Una richiesta di dati finita dritta in un fascicolo per finanziamento al terrorismo, e un amministratore delegato che difende pubblicamente il proprio modello di trasparenza: è quanto emerge da un’inchiesta di Reuters che ha riportato al centro del dibattito la cooperazione Binance con forze dell’ordine, dopo la rivelazione che l’exchange ha fornito alla Russia dati su un utente poi arrestato per aver donato criptovalute a organizzazioni legate all’Ucraina. La replica del CEO Richard Teng non si è fatta attendere: standard globali uniformi, rispetto della privacy, neutralità verso ogni autorità che presenti una richiesta legittima.
Summary
Punti chiave
- Binance ha fornito agli investigatori russi documenti d’identità e cronologia delle transazioni dello specialista IT Yuri Belenkiy, secondo Reuters.
- Belenkiy, 49 anni, è accusato di aver inviato oltre 700 dollari in criptovalute a organizzazioni legate alla difesa ucraina, incluso un gruppo collegato alla Brigata Azov.
- È detenuto in Russia dal settembre 2025 in attesa di processo.
- Binance ha lasciato il mercato russo nel settembre 2023, cedendo le attività a CommEX, poi chiusa.
- Resta aperta la questione se le tutele GDPR si applichino, dato che Belenkiy avrebbe un permesso di residenza bulgaro.
Il modello di cooperazione con le forze dell’ordine
Binance rivendica un approccio unico su scala mondiale: risposte alle richieste legittime attraverso processi strutturati e conformi alla legge, che tengano conto delle norme su privacy e regolazione vigenti in ciascuna giurisdizione. È lo stesso principio ribadito da Teng, secondo cui l’azienda collabora con le autorità “come qualsiasi altra istituzione finanziaria globale”, rispondendo alle richieste lecite nei limiti previsti dalle leggi locali.
Il caso Belenkiy mostra però come questo principio si scontri con scenari politicamente delicati. Secondo i documenti visionati da Reuters, il Comitato investigativo russo ha inviato a Binance una richiesta sulla cronologia delle transazioni di Belenkiy, ottenendo in risposta un file che confermava i trasferimenti verso un portafoglio promosso dal critico del Cremlino in esilio Arkady Babchenko, che raccoglieva fondi per attrezzature mediche destinate ai soldati ucraini. Le risposte sarebbero arrivate dall’indirizzo [email protected], lo stesso indicato sul sito di Binance per le richieste delle autorità russe e bielorusse.
Cosa contenevano i dati condivisi
I file avrebbero incluso indirizzo, numero di telefono, data di nascita, passaporto e permesso di residenza bulgaro di Belenkiy. Le autorità russe hanno integrato questi elementi nelle prove usate per formulare l’accusa di finanziamento al terrorismo, sostenendo che i pagamenti — effettuati tra gennaio 2023 e marzo 2024 — fossero destinati anche a un gruppo collegato alla Brigata Azov, che Mosca classifica come organizzazione terroristica, una qualifica non condivisa da altre giurisdizioni.
Standard di conformità uniformi, ma un’uscita dalla Russia che non ha chiuso i contatti
Binance sostiene che i propri standard di conformità siano coerenti in tutto il mondo e “alla pari delle migliori pratiche delle istituzioni finanziarie globali”. È un punto che l’azienda ha ribadito anche di fronte al caso specifico, pur senza commentare la vicenda individuale di Belenkiy né confermare in che modo la richiesta russa sia stata valutata.
Il paradosso è che Binance aveva annunciato nel settembre 2023 l’uscita completa dal mercato russo, cedendo la propria filiale locale a CommEX perché operare in quel paese non era compatibile con la sua strategia di conformità. L’avvocato Mike Bystrov ha dichiarato a Reuters che l’azienda non avrebbe avuto alcun obbligo di fornire i dati proprio perché non più presente sul territorio russo. Binance ha contestato questa lettura, senza però specificare quale norma avrebbe imposto o consentito la divulgazione. CommEX, va ricordato, ha successivamente cessato le attività dopo aver acquisito il business russo di Binance.
Qui si misura il vero peso della vicenda: se anche dopo un’uscita formale da un mercato un exchange globale continua a rispondere a richieste delle autorità locali, la linea tra compliance normativa globale e cooperazione discrezionale con singoli governi diventa più sfumata, ed è proprio su questo crinale che si gioca la credibilità degli standard rivendicati da Binance.
Tutela dei diritti degli utenti e la questione privacy ancora aperta
Teng ha insistito sul fatto che Binance “proteggerà sempre i diritti degli utenti” e collaborerà con le forze dell’ordine “in modo neutrale e conforme alla legge” per contrastare i crimini finanziari e sostenere gli standard globali. È un impegno che, nel caso specifico, si scontra con un nodo giuridico ancora irrisolto: Belenkiy ha un passaporto russo ma anche un permesso di residenza bulgaro, e se avesse registrato il proprio account Binance come residente nell’Unione Europea si applicherebbero le tutele del GDPR.
In quello scenario, trasferire dati personali verso la Russia richiederebbe garanzie rafforzate, dato che l’Unione Europea non riconosce a Mosca un livello di protezione dei dati adeguato. Reuters non ha potuto stabilire se Belenkiy si fosse registrato come residente bulgaro, e Binance non ha indicato quale entità del gruppo abbia gestito la richiesta russa. Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha rimandato la questione alle autorità nazionali competenti, mentre l’omologa bulgara non ha risposto alle domande di Reuters. Secondo Bystrov, Binance “potrebbe” aver avuto l’obbligo di non divulgare le informazioni ai sensi del diritto europeo, ma nessun regolatore o tribunale ha ancora emesso un verdetto in tal senso.
I documenti alla base dell’inchiesta sono stati ottenuti da The First Department, organizzazione che assiste imputati in casi politicamente sensibili in Russia, tramite un parente di Belenkiy. Resta da capire se e quando emergerà un’indagine formale sul rispetto delle norme europee, mentre il processo penale contro Belenkiy non ha ancora una data. La lotta ai crimini finanziari rivendicata da Binance dovrà quindi misurarsi, caso per caso, con il confine tra collaborazione legittima e rischio di esporre dati sensibili a governi che perseguono anche finalità politiche.
FAQ
Come collabora Binance con le forze dell’ordine?
Binance dichiara di cooperare a livello globale attraverso processi legittimi e strutturati, che rispettano i requisiti legali, di privacy e normativi propri di ciascuna giurisdizione.
Gli standard di conformità di Binance sono uniformi in tutto il mondo?
Sì, secondo l’azienda gli standard di conformità restano coerenti a livello globale e sono paragonabili a quelli delle principali istituzioni finanziarie internazionali.
Binance tutela i diritti degli utenti quando collabora con le forze dell’ordine?
Binance afferma di impegnarsi a proteggere i diritti degli utenti e di collaborare in modo neutrale e conforme alla legge per contrastare i crimini finanziari.
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