Il titolo CRCL di Circle Internet Group ha perso il 16% in una sola seduta, toccando un minimo intraday di 62 dollari prima di chiudere intorno ai 63,99 dollari. Un crollo che non arriva dal nulla: dietro c’è una combinazione di fattori che sta mettendo sotto pressione l’intera tesi di investimento sulla società, dall’uscita dai principali indici azionari americani al lancio di un rivale stablecoin con un elenco di partner difficile da ignorare. Il crollo delle azioni Circle racconta qualcosa di più profondo di una semplice giornata negativa in borsa.
Summary
Punti chiave
- CRCL è sceso del 16% in una giornata, con un calo complessivo del 40% negli ultimi 30 giorni.
- FTSE Russell ha rimosso Circle da diversi indici di crescita durante la riconfigurazione di giugno 2026, compreso il Russell 1000 Growth e il Russell 3000 Growth.
- Open Standard ha lanciato Open USD, stablecoin sostenuto da oltre 140 aziende tra cui Visa, Mastercard, Coinbase e Stripe, con un modello che redistribuisce i rendimenti delle riserve ai partner.
- Il modello di Open USD attacca direttamente il punto più redditizio di Circle: i proventi sulle riserve di USDC restano interni all’emittente, mentre OUSD li distribuisce all’ecosistema.
- Analisti del settore dividono le opinioni: alcuni vedono il selloff come una reazione eccessiva, altri riconoscono una minaccia strutturale reale.
Le azioni Circle scendono dopo l’uscita dagli indici Russell
La rimozione dagli indici di FTSE Russell ha innescato pressioni di vendita tecniche che si sono sommate a un contesto già deteriorato. Negli ultimi 30 giorni CRCL aveva già ceduto il 40%, una performance che riflette come la combinazione tra ribilanciamento degli indici e nuovi scenari competitivi stia cambiando la percezione degli investitori istituzionali sul titolo.
Impatto della riconfigurazione del Russell Growth Index
Durante la riconfigurazione annuale di giugno 2026, FTSE Russell ha rimosso Circle dal Russell 1000 Growth Index, dal Russell 3000 Growth Index e dal Russell Midcap Growth Index. Si tratta di benchmark seguiti da fondi indicizzati e mandati istituzionali che, per regola, devono riallineare le proprie esposizioni dopo ogni ricomposizione degli indici.
Questo tipo di cambiamento non è neutro. Quando un titolo esce da un indice molto seguito, i fondi passivi sono costretti a vendere, creando pressione tecnica indipendentemente dai fondamentali aziendali. Il processo FTSE Russell di giugno 2026 ha coinvolto modifiche trasversali su benchmark di crescita, valore e dimensione, riflettendo uno spostamento nella leadership di mercato.
Performance recente e attività di trading del titolo CRCL
Il titolo aveva aperto la sessione a 72,68 dollari per poi estendere le perdite nel corso della giornata. Il calo del 16% si inserisce in un trend mensile che secondo gli analisti potrebbe già incorporare parte delle aspettative di vendita legate al ribilanciamento degli indici.
Owen Lau, managing director di Clear Street, ha definito il selloff del 16% di martedì una reazione eccessiva, indicando che “ha una formazione solida sulla carta, che influenzerà il sentiment di breve termine su CRCL fino al lancio effettivo di OUSD”. Ma ha aggiunto che la valutazione finale dipenderà dalla reale adozione del nuovo stablecoin.
Il lancio di Open USD sfida USDC sul suo terreno
Il vero problema per Circle non è solo tecnico. Lo stesso giorno della seduta negativa, Open Standard — consorzio guidato da Zach Abrams, co-fondatore di Bridge — ha annunciato il lancio di Open USD, uno stablecoin ancorato al dollaro americano pensato per attaccare esattamente la struttura economica che ha reso Circle redditizia.
Il consorzio Open Standard e la rete di supporto
Dietro Open USD ci sono oltre 140 aziende. L’elenco include Visa, Mastercard, Coinbase, Stripe e BlackRock: nomi che, messi insieme, coprono quasi ogni anello della catena dei pagamenti digitali, dalle reti di carte ai gateway di e-commerce, dalle piattaforme exchange ai gestori patrimoniali.
Abrams ha sintetizzato la logica del progetto: gli stablecoin esistenti hanno punti di forza, ma per usarli a scala le imprese hanno bisogno di qualcosa di aperto, a basso costo, ad alto throughput, accessibile e allineato ai loro interessi economici. Una proposta che punta esplicitamente al gap che Circle non ha mai colmato verso i partner di distribuzione.
Modello di business di Open USD a confronto con USDC
Open USD offre conio e rimborso gratuiti e distribuisce i rendimenti delle riserve ai partecipanti all’ecosistema, al netto di una management fee. È una differenza strutturale rispetto a USDC: Circle trattiene internamente i proventi sulle riserve, che rappresentano il cuore del suo modello di ricavi.
Rob Hadick, general partner di Dragonfly, ha riconosciuto che “i nomi dei partner di punta suggeriscono chiaramente una minaccia reale per il business di Circle”, sottolineando in particolare che la suite di prodotti finanziari di Stripe potrebbe consentire al consorzio di “tagliare in modo unico i margini economici di Circle”. Allo stesso tempo, Hadick ha avvertito che i consorzi di settore sono storicamente fragili: gli incentivi sono ampi e spesso disallineati.
Un confronto utile viene dal precedente di USDG di Paxos, altro stablecoin consortile che distribuisce rendimenti ai partner: lanciato a fine 2024, ha raggiunto una supply di 3 miliardi di dollari, lontanissima dai 73 miliardi di USDC e dai 145 miliardi di USDT secondo i dati CoinDesk. Il mercato stablecoin non è facile da scalare, anche con nomi importanti in bacheca.
I leader del settore commentano la concorrenza nel mercato stablecoin
Le reazioni dei vertici del settore rivelano due posizionamenti molto diversi davanti allo stesso scenario.
La difesa di USDC da parte del CEO Jeremy Allaire
Il CEO di Circle, Jeremy Allaire, ha risposto con un post su X senza cedere terreno: “USDC rimane lo stablecoin più affidabile, più adottato e più pronto per l’uso istituzionale al mondo.” Allaire ha ribadito l’impegno di Circle a investire su banche, società di pagamento, operatori dei mercati di capitale e casi d’uso enterprise, inquadrando USDC come infrastruttura consolidata in un mercato che lui stesso descrive come “una delle più grandi opportunità di mercato al mondo”.
Perché conta: la posizione di Allaire riflette una sfida reale sul fronte della distribuzione. Coinbase, che co-fondò il Centre Consortium da cui nacque USDC e condivide con Circle i proventi delle riserve in base a un accordo commerciale in scadenza ad agosto, è ora tra i partner di Open USD. Questa sovrapposizione rende il panorama competitivo più complicato di quanto sembri in superficie.
Paolo Ardoino di Tether accoglie la nuova concorrenza
Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha scelto un tono completamente diverso: “Welcome OUSD. Player 2 has entered the game”, ha scritto su X. Un commento che segnala come il leader di USDT — con 145 miliardi di supply — guardi all’arrivo di Open USD più come a un’opportunità di espansione del mercato complessivo che come a una minaccia diretta alla sua posizione.
Jeff Dorman, CIO di Arca, ha offerto una lettura ancora più ampia: l’opportunità negli stablecoin non si limita agli emittenti come Circle e Tether, ma si estende agli exchange, alle società di pagamento, ai wallet, ai custodian e alle reti blockchain che distribuiscono e regolano i dollari digitali. Man mano che gli stablecoin entrano nel mainstream finanziario, quei canali di distribuzione potrebbero rivelarsi i veri vincitori strutturali — indipendentemente da chi emette il token.
La questione aperta è se OUSD riesca a convincere consumatori e utenti finali ad adottarlo su larga scala. Noelle Acheson, autrice della newsletter Crypto Is Macro Now, ha notato che il comunicato lascia senza risposta domande rilevanti: struttura proprietaria di Open Standard, framework di licenza dell’emittente, quali blockchain supporterà Open USD e come esattamente verranno distribuiti i proventi delle riserve tra i partner. Omid Malekan, professore alla Columbia Business School, ha sintetizzato il rischio in modo efficace: mettere il proprio nome su una lista è facile, cambiare realmente il comportamento aziendale e i modelli di business è tutt’altra cosa.
FAQ
Perché il titolo Circle CRCL è sceso di recente?
CRCL ha perso il 16% in una sola seduta dopo la rimozione dagli indici Russell Growth — tra cui Russell 1000 Growth, Russell 3000 Growth e Russell Midcap Growth — e l’arrivo della nuova concorrenza di Open USD. Negli ultimi 30 giorni il calo complessivo ha raggiunto il 40%.
Cos’è Open USD e come si distingue da USDC?
Open USD è un nuovo stablecoin lanciato dal consorzio Open Standard, sostenuto da oltre 140 aziende tra cui Visa, Mastercard, Coinbase e Stripe. A differenza di USDC — dove i proventi delle riserve restano a Circle — Open USD offre conio e rimborso gratuiti e distribuisce i rendimenti delle riserve ai partner dell’ecosistema.
Come ha risposto il CEO di Circle alla nuova concorrenza?
Jeremy Allaire ha difeso USDC definendolo “lo stablecoin più affidabile, più adottato e più pronto per l’uso istituzionale al mondo”, annunciando la continuazione degli investimenti su banche, società di pagamento e mercati di capitale.
Cosa ha cambiato FTSE Russell che ha colpito Circle?
Nel processo di riconfigurazione di giugno 2026, FTSE Russell ha modificato diversi benchmark azionari americani, rimuovendo Circle da più indici di crescita. Questo obbliga i fondi passivi che replicano quegli indici ad alleggerire l’esposizione su CRCL, generando pressione di vendita tecnica sul titolo.
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