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Flussi in entrata ETF Bitcoin da 510 milioni: siamo davvero oltre il peggio?

Tre giorni di flussi positivi consecutivi. Dopo otto settimane di emorragia record, gli ETF Bitcoin stanno segnando un cambio di passo che il mercato stava aspettando. I flussi in entrata ETF Bitcoin hanno raggiunto circa 510 milioni di dollari nel giro di soli tre giorni, un segnale che ha attirato l’attenzione di analisti e investitori istituzionali in tutto il mondo.

Punti chiave

  • Gli ETF Bitcoin hanno registrato 510 milioni di dollari di flussi netti positivi negli ultimi tre giorni, invertendo una tendenza negativa durata otto settimane.
  • I deflussi cumulativi degli ultimi due mesi hanno superato gli 8 miliardi di dollari, con i deflussi dall’inizio dell’anno arrivati a 2,8 miliardi di dollari.
  • Il prezzo di Bitcoin è risalito intorno ai 62.000 dollari, circa il 4% in più rispetto alla settimana precedente, dopo essere sceso fino a 58.000 dollari.
  • La maggior parte degli investitori in ETF Bitcoin è ancora in perdita: il prezzo medio di ingresso stimato da Glassnode è di circa 83.800 dollari.
  • Secondo James Butterfill di 21Shares, il sentiment potrebbe aver toccato un punto di svolta.

Gli ETF Bitcoin invertono la tendenza: cosa dicono i numeri

Il rimbalzo dei flussi netti è il più significativo dall’inizio delle uscite di capitali, avvenute ai primi di maggio. A riferirlo è James Butterfill, Head of Research di 21Shares, che ha descritto i tre giorni positivi come “i maggiori afflussi registrati da quando i deflussi erano iniziati”, aggiungendo che questo potrebbe indicare di essere “forse oltre il peggio”.

La prospettiva storica aiuta a capire la portata del fenomeno. In otto settimane, gli ETF spot su Bitcoin hanno bruciato circa 8 miliardi di dollari di patrimonio, trascinando i deflussi dall’inizio dell’anno fino a 2,8 miliardi di dollari. Una cifra che racconta quanto profonda sia stata la fuga degli investitori durante la fase ribassista.

Dati di CoinGlass mostrano che, nel picco più acuto del sell-off recente, le uscite giornaliere hanno toccato i 733 milioni di dollari. Una soglia significativa, anche se inferiore ai massimi registrati l’anno scorso, quando quella soglia era stata superata più volte.

Il confronto con i cicli precedenti

Butterfill ha sottolineato che, su base proporzionale, i deflussi hanno rappresentato circa l’8% degli asset under management degli ETF Bitcoin, un valore che ricorda i minimi ciclici del 2018. Il paragone più immediato è con il febbraio scorso, quando gli investitori avevano ritirato 5,2 miliardi di dollari in un contesto simile di incertezza macro.

Non si tratta solo di numeri: l’intensità dei deflussi attuali, pur record in termini assoluti, non ha raggiunto i picchi proporzionali degli episodi precedenti. Un dettaglio che, per chi analizza i cicli del mercato crypto, suggerisce che la pressione di vendita strutturale potrebbe essere meno grave di quanto sembri a prima vista.

Prezzo Bitcoin e le perdite degli investitori

Mercoledì Bitcoin scambiava intorno ai 62.000 dollari, con un rialzo del 4% rispetto alla settimana precedente, secondo i dati di CoinGecko. Un recupero apprezzabile, ma ancora lontano dai livelli che renderebbero redditizi la maggior parte degli investimenti effettuati tramite ETF.

Il punto critico è il costo medio di ingresso. Secondo Glassnode, l’acquirente medio ha ottenuto esposizione a Bitcoin quando il prezzo si aggirava intorno agli 83.800 dollari. Con Bitcoin a 62.000 dollari, la maggior parte dei detentori di ETF è tecnicamente in perdita — un fattore che spiega la cautela con cui il denaro sta rientrando nel settore.

Solo poche settimane fa la situazione era ancora più difficile: all’inizio del mese Bitcoin era scivolato fino a 58.000 dollari, accelerando il declino rispetto al massimo storico di 126.000 dollari toccato nell’ottobre scorso.

Le balene hanno venduto, ora si fermano

Un ruolo decisivo nella pressione sui prezzi lo hanno avuto i cosiddetti whale, i grandi detentori che tipicamente possiedono 1.000 Bitcoin o più. Secondo Butterfill, dalla vetta dei prezzi dello scorso anno questi grandi holder hanno ceduto Bitcoin per un valore complessivo superiore ai 40 miliardi di dollari.

La buona notizia — almeno nell’ottica di chi guarda al rimbalzo — è che questa fonte di pressione ribassista sembra essersi attenuata di recente. Le vendite dei whale non si sono fermate del tutto, ma la loro intensità è calata, e questo ha contribuito a stabilizzare il mercato nelle ultime sessioni.

È un cambio di comportamento rilevante. Quando i grandi holder smettono di scaricare, il mercato trova più facilmente un equilibrio tra domanda e offerta — e i flussi in entrata negli ETF diventano un segnale più pulito di genuino interesse istituzionale.

La Fed, l’inflazione e i rischi geopolitici pesano ancora

Il ritorno degli afflussi non cancella i venti contrari macro. Butterfill è stato diretto: “Non siamo in una situazione in cui possiamo dire che la Fed è sul punto di tagliare i tassi, e questo sarebbe molto di supporto per Bitcoin.” La politica monetaria della Federal Reserve, ancora orientata a combattere l’inflazione, resta un freno potenziale per qualsiasi recupero sostenuto.

Bitcoin si è dimostrato storicamente molto sensibile alle aspettative sull’inflazione. E in questo momento, le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran si intrecciano con l’outlook della Fed, creando un ambiente di incertezza che limita la propensione al rischio degli investitori istituzionali.

Questo è il nodo strategico che il mercato dovrà sciogliere nei prossimi mesi: i flussi in entrata negli ETF Bitcoin possono consolidarsi solo se il contesto macro offre qualche segnale di allentamento. Finché la Fed rimane hawkish e le tensioni geopolitiche restano elevate, ogni rimbalzo potrebbe incontrare resistenza prima di trasformarsi in un trend duraturo.

FAQ

Cosa è cambiato di recente nei flussi degli ETF Bitcoin?

Dopo otto settimane consecutive di deflussi — per un totale di circa 8 miliardi di dollari — gli ETF Bitcoin hanno registrato 510 milioni di dollari di flussi netti positivi nell’arco di tre giorni. È il segnale più incoraggiante dall’inizio della fase di uscite di capitali.

Come ha reagito il prezzo di Bitcoin e qual è la situazione per gli investitori in ETF?

Bitcoin è risalito intorno ai 62.000 dollari, guadagnando circa il 4% in una settimana dopo aver toccato un minimo di 58.000 dollari. Tuttavia, il prezzo medio di ingresso degli investitori in ETF si attesta intorno agli 83.800 dollari secondo Glassnode, il che significa che la maggior parte di loro è ancora in perdita.

Quali fattori macroeconomici influenzano il sentiment sugli ETF Bitcoin?

La politica monetaria della Federal Reserve, le aspettative sull’inflazione e i rischi geopolitici legati al conflitto in Iran stanno pesando sul mercato. Secondo Butterfill di 21Shares, finché la Fed non segnala un avvicinamento ai tagli dei tassi, Bitcoin resterà vulnerabile alle fluttuazioni legate a questi fattori.

Cosa dicono gli esperti sulle prospettive del sentiment verso gli ETF Bitcoin?

James Butterfill, Head of Research di 21Shares, ha affermato che il sentiment potrebbe aver voltato angolo, con i flussi recenti che rappresentano i maggiori afflussi da quando erano iniziate le uscite di capitali. Ha definito questo un possibile segnale che “forse siamo oltre il peggio”, pur mantenendo cautela rispetto al contesto macro.

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