Payward, la società madre di Kraken, ha ottenuto un risarcimento da 22 milioni di dollari in un arbitrato contro l’auditor Mazars USA: una vittoria legale che riapre il dibattito sulle conseguenze dell’Operation Choke Point 2.0 e sul diritto delle aziende crypto a ricevere servizi professionali di base senza subire pressioni politiche.
Summary
Punti chiave
- Un arbitro ha assegnato a Payward 22 milioni di dollari dopo che Mazars ha abbandonato un audit quasi completato di Kraken nel 2022.
- Mazars ha interrotto i lavori pochi giorni prima di terminare la revisione dei bilanci 2022 di Kraken, creando una crisi di licenze per l’exchange.
- La causa SEC contro Kraken — citata da Mazars come motivo di ritiro — è stata archiviata nel marzo 2025, dopo le dimissioni di Gary Gensler.
- L’abbandono dell’audit ha spinto Kraken ad acquisire TradeStation Crypto per ottenere le licenze necessarie: 12,5 milioni dei 22 milioni di risarcimento riguardano proprio quell’acquisizione.
- Il co-CEO di Payward, Arjun Sethi, usa la vittoria come trampolino per chiedere al Senato USA di approvare la Clarity Act.
Vittoria da 22 milioni di dollari contro Mazars in arbitrato
La decisione dell’arbitro — un giudice in pensione — è netta: Mazars USA deve a Payward 22 milioni di dollari per aver abbandonato un audit quasi terminato senza alcuna disputa professionale con il cliente. Ora Payward chiede alla Delaware Court of Chancery di trasformare quell’award arbitrale in sentenza definitiva, rendendo esecutivo il pagamento.
L’aspetto più rivelatore della vicenda è nella formula scelta dall’arbitro: Mazars merita “credito per la sua onestà”, ma deve comunque risarcire Kraken. Una formulazione che riconosce la difficoltà del momento ma non assolve il danno causato.
L’abbandono della revisione e la crisi di licenze
Mazars ha smesso di lavorare sull’audit di Kraken alla fine del 2023, a pochi giorni dal completamento della revisione dei bilanci 2022. In quel momento Kraken era già sotto indagine della SEC e i regolatori statali avevano perso la pazienza per i ritardi nelle certificazioni richieste per ottenere le money transmitter license necessarie all’operatività.
Il ritiro di Mazars ha innescato quello che l’arbitro ha definito una “crisi di licenze“. Per uscirne, Kraken ha acquisito TradeStation Crypto — una piattaforma già in possesso delle autorizzazioni regolamentari necessarie. Quella mossa ha un costo: 12,5 milioni dei 22 milioni complessivi dell’award arbitrale riguardano direttamente le spese dell’acquisizione.
Il motivo dichiarato da Mazars e la risposta di Sethi
Nell’uscire dall’incarico, Mazars ha indicato “incertezze e rischi da sviluppi legali”, citando esplicitamente il procedimento aperto dalla SEC contro Kraken. Mazars aveva ricevuto subpoena da un grand jury e dalla stessa SEC per la documentazione relativa all’audit di Kraken.
Ma c’è un elemento che rende il tutto difficile da digerire per l’exchange: nel momento in cui si è ritirata, Mazars ha confermato per iscritto di non avere alcuna obiezione al management, nessuna preoccupazione sull’integrità dell’azienda, nessuna evidenza di frode.
“Un auditor ha abbandonato un audit quasi finito di un cliente con cui non aveva alcuna disputa professionale”, ha scritto Arjun Sethi nel suo blog post. “Leggilo di nuovo.”
Operation Choke Point 2.0 e le pressioni sull’industria crypto
La vicenda Mazars non nasce dal nulla. Si inserisce in un quadro più ampio di pressioni sistematiche che hanno caratterizzato il rapporto tra istituzioni finanziarie e aziende crypto durante l’amministrazione Biden, un fenomeno diventato noto come Operation Choke Point 2.0.
Il termine — coniato dal venture capitalist Nic Carter — richiama una politica analoga dell’era Obama, quando le autorità federali avevano fatto pressione sulle banche per togliere i conti correnti a categorie di imprese considerate rischiose o “indesiderate”. La versione 2.0 ha preso di mira il settore crypto, soprattutto dopo il collasso di FTX nel 2022.
Avvisi regolatori e lettere riservate alle banche
Nel gennaio 2023, Federal Reserve, FDIC e OCC hanno pubblicato una lettera congiunta in cui mettevano in guardia le banche sui rischi legati all’operatività con aziende crypto. Era un segnale pubblico. Ma dietro le quinte, secondo Sethi, si muoveva qualcosa di più diretto: “La FDIC ha inviato almeno 25 lettere a 24 banche intimando loro di sospendere o limitare l’espansione di attività legate alle criptovalute”.
Quel clima ha reso quasi impossibile per molte aziende del settore mantenere relazioni bancarie stabili, ottenere licenze e accedere ai servizi professionali di base come la revisione contabile.
Il procedimento SEC e la sua archiviazione
La SEC guidata da Gary Gensler aveva portato avanti un’azione legale contro Kraken, accusando l’exchange di operare come piattaforma di scambio di titoli non registrata. Quella causa — che Mazars ha usato come giustificazione per il ritiro — è stata archiviata nel marzo 2025, poco dopo l’insediamento di Trump per il suo secondo mandato e le dimissioni di Gensler. Insieme alla causa contro Kraken, l’amministrazione Trump ha di fatto archiviato quasi tutte le azioni di enforcement crypto aperte dalla precedente gestione della SEC.
Il danno reputazionale e le sue conseguenze
Sethi è esplicito: le pressioni regolamentari hanno causato un danno reputazionale concreto a Kraken. L’abbandono dell’audit da parte di Mazars, senza alcuna motivazione professionale legata alla qualità dei bilanci, ha gettato un’ombra sull’exchange che ha dovuto spendere anni e milioni in spese legali per difendersi da accuse che non si sono mai concretizzate.
Il caso del fondatore Jesse Powell è emblematico: nel marzo 2023 agenti federali hanno fatto irruzione nella sua abitazione, un episodio che ha ulteriormente alimentato l’immagine negativa dell’azienda in un momento già difficile.
Non è solo una questione interna a Kraken. Sethi sottolinea che le aziende più piccole — con meno risorse legali e reputazionali — sono state probabilmente colpite in modo permanente dall’Operation Choke Point 2.0. Il danno sistemico all’industria va ben oltre la singola causa vinta dall’exchange di San Francisco.
Vale la pena fermarsi su questo punto: Mazars aveva interrotto nel 2022 tutto il lavoro di crypto proof-of-reserves per i propri clienti, ritirandosi dall’intero segmento. Kraken non era un caso isolato, ma il sintomo di una fuga più ampia dei revisori contabili dall’industria crypto sotto pressione regolatoria.
La chiamata alla Clarity Act
La vittoria nell’arbitrato è per Sethi anche un trampolino politico. Nel blog post che accompagna la notizia, il co-CEO di Payward chiede esplicitamente al Senato USA di approvare la Clarity Act, una proposta legislativa che stabilirebbe confini regolatori chiari tra la competenza della SEC e quella della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) sull’industria crypto.
La legge è attualmente in discussione tra vari comitati del Senato, ma non ha ancora completato l’iter legislativo.
“Nessun fondatore, nessuno sviluppatore e nessun cliente dovrebbe mai dover vincere un arbitrato per dimostrare di meritare un conto bancario, un auditor e la struttura di base per fare impresa in America”, ha scritto Sethi. “Abbiamo vinto questa battaglia. Ora i nostri leader al Congresso, da entrambi i lati, devono venire insieme per finire quella più grande. Approvate la Clarity Act.”
Il punto non è simbolico. Una regolamentazione chiara avrebbe probabilmente evitato l’intero scenario: Mazars non avrebbe avuto alibi per ritirarsi, la SEC non avrebbe potuto agire in una zona grigia normativa e Kraken non avrebbe dovuto acquistare TradeStation Crypto per sopravvivere alla crisi di licenze. Il costo di quella vaghezza normativa — per Kraken — è stato almeno 22 milioni di dollari misurabili, più anni di danni reputazionali difficilmente quantificabili.
La domanda ora è se il Congresso saprà trasformare il precedente stabilito da questo arbitrato in un incentivo concreto per legiferare, prima che altre aziende debbano pagare lo stesso prezzo.
FAQ
Perché Mazars ha abbandonato l’audit di Kraken?
Mazars ha citato incertezze legali e rischi derivanti da sviluppi normativi, inclusa la causa aperta dalla SEC contro Kraken, come motivazione per il ritiro dall’incarico. Al momento del ritiro, ha tuttavia confermato per iscritto di non avere obiezioni al management, nessuna preoccupazione sull’integrità dell’azienda e nessuna evidenza di frode.
Cos’è l’Operation Choke Point 2.0?
È il termine — coniato dal venture capitalist Nic Carter — che identifica la campagna informale dell’amministrazione Biden per spingere le banche a non servire l’industria crypto. Il riferimento è a una politica analoga dell’era Obama, usata per isolare categorie di imprese ritenute indesiderate dal sistema bancario.
Quali conseguenze ha subito Kraken dall’abbandono della revisione?
Kraken ha subito un danno reputazionale e ha incontrato difficoltà nell’ottenere relazioni bancarie e licenze regolamentari. Per risolvere la crisi di licenze generata dall’assenza dell’audit, ha dovuto acquistare TradeStation Crypto: 12,5 milioni dei 22 milioni di risarcimento dell’arbitrato riguardano direttamente i costi di quell’acquisizione.
Cos’è la Clarity Act?
È una proposta legislativa statunitense attualmente in discussione in diversi comitati del Senato, che mira a stabilire confini regolatori chiari per la supervisione del settore crypto tra SEC e CFTC. Il co-CEO di Payward, Arjun Sethi, ne ha chiesto l’approvazione come risposta sistemica alle pressioni che hanno colpito l’industria.
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