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NEAR vola del 25% e conquista il mercato AI crypto: perché gli analisti guardano ora ai 2 dollari?

Il token Near ha di recente registrato una crescita vicina al 25% su base settimanale, accompagnata da un ulteriore balzo nelle ultime sessioni di mercato.

Dietro questo movimento non c’è soltanto l’entusiasmo speculativo che spesso accompagna le crypto legate all’intelligenza artificiale, ma una combinazione di fattori che sta rafforzando la percezione di NEAR come possibile infrastruttura chiave per la nuova economia degli agenti AI autonomi.

L’effetto Arthur Hayes riaccende l’interesse su NEAR e sulle blockchain per agenti AI

A contribuire all’accelerazione del sentiment è stato soprattutto il ritorno delle discussioni legate ad Arthur Hayes, figura che continua a influenzare una parte importante del mercato crypto.

Secondo diverse interpretazioni diffuse dalla community, Hayes avrebbe evidenziato il potenziale di NEAR nel lungo periodo grazie alla sua architettura orientata alla privacy, agli strumenti cross-chain e alla possibilità di supportare applicazioni AI autonome direttamente on-chain.

La reazione del mercato è stata immediata. In un contesto in cui gli investitori cercano continuamente il “prossimo tema dominante”, la combinazione tra blockchain e intelligenza artificiale continua ad attirare capitali.

Tuttavia, rispetto alla fase iniziale dell’hype AI vissuta nel 2023 e nel 2024, oggi il mercato sembra premiare soprattutto i progetti che riescono a proporre una narrativa infrastrutturale più concreta.

Ed è qui che NEAR sta tentando di differenziarsi.

Il protocollo non viene più presentato semplicemente come una blockchain veloce o economica, ma come una piattaforma progettata per supportare sistemi AI capaci di interagire autonomamente con applicazioni decentralizzate, liquidità cross-chain e strumenti finanziari digitali.

Negli ultimi mesi è cresciuto in particolare l’interesse verso il concetto di “agent commerce”, cioè un ecosistema in cui agenti AI possono effettuare operazioni blockchain senza intervento umano continuo.

Questo significa, almeno in teoria, wallet autonomi, gestione automatizzata della liquidità, pagamenti programmabili e interazioni dirette tra sistemi AI e protocolli DeFi.

La narrativa ricorda per certi aspetti quanto sta avvenendo anche attorno ad altri progetti crypto focalizzati sull’AI, ma nel caso di NEAR il mercato sembra attribuire maggiore credibilità alla componente tecnica.

Alcuni analisti ritengono infatti che il protocollo stia cercando di posizionarsi come livello di esecuzione nativo per applicazioni AI decentralizzate, un segmento che potrebbe diventare molto rilevante nei prossimi anni.

La corsa delle crypto AI cambia volto: meno meme e più infrastruttura

Uno degli elementi più interessanti del rally di NEAR riguarda proprio il cambiamento di approccio degli investitori verso il settore AI crypto.

Nei cicli precedenti molti token legati all’intelligenza artificiale avevano beneficiato soprattutto di una spinta speculativa, spesso scollegata dall’effettiva utilità tecnologica dei progetti.

Oggi invece il mercato sembra diventato più selettivo. Gli operatori osservano con maggiore attenzione dati legati all’attività dell’ecosistema, ai volumi cross-chain e alla reale capacità delle blockchain di supportare applicazioni avanzate.

Nel caso di NEAR, diversi report condivisi dalla community sostengono che il sistema NEAR Intents abbia già elaborato miliardi di dollari in volume cross-chain.

Parallelamente, anche l’attività dei protocolli interni e la generazione di commissioni starebbero mostrando segnali di crescita graduale.

Un altro aspetto che sta alimentando la narrativa rialzista riguarda la sicurezza futura delle blockchain. Alcune discussioni emerse nell’ecosistema NEAR fanno infatti riferimento a possibili sviluppi legati alla crittografia resistente ai computer quantistici.

Sebbene si tratti ancora di un tema altamente speculativo, il mercato tende spesso a premiare i progetti percepiti come tecnologicamente “future-proof”.

Ad ogni modo, l’attenzione verso infrastrutture AI-native si inserisce in un contesto più ampio. Negli ultimi mesi diverse società crypto stanno cercando di integrare strumenti di intelligenza artificiale nei sistemi blockchain.

Non a caso anche altri progetti stanno puntando su agenti autonomi, wallet AI e protocolli capaci di automatizzare attività finanziarie decentralizzate.

Tuttavia, resta aperta una questione importante: quanto di questa narrativa è già realmente utilizzabile e quanto invece è ancora speculazione? 

Molti investitori ricordano ancora il boom delle crypto metaverse o NFT, settori che avevano attirato enormi capitali prima di ridimensionarsi drasticamente.

Per questo motivo alcuni osservatori invitano alla cautela anche nel caso delle AI crypto. La differenza, però, potrebbe essere proprio nella maggiore utilità infrastrutturale che alcuni protocolli stanno cercando di costruire.

Prezzo NEAR: il mercato punta ora alla resistenza psicologica dei 2 dollari

Dal punto di vista tecnico, il movimento di NEAR sta attirando molta attenzione anche tra i trader. Dopo mesi trascorsi all’interno di una struttura ribassista, il token sembra aver finalmente rotto un’importante area di consolidamento compresa tra 1,55 e 1,60 dollari.

La rottura di questa fascia è considerata significativa perché in passato aveva bloccato diversi tentativi di recupero.

Inoltre, il breakout è stato accompagnato da un aumento dei volumi, elemento che spesso viene interpretato come segnale di rafforzamento della pressione d’acquisto.

Anche gli indicatori di momentum stanno mostrando un miglioramento graduale. L’RSI continua infatti a salire senza trovarsi ancora in una zona di eccessivo ipercomprato, lasciando teoricamente spazio a ulteriori movimenti rialzisti nel breve termine.

Allo stesso tempo, il quadro resta fortemente dipendente dal sentiment generale del settore crypto e dal mantenimento della narrativa AI.

Se l’entusiasmo dovesse raffreddarsi rapidamente oppure se il token non riuscisse a consolidarsi sopra la zona di breakout, non si può escludere un ritorno verso il precedente range laterale.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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