HomeBlockchainRegolamentazionePromozione azioni Trump: 44 acquisti in 21 aziende prima dei post social

Promozione azioni Trump: 44 acquisti in 21 aziende prima dei post social

Un presidente degli Stati Uniti che acquista azioni in 21 aziende nell’arco di pochi giorni e poi le promuove pubblicamente sui social media. Non è uno scenario ipotetico: è quanto emerge da un’inchiesta di CNN sulla promozione azioni Trump attraverso Truth Social, che solleva interrogativi precisi sul confine tra comunicazione presidenziale e interesse personale.

Punti chiave

  • Trump ha acquistato azioni in 21 aziende entro una settimana prima di pubblicare post favorevoli su Truth Social, per un totale di almeno 44 acquisti.
  • Ha comprato tra 200.000 e 500.000 dollari in azioni Nvidia ad aprile, poi ha promesso di accelerare i permessi federali per l’azienda in un post del 15 aprile.
  • La dichiarazione finanziaria 2025 di Trump elenca più di 21.000 transazioni, la maggior parte acquisti e vendite di azioni.
  • La Casa Bianca nega qualsiasi conflitto di interessi, affermando che i conti sono gestiti in modo indipendente.
  • Trump Media lancerà una Truth API il 1° agosto, vendendo accesso più rapido ai post di Truth Social a investitori istituzionali.

Acquisti azionari e post su Truth Social: il pattern individuato da CNN

L’inchiesta di CNN ricostruisce un pattern ricorrente: Trump acquistava posizioni in una società e, nel giro di pochi giorni, pubblicava contenuti favorevoli su Truth Social. Il meccanismo si è ripetuto con 21 aziende diverse, con almeno 44 operazioni di acquisto complessive nel periodo analizzato. Non si tratta di coincidenze isolate, ma di una frequenza sufficiente a giustificare un’analisi sistematica.

Vale la pena precisare cosa CNN non ha trovato: nessuna prova che Trump abbia usato intenzionalmente i post per gonfiare il valore dei propri titoli. La maggior parte delle operazioni non ha prodotto attività corrispondente su Truth Social. Il dato, però, non dissolve la questione — la sposta su un piano diverso, quello strutturale.

Il caso Nvidia: acquisto, promozione e permessi federali

Il caso più emblematico riguarda Nvidia. Nell’aprile 2025, Trump ha acquistato tra 200.000 e 500.000 dollari in azioni Nvidia. Pochi giorni dopo, ha promosso pubblicamente i piani del produttore di chip per costruire supercomputer dedicati all’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Il 15 aprile, in un post su Truth Social, si è anche impegnato ad accelerare tutti i permessi federali necessari per Nvidia e aziende simili.

Qui il conflitto si fa concreto: un presidente che detiene una posizione in un’azienda e contemporaneamente esercita un potere regolatorio diretto su quella stessa azienda. Non è una zona grigia — è esattamente il tipo di situazione che le norme sull’etica pubblica cercano di prevenire.

Il caso non è isolato. Trump ha effettuato 17 acquisti in otto aziende prima di criticarle pubblicamente — tra cui Comcast e Microsoft — il che complica ulteriormente qualsiasi lettura lineare del fenomeno.

La dichiarazione finanziaria 2025 e la struttura del trust

La dichiarazione finanziaria depositata nel 2025 e pubblicata dall’Office of Government Ethics elenca più di 21.000 transazioni, in gran parte acquisti e vendite di azioni riportati in fasce di valore aggregate. Il volume è straordinario: nello stesso periodo in cui Trump pubblicava oltre 6.000 post su Truth Social, i suoi gestori effettuavano più di 20.000 operazioni di borsa.

Un trust familiare al posto del blind trust

Ogni presidente proprietario di azioni negli ultimi cinquant’anni ha utilizzato un blind trust — uno strumento che impedisce al titolare di conoscere le proprie posizioni, eliminando alla radice il conflitto tra interesse pubblico e privato. Trump ha scelto una strada diversa: un trust con Donald Trump Jr. come trustee.

Questa struttura gli consente di essere informato sulle proprie partecipazioni, anche se formalmente non può impartire istruzioni operative ai gestori. La distinzione è reale ma sottile. E in assenza di un meccanismo di separazione totale, il rischio di sovrapposizione tra conoscenza e azione rimane aperto.

La risposta della Casa Bianca e i risultati dell’inchiesta CNN

La posizione ufficiale è netta. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha dichiarato: “Il presidente Trump agisce solo nell’interesse del pubblico americano… Non esistono conflitti di interessi.” La Casa Bianca ha ribadito che i patrimoni del presidente sono collocati in conti completamente discrezionali gestiti da istituzioni indipendenti.

CNN, dal canto suo, ha confermato di non aver trovato prove che Trump abbia usato i post per aumentare il valore delle proprie azioni. Ma l’inchiesta evidenzia anche che il sistema attuale — trust familiare, volume elevatissimo di operazioni, social media con milioni di follower — crea una struttura in cui il conflitto è potenziale per definizione, indipendentemente dall’intenzione.

Non è la prima volta che il tema emerge. Una precedente analisi della BBC aveva già segnalato operazioni sospette in prossimità di dichiarazioni di Trump capaci di muovere i mercati.

La Truth API: quando il conflitto diventa prodotto

Il quadro si complica ulteriormente con un annuncio di Trump Media: dal 1° agosto, la società lancerà una Truth API che venderà a investitori istituzionali e fondi di Wall Street un accesso significativamente più rapido ai post degli account principali di Truth Social.

Chi beneficia dell’accesso anticipato

Il meccanismo è semplice: chi paga ottiene i post prima del pubblico generale, con un vantaggio temporale che sui mercati finanziari può valere molto. Trump Media è la società che vende questo servizio. La famiglia Trump è il principale azionista di Trump Media. E Trump è il principale produttore di contenuti su Truth Social.

Il cerchio si chiude in modo che rende difficile ignorare le implicazioni. Non si tratta più solo di domandarsi se i post influenzino i mercati — si tratta di un modello di business costruito esplicitamente sull’ipotesi che lo facciano. Chi compra l’API sta scommettendo esattamente su questo.

La questione non è se esista una prova di manipolazione intenzionale — CNN ha chiarito che non ce n’è. La questione è se un sistema così costruito sia compatibile con gli standard etici che ci si aspetta da chi esercita il potere esecutivo. E su questo punto, la risposta della Casa Bianca non basta a chiudere il dibattito.

FAQ

Trump ha promosso aziende su Truth Social dopo averne acquistato le azioni?

Sì. Secondo l’inchiesta di CNN, Trump ha acquistato azioni in 21 aziende entro una settimana prima di pubblicare post favorevoli su Truth Social, con almeno 44 operazioni di acquisto nel periodo analizzato.

Quale esempio illustra meglio la promozione di un’azienda in cui Trump aveva investito?

Il caso più documentato riguarda Nvidia: Trump ha acquistato tra 200.000 e 500.000 dollari in azioni della società ad aprile 2025 e, pochi giorni dopo, ha pubblicato il 15 aprile un post su Truth Social in cui prometteva di accelerare i permessi federali per Nvidia e aziende simili.

La Casa Bianca riconosce un conflitto di interessi nel trading azionario di Trump?

No. La portavoce Anna Kelly ha dichiarato che Trump agisce esclusivamente nell’interesse pubblico e che non esistono conflitti di interessi, sottolineando che i suoi patrimoni sono gestiti in modo indipendente da istituzioni terze.

Cosa distingue la gestione patrimoniale di Trump da quella dei presidenti precedenti?

A differenza dei presidenti degli ultimi cinquant’anni, che hanno utilizzato blind trust per separare completamente le proprie partecipazioni dalle decisioni di governo, Trump utilizza un trust di cui è trustee il figlio Donald Trump Jr. Questa struttura gli consente di conoscere le proprie posizioni azionarie, anche se formalmente non può dirigere le operazioni.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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