Un nome nuovo, una promessa altrettanto ambiziosa: comprimere settimane di lavoro legale in pochi minuti. La startup canadese NLPatent, con sede a Toronto, ha annunciato il 18 agosto 2026 di aver cambiato identità in Clerq, lanciando contestualmente i suoi primi strumenti di ricerca brevettuale agentica. Non si tratta di un semplice restyling: l’azienda punta a ridefinire il modo in cui studi legali, uffici IP aziendali e università conducono le analisi di brevettabilità, sostituendo processi che normalmente richiedono giorni o settimane con un flusso di lavoro automatizzato che produce risultati in circa dieci minuti.
Summary
Punti chiave
- NLPatent ha cambiato nome in Clerq e ha lanciato i suoi primi workflow di ricerca brevettuale agentica.
- Il software completa un’analisi di brevettabilità completa con citazioni in circa 10 minuti.
- Sono attivi due workflow: una valutazione rapida di triage e un rapporto completo di brevettabilità.
- Clerq ha annunciato integrazioni con RPX Corp e Park IP, e ha assunto Michael Chernoff come direttore della strategia IP.
- L’azienda, fondata nel 2021, ha raccolto 3 milioni di dollari guidati da Draper Associates e Mighty Capital.
Il rebranding da NLPatent a Clerq
Il nuovo nome non è casuale. Clerq richiama la figura del law clerk, il collaboratore legale che svolge lavoro sostanziale sotto la supervisione di un avvocato. È una scelta simbolica che riflette il posizionamento dell’azienda: non un software più intelligente nella stessa logica del software-as-a-service, ma quello che la CEO e co-fondatrice Stephanie Curcio ha definito “service as software”. Secondo Curcio, il lavoro che prima veniva delegato a un giovane collaboratore o affidato a una società esterna di ricerca ora avviene in pochi minuti, sotto la direzione diretta del professionista che ne è responsabile.
La tecnologia alla base non è nuova: studi legali, dipartimenti IP aziendali e università utilizzano già i modelli linguistici della società per attività di ricerca e monitoraggio brevettuale. Un dettaglio interessante è che questi modelli sono anteriori a ChatGPT, segno di uno sviluppo tecnico avviato prima dell’esplosione mediatica dell’intelligenza artificiale generativa.
Come funziona la ricerca brevettuale agentica di Clerq
Il cuore dell’annuncio riguarda due workflow già operativi al lancio. Il primo è una valutazione rapida di triage, pensata per esaminare in modo veloce grandi volumi di divulgazioni di invenzione. Il secondo genera un rapporto completo di brevettabilità, con un ragionamento articolato caratteristica per caratteristica e riferimenti citati puntualmente.
Il punto centrale, quello che rende questo lancio rilevante per l’intero settore della proprietà intellettuale, è la velocità: il software completa un’analisi di brevettabilità piena in circa 10 minuti, con ogni conclusione accompagnata da citazioni verificabili. Clerq precisa che un avvocato rivede sempre il ragionamento prodotto dal sistema prima dell’approvazione finale, mantenendo quindi un controllo umano sul risultato automatizzato. Questo è un dettaglio non trascurabile: la ricerca brevettuale agentica non elimina la figura del professionista, ma ne riorganizza il ruolo, spostandolo dalla produzione manuale alla supervisione critica.
Perché conta questo cambio di paradigma? Perché comprimere in dieci minuti un lavoro che tradizionalmente richiede giorni significa alterare l’intera economia dei costi legali legati alla proprietà intellettuale, con effetti potenziali su tariffe, tempi di risposta ai clienti e struttura stessa degli studi che si occupano di brevetti.
Le partnership con RPX Corp e Park IP
Oltre al rebranding, Clerq ha reso pubbliche due integrazioni strategiche pensate per ampliare la portata della propria tecnologia. La prima riguarda RPX Corp, che utilizzerà il motore di ricerca di Clerq all’interno del proprio prodotto RPX Empower, venduto ad aziende che devono gestire un’esposizione significativa al contenzioso brevettuale. Steve Chiang, Chief IP and SaaS Officer di RPX, ha sottolineato che la qualità di una valutazione del rischio brevettuale dipende dalla solidità della ricerca che la sostiene, un principio che rende l’accordo con Clerq coerente con le esigenze operative dell’azienda.
La seconda integrazione riguarda Park IP, società del gruppo Welocalize, che integrerà lo stesso livello di ricerca nei propri servizi di traduzione brevettuale e deposito estero. Sono entrambe integrazioni a cross-referral, pensate quindi per generare flussi reciproci di clienti e casi d’uso tra le rispettive piattaforme.
Queste alleanze contano perché posizionano Clerq non come un fornitore isolato di software, ma come un livello infrastrutturale su cui altri operatori del settore IP costruiscono i propri prodotti. È un modello che ricorda quello dei fornitori tecnologici B2B che diventano invisibili ma indispensabili dentro le piattaforme dei propri partner.
Nuovo direttore della strategia IP e roadmap futura
Sul fronte del capitale umano, Clerq ha annunciato l’ingresso di Michael Chernoff come direttore della strategia IP. Chernoff ha iniziato la carriera come esaminatore presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO), per poi guidare una practice di ricerca brevettuale composta da 30 persone presso lo studio Murgitroyd. Nel suo percorso ha ricoperto anche il ruolo di chief patent counsel in un’azienda Fortune 500 e quello di chief intellectual property officer in una banca d’investimento.
Guardando avanti, l’azienda ha già indicato la direzione dei prossimi sviluppi: workflow dedicati all’analisi di invalidità e alla libertà di operare sono le prossime funzionalità in roadmap, pur senza una tempistica precisa comunicata al momento del lancio.
Sul piano della gestione dei dati, Clerq ha voluto chiarire un punto sensibile per gli studi legali e le aziende che maneggiano informazioni riservate: i modelli vengono eseguiti in un cloud privato e la società afferma di non addestrarli sui dati dei clienti. Si tratta di una garanzia rilevante per un settore in cui la confidenzialità delle divulgazioni di invenzione è un requisito non negoziabile.
Storia e finanziamenti dell’azienda
Clerq è stata fondata nel 2021 da Stephanie Curcio e James Stonehill. La società è sostenuta da capitale di rischio: nel mese di novembre ha raccolto 3 milioni di dollari in un round guidato da Draper Associates e Mighty Capital. Curcio aveva dichiarato a BetaKit, all’epoca del finanziamento, che i fondi sarebbero stati destinati alla costruzione di workflow completamente agentici in grado di eseguire compiti brevettuali complessi: un obiettivo che il lancio di oggi sembra concretizzare direttamente.
FAQ
Quale grande cambiamento ha annunciato NLPatent?
NLPatent si è rinominata Clerq e ha lanciato i suoi primi workflow di ricerca brevettuale agentica.
Quanto velocemente il software di Clerq esegue un’analisi di brevettabilità?
Completa un’analisi di brevettabilità piena, con citazioni, in circa 10 minuti.
Quali partnership ha Clerq per potenziare il proprio servizio?
Clerq ha integrazioni con RPX Corp per il prodotto RPX Empower e con Park IP per il supporto alla ricerca.
Come garantisce Clerq la privacy dei dati nei suoi modelli di intelligenza artificiale?
Clerq esegue i propri modelli in un cloud privato e dichiara di non addestrarli sui dati dei clienti.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

