom Lee, ma rimane il fatto che non si può affatto escludere che terminato un bear-market possa poi iniziarne anche un altro.
Le previsioni
Il punto è che da mesi circola la previsione che fino a giugno il prezzo di Bitcoin possa continuare a salire.
Tale previsione non solo si sta rivelando corretta, ma è anche perfettamente in linea con ciò che afferma Tom Lee.
Solo che, non potendo escludere che terminato un bear-market ne possa poi iniziare un altro, circola anche da mesi l’ipotesi che nella seconda metà dell’anno ci potrebbe essere un nuovo trend calante.
In altre parole, l’attuale bear-market potrebbe anche terminare, ma nella seconda metà dell’anno potrebbe in teoria inziarne una nuovo.
In passato i grandi bear-market di Bitcoin sono durati circa 12 mesi, mentre invece lo scenario appena descritto prevederebbe due bear-market molto più corti, intervallati da una mini-bullrun come quella in corso.
Va però sottolineato come l’ipotesi di un secondo bear-market nella seconda metà dell’anno ad oggi non raccoglie moltissimi consensi, mentre invece l’ipotesi di una mini-bullrun fino a giugno era condivisa da diversi analisti.
Molto semplicemente è ancora troppo presto per ipotizzare concretamente un nuovo bear-market nei prossimi mesi, anche se forse già a giugno se ne potrà sapere di più a riguardo.
I massimi storici
In questo momento però c’è una previsione che raccoglie davvero moltissimi consensi.
È infatti opinione condivisa che nel 2026 il prezzo di Bitcoin potrebbe non avere la forza di andare ad aggiornare i massimi storici.
L’attuale massimo storico risale al 6 ottobre scorso, quando superò i 126.000$.
Anche qualora maggio venisse chiuso con un terzo mese consecutivo in verde, per schizzare a 126.000$ servirebbe o una bolla speculativa a giugno, oppure altri mesi consecutivi di risalita, che in questo momento appaiono davvero poco probabili.
Inoltre sebbene in teoria si potrebbe anche pensare ad una piccola correzione seguita poi da un’altra bullrun, non bisogna dimenticare l’ipotesi secondo la quale invece nella seconda metà dell’anno potrebbe innescarsi un nuovo bear-market.
Ciò però non toglie che, nel caso in cui l’anno prossimo dovesse esserci un forte rimbalzo, i 126.000$ in teoria potrebbero anche non essere un traguardo particolarmente lontano. Ma visto che è già difficile prevedere cosa accadrà a giugno, prevedere cosa accadrà l’anno prossimo lo è ancora di più.

