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6% contro 23%: il North Carolina ridefinisce i mercati predittivi regolamentati CFTC

Mentre più di una dozzina di stati americani continua a trattare i mercati predittivi come scommesse sportive non autorizzate, il North Carolina ha scelto una strada diversa: riconoscere formalmente l’autorità federale della CFTC su piattaforme come Kalshi e Polymarket, diventando uno dei pochi stati a schierarsi apertamente con i regolatori federali in una battaglia legale che si fa sempre più complessa.

Punti chiave

  • Il governatore Josh Stein ha firmato il Senate Bill 257 il 7 luglio 2026, riconoscendo l’autorità esclusiva della CFTC sui mercati predittivi.
  • La legge impone una tassa del 6% sulle commissioni nette degli operatori attribuibili ai residenti del North Carolina, senza obblighi di licenza o registrazione.
  • Il 6% è ben al di sotto del 23% applicato agli operatori di scommesse sportive nello stesso stato.
  • La CFTC ha citato in giudizio almeno nove stati per difendere la propria giurisdizione esclusiva sui mercati predittivi.
  • Il periodo di commento pubblico sulle nuove regole federali per i contratti su eventi si chiude il 27 luglio 2026.

North Carolina riconosce l’autorità federale sui mercati predittivi

Il governatore Josh Stein ha firmato il Senate Bill 257 il 7 luglio 2026, inserendolo nel bilancio statale 2026. La norma è esplicita: una piattaforma di mercati predittivi registrata e autorizzata dalla Commodity Futures Trading Commission può operare legalmente nel North Carolina, perché il Commodity Exchange Act attribuisce all’agenzia federale l’autorità regolatoria esclusiva su queste piattaforme.

Non è un dettaglio tecnico. In un momento in cui la maggior parte degli stati cerca di inquadrare i mercati predittivi come gioco d’azzardo da regolamentare a livello locale, il North Carolina fa il contrario: cede il campo alla supervisione federale e si limita a incassare una quota fiscale.

Come funziona la tassazione prevista dalla legge

Dal 1° gennaio 2027, gli operatori di mercati predittivi dovranno versare una tassa pari al 6% delle commissioni nette di trading attribuibili ai residenti del North Carolina. La legge è precisa su un punto: questo prelievo non comporta alcun obbligo di licenza, registrazione o altro requisito regolamentare di alcun tipo.

Il confronto con le scommesse sportive è rivelatore. Nello stesso pacchetto legislativo, il North Carolina ha aumentato la tassa sugli operatori di scommesse sportive dal 18% al 23% dei ricavi lordi. I mercati predittivi, quindi, vengono tassati a un terzo di quel livello, un segnale chiaro di come lo stato intenda classificarli: strumenti finanziari regolati a livello federale, non attività di gambling da assoggettare alla normativa locale sul gioco.

Il conflitto legale e regolamentare che divide gli Stati Uniti

Il North Carolina è un’eccezione in un quadro nazionale frammentato. Più di una dozzina di stati ha già mosso per classificare i mercati predittivi come scommesse sportive non autorizzate, scatenando un’ondata di contenziosi che coinvolge direttamente la CFTC.

L’agenzia federale ha citato in giudizio almeno nove stati per difendere quella che definisce la propria giurisdizione esclusiva. I risultati nelle aule dei tribunali, però, sono tutt’altro che uniformi: le piattaforme come Kalshi e Polymarket hanno ottenuto ingiunzioni favorevoli in New Jersey e Tennessee, ma hanno perso in Maryland, Nevada e Arizona.

Kentucky e Illinois: l’approccio opposto al North Carolina

Due stati in particolare mostrano quanto il clima normativo sia diverso da quello del North Carolina. Il Kentucky ha approvato una legge che tassa le piattaforme al 14.25% delle commissioni sulle transazioni, una scelta che ha provocato un ricorso della CFTC. L’Illinois ha invece inglobato i mercati predittivi nel proprio regime delle scommesse sportive, introducendo una tassa a scaglioni e obblighi di licenza che Kalshi ha immediatamente impugnato in tribunale.

Il contrasto è netto: da un lato stati che vogliono controllare e tassare pesantemente queste piattaforme come se fossero bookmaker; dall’altro il North Carolina, che riconosce la supervisione federale e si accontenta di un prelievo fiscale leggero senza sovrapporre un proprio apparato regolamentare.

La CFTC e le nuove regole nazionali in arrivo

Mentre i tribunali continuano a produrre sentenze contraddittorie, la CFTC sta lavorando in parallelo su un quadro normativo nazionale per i contratti su eventi. Il periodo di commento pubblico si chiude il 27 luglio 2026: se le regole federali venissero finalizzate, potrebbero in teoria rendere superflua buona parte del patchwork statale che si è accumulato negli ultimi mesi.

Ma la strada è ancora lunga. Con decisioni giudiziarie che puntano in direzioni opposte a seconda dello stato, la disputa sulla giurisdizione appare sempre più destinata alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Chi opera su questi mercati — o investe nelle piattaforme che li gestiscono — si trova a navigare in un contesto normativo dove le regole del gioco cambiano a seconda del confine statale che si attraversa.

La mossa del North Carolina non risolve il conflitto, ma lo ridefinisce: dimostra che è possibile costruire un modello fiscale sui mercati predittivi senza trasformarli in un problema di ordine pubblico, e offre un precedente a cui altri stati potrebbero guardare mentre la questione si avvicina ai gradi più alti della giustizia americana.

FAQ

Qual è il significato della nuova legge del North Carolina sui mercati predittivi?

La legge riconosce l’autorità regolatoria esclusiva della CFTC sui mercati predittivi e introduce una tassa del 6% senza imporre obblighi aggiuntivi di licenza o registrazione a livello statale. È uno dei pochi casi in cui uno stato si allinea esplicitamente alla posizione federale anziché cercare di regolamentare autonomamente queste piattaforme.

Come si confronta la tassa del North Carolina sui mercati predittivi con quella sulle scommesse sportive?

I mercati predittivi sono tassati al 6% delle commissioni nette, mentre gli operatori di scommesse sportive nello stesso stato pagano il 23% dei ricavi lordi. La differenza riflette la scelta politica di trattare i mercati predittivi come strumenti finanziari federali, non come attività di gambling.

Perché c’è ancora un contenzioso legale sui mercati predittivi negli Stati Uniti?

Più di una dozzina di stati li classifica come scommesse sportive non autorizzate, in conflitto con la pretesa della CFTC di avere giurisdizione esclusiva in base al Commodity Exchange Act. Questo ha generato numerose cause legali e sentenze divergenti, con la questione che si avvicina alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Cosa sta facendo la CFTC per risolvere i conflitti regolamentari sui mercati predittivi?

La CFTC sta citando in giudizio gli stati per difendere la propria giurisdizione e sta parallelamente finalizzando regole nazionali per i contratti su eventi. Il periodo di commento pubblico su queste regole si chiude il 27 luglio 2026.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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