A giugno 2026, le dinamiche del mercato stablecoin hanno prodotto uno di quei paradossi che raramente si vedono nella finanza digitale: la capitalizzazione totale è crollata di 7,7 miliardi di dollari — il calo mensile più grande dal collasso di Terra nel 2022 — mentre i volumi di transazione toccavano un massimo storico. Meno offerta, molto più movimento. Qualcosa nel sistema si sta riarrangiando.
Summary
Punti chiave
- La capitalizzazione delle stablecoin è scesa a circa 312 miliardi di dollari a giugno 2026, con un calo di 7,7 miliardi rispetto a maggio.
- Il volume delle transazioni ha raggiunto 1,79 trilioni di dollari, record assoluto, in crescita del 63% rispetto al mese precedente.
- USDC ha processato 1,21 trilioni di dollari in trasferimenti, più del doppio del volume di USDT nonostante una supply inferiore.
- I fondi Tesoreria tokenizzati sono cresciuti fino a quasi 16 miliardi di dollari, segnalando uno spostamento di capitali verso asset a rendimento.
- Il GENIUS Act, in vigore dal 18 gennaio 2027, vieterà il pagamento di yield sulle stablecoin di pagamento.
Il calo più grande dal 2022: cosa è successo alla capitalizzazione
La supply di USDT è scivolata da circa 190 miliardi di dollari a 184 miliardi. Quella di USDC è passata da un picco di 80 miliardi raggiunto a marzo a circa 74 miliardi. Complessivamente, la capitalizzazione totale del mercato stablecoin si è attestata intorno a 312 miliardi, giù di circa il 3% dal picco di maggio, secondo i dati di CoinDesk Data.
Il confronto con il 2022 è inevitabile, ma va contestualizzato. Il crollo di Terra-Luna cancellò 33,9 miliardi di dollari — quasi un quinto dell’intero mercato — in un solo trimestre, con effetti sistemici devastanti. Il calo di giugno 2026 è stato molto più contenuto e, soprattutto, non ha prodotto alcun evento di depeg: sia USDT che USDC hanno continuato a scambiare vicino al loro ancoraggio a 1 dollaro. Nessun panico, nessuna corsa agli sportelli.
La differenza è sostanziale. Nel 2022 il capitale è evaporato. Nel 2026 si è spostato.
Volume record mentre l’offerta si contrae
Il dato più sorprendente di giugno è che l’attività on-chain non ha risentito minimamente della contrazione della supply. Il dashboard di Visa, alimentato dalla tecnologia Allium, ha registrato 1,79 trilioni di dollari in volume di transazioni rettificato, con un balzo del 63% rispetto a maggio e del 125% su base annua.
Il sorpasso di USDC su USDT per volume
USDC ha generato circa 1,21 trilioni di dollari in trasferimenti. USDT si è fermato a circa 576 miliardi, nonostante una supply circolante molto superiore. Il rapporto tra offerta e utilizzo effettivo racconta una storia diversa da quella che i numeri di capitalizzazione suggeriscono: USDC ruota molto più velocemente per ogni unità emessa.
Questo dato conta perché segnala dove si concentra l’attività istituzionale e quella dei protocolli DeFi più liquidi. Un volume doppio con una supply inferiore implica una velocità di circolazione nettamente più alta, indice di utilizzo reale piuttosto che di semplice accumulo passivo.
Fondi Tesoreria tokenizzati: dove è andato il capitale
Una parte dei capitali usciti dalle stablecoin sembra aver trovato destinazione nei fondi Tesoreria tokenizzati, prodotti che offrono rendimento e che le stablecoin di pagamento tradizionali non possono replicare. Entro fine luglio, questa categoria aveva raggiunto quasi 16 miliardi di dollari. Circle’s USYC si avvicinava ai 3 miliardi, mentre BlackRock’s BUIDL sfiorava i 2,64 miliardi.
La capitalizzazione totale degli asset tokenizzati è salita dell’1,75% a 30,1 miliardi di dollari a giugno, anche mentre la supply stablecoin si riduceva. Il segnale è chiaro: gli investitori cercano esposizione on-chain, ma con un ritorno. Le stablecoin “passive” perdono terreno rispetto a strumenti che generano yield.
Il GENIUS Act e la pressione regolatoria sul rendimento
Il quadro regolatorio spiega in parte questa migrazione. Il GENIUS Act, firmato nel luglio 2025, vieta esplicitamente agli emittenti di pagare rendimenti sulle stablecoin di pagamento. La norma entrerà in vigore il 18 gennaio 2027, ma il mercato si sta già adattando in anticipo. Detenere saldi inattivi in stablecoin diventa meno razionale quando esistono alternative tokenizzate che offrono yield e liquidità comparabile.
Il framework completo del GENIUS Act, tuttavia, non è ancora operativo: al 28 luglio 2026 le regole finali non erano state ancora pubblicate, con il regime che entrerà in vigore 120 giorni dopo la loro emissione. Nel frattempo, una proposta federale congiunta richiederebbe agli emittenti di verificare l’identità dei clienti, con termine per i commenti fissato al 21 agosto 2026. L’FDIC ha inoltre pubblicato bozze di moduli per la reportistica il 17 luglio.
Stabilità del peg e prospettive di mercato
Sul fronte della stabilità dei prezzi, nessuna sorpresa negativa. Entrambi i principali token hanno mantenuto l’ancoraggio al dollaro senza scostamenti rilevanti per tutto il mese. DefiLlama collocava la capitalizzazione totale del mercato stablecoin intorno a 309,9 miliardi di dollari al 28 luglio, in calo dello 0,79% nei 30 giorni precedenti.
Il vero interrogativo aperto riguarda la direzione futura. Se i fondi Tesoreria tokenizzati continuano a crescere e il GENIUS Act consolida il divieto di yield sulle stablecoin di pagamento, la pressione sulla supply potrebbe persistere anche con volumi in espansione. Un mercato che si restringe in termini di offerta ma si allarga in termini di utilizzo è un mercato che sta maturando — non uno che sta cedendo.
La prossima scadenza regolatoria, con le regole finali del GENIUS Act ancora da definire, potrebbe ridisegnare gli incentivi per emittenti e detentori prima ancora che il 2027 arrivi.
FAQ
Perché la capitalizzazione delle stablecoin è calata a giugno 2026?
La capitalizzazione è scesa di 7,7 miliardi di dollari principalmente per lo spostamento di capitali verso prodotti Tesoreria tokenizzati a rendimento. Una parte del capitale potrebbe anche aver lasciato i mercati crypto del tutto, sebbene i dati disponibili non consentano di quantificare con precisione questa quota.
Come si sono comportati i volumi di transazione a giugno 2026?
I volumi hanno raggiunto un record storico di 1,79 trilioni di dollari, in crescita del 63% rispetto a maggio. USDC ha processato 1,21 trilioni di dollari nonostante una supply inferiore a quella di USDT, che si è fermato a circa 576 miliardi.
Qual è l’impatto del GENIUS Act sulle stablecoin?
Il GENIUS Act vieta agli emittenti di pagare rendimenti sulle stablecoin di pagamento, con effetto dal 18 gennaio 2027. Questo rende meno conveniente detenere saldi inattivi in stablecoin rispetto ad alternative tokenizzate che offrono yield, accelerando la migrazione di capitali già in corso.
USDC e USDT stanno mantenendo il loro peg?
Sì. Entrambi i token hanno continuato a scambiare vicino al loro ancoraggio a 1 dollaro per tutto giugno 2026, senza alcun evento di depeg registrato.
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