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Inflazione Fed e AI: stima PCE dal 2,7% al 3,6%, rialzo più vicino

La Federal Reserve ha tenuto i tassi fermi a 3,5%-3,75% durante la riunione di giugno, ma i verbali del FOMC pubblicati mercoledì 8 luglio raccontano un’istituzione tutt’altro che compatta. Al centro del dibattito, un elemento inatteso: la domanda di infrastrutture legate all’intelligenza artificiale come fattore che alimenta l’inflazione Fed e AI in modo sempre più difficile da ignorare.

Punti chiave

  • La Fed ha mantenuto i tassi invariati a 3,5%-3,75% nella riunione del 16-17 giugno, la prima presieduta da Kevin Warsh.
  • Il dot plot pende verso un rialzo entro fine 2026: 9 dei 18 votanti prevedono almeno un aumento prima della fine dell’anno.
  • La previsione Fed sull’inflazione PCE a fine anno è salita dal 2,7% al 3,6%.
  • CME FedWatch assegna una probabilità del 30,5% a un rialzo già il 29 luglio, rispetto al 20% della settimana precedente.
  • Polymarket stima al 59% la probabilità di almeno un rialzo nel 2026, cifra cresciuta con l’escalation delle tensioni USA-Iran.

La domanda di infrastrutture AI spinge l’inflazione

I verbali del FOMC citano esplicitamente l’intelligenza artificiale come fonte di pressioni sui prezzi. La forte domanda di infrastrutture AI, secondo i partecipanti alla riunione, “sosterrà probabilmente pressioni al rialzo sui prezzi dei prodotti tecnologici e dell’elettricità”. Non è una previsione astratta: è già nei dati.

Chipflation e costo dei semiconduttori

Il fenomeno ha un nome: chipflation. Con la corsa globale alla costruzione di data center per l’AI, la domanda di semiconduttori è esplosa. I costi di produzione dei chip si trasmettono a cascata su elettronica, dispositivi e bollette energetiche per i consumatori finali. È un canale inflazionistico che non esisteva nei cicli precedenti della Fed.

Nick Ruck, direttore di LVRG Research, ha commentato che i verbali confermano come il boom infrastrutturale dell’AI stia “guidando un’inflazione più alta attraverso la domanda in forte aumento di semiconduttori, energia e data center, anche se promette futuri guadagni di produttività”. Il punto è proprio questo: i benefici dell’AI arriveranno nel tempo, ma i costi inflazionistici sono già presenti oggi.

Impatto su energia e centri dati

Il consumo energetico dei data center è cresciuto in modo significativo con l’accelerazione dell’AI. Questo crea una domanda aggiuntiva di elettricità che si somma alle pressioni già esistenti sui mercati energetici, aggravate dalle tensioni geopolitiche legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz. I partecipanti al FOMC hanno rilevato che questi fattori manterranno l’inflazione elevata nel breve termine.

Federal Reserve ferma sui tassi, ma divisa sul futuro

La decisione di giugno è stata unanime: tassi invariati. Ma dietro quella unanimità si nasconde una spaccatura profonda, tanto che lo stesso presidente Kevin Warsh ha definito il dibattito interno una “family fight” sulla direzione della politica monetaria.

La riunione di giugno e le divisioni interne

I verbali mostrano due schieramenti distinti. Da un lato, “molti partecipanti” ritenevano che il livello appropriato dei tassi a fine anno si collocasse all’interno o leggermente al di sotto del range attuale. Dall’altro, “molti altri partecipanti” sostenevano invece che i tassi dovrebbero essere superiori al range corrente entro fine 2026. Una divisione quasi perfetta, che rende ogni proiezione incerta.

Alcuni membri del FOMC hanno argomentato che esistesse già una giustificazione per alzare i tassi immediatamente, citando i rischi inflazionistici elevati e un mercato del lavoro che ha retto bene. La previsione sull’inflazione PCE a fine anno, salita dal 2,7% al 3,6%, dà sostanza a questa posizione.

Il dot plot e le proiezioni sui rialzi

Il dot plot — la griglia delle aspettative individuali dei membri — si è inclinato verso un rialzo entro fine 2026, seguito da un taglio in ciascuno dei due anni successivi. Warsh non ha partecipato al dot plot. Dei 18 votanti, 9 prevedono almeno un rialzo prima della fine dell’anno; sei di questi si aspettano due aumenti separati da 25 punti base.

Va detto che la storia della Fed raramente prevede mosse isolate. Come ha osservato l’ex presidente della Fed di St. Louis Jim Bullard, il comitato “non fa generalmente una sola mossa”: di solito si entra in un ciclo di aggiustamenti multipli. Se parte un rialzo, la domanda non è se ce ne sarà uno, ma quanti.

Mercati e tensioni geopolitiche ridisegnano le probabilità

CME FedWatch: la probabilità di rialzo sale

I mercati hanno già iniziato a prezzare un cambio di rotta. Secondo CME FedWatch, la probabilità che i tassi rimangano invariati alla riunione del 29 luglio è scesa al 69,5%, rispetto all’80% della settimana precedente. La probabilità implicita di un rialzo a luglio è quindi salita al 30,5%. Un movimento rapido, che riflette quanto sia cambiato il sentiment in pochi giorni.

USA-Iran e l’effetto Polymarket

Le tensioni geopolitiche hanno amplificato questa dinamica. Polymarket stima al 59% la probabilità di almeno un rialzo nel corso del 2026, una percentuale cresciuta dopo che il presidente Trump ha minacciato nuovi attacchi militari contro l’Iran. Le chiusure dello Stretto di Hormuz alimentano i prezzi energetici, che a loro volta alimentano l’inflazione, che a sua volta rafforza la pressione sulla Fed ad agire.

Alcuni economisti di Wall Street vanno oltre. Bank of America ha rivisto al rialzo le sue previsioni, stimando ora tre rialzi da un quarto di punto prima della fine dell’anno. Una visione più aggressiva rispetto al consenso, ma non più considerata estrema.

Implicazioni per i mercati finanziari e le crypto

Il legame tra politica monetaria Fed e mercati crypto è diretto. Tassi più alti riducono la liquidità disponibile, aumentano il costo del credito e rendono le obbligazioni e la liquidità più competitive rispetto agli asset rischiosi. In un contesto in cui la probabilità di un rialzo sale, le crypto si trovano in una posizione delicata.

Alcuni analisti hanno notato che i mercati crypto potrebbero beneficiare solo in uno scenario alternativo: quello in cui la Fed intervenisse a sostegno dei mercati azionari in caso di forte correzione. Ma si tratta di uno scenario secondario rispetto al percorso più probabile.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 29 luglio. I mercati attendono nuovi dati sull’inflazione e aggiornamenti sul fronte geopolitico. Con il dot plot già inclinato verso un rialzo e la previsione PCE al 3,6%, la finestra per una Fed immobile si sta restringendo — e la domanda di chip AI non accenna a rallentare.

FAQ

In che modo la domanda di infrastrutture AI influenza l’inflazione secondo la Federal Reserve?

I funzionari della Fed collegano la domanda di AI all’aumento dell’inflazione principalmente attraverso i costi più elevati di semiconduttori, energia e data center, che spingono al rialzo i prezzi dei beni tecnologici di base.

Qual è la posizione attuale della Federal Reserve sui tassi dopo la riunione di giugno 2026?

La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati a 3,5%-3,75%, ma 9 dei 18 votanti prevedono almeno un rialzo prima della fine del 2026.

Come influenzano le tensioni geopolitiche le aspettative sui rialzi della Federal Reserve?

L’escalation delle tensioni tra USA e Iran ha aumentato le aspettative di mercato: Polymarket stima al 59% la probabilità di almeno un rialzo nel 2026, una cifra cresciuta dopo le nuove minacce militari di Trump verso Teheran.

Quali effetti potrebbero avere eventuali rialzi dei tassi Fed sui mercati crypto?

Tassi più alti tendono a ridurre la liquidità e ad aumentare i costi di finanziamento, rendendo le crypto meno attrattive rispetto a cash e obbligazioni, con potenziale impatto negativo sugli asset rischiosi.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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