Baillie Gifford ha fatto un passo che nessun gestore britannico aveva mai compiuto prima: il 30 luglio 2026 ha lanciato il primo fondo tokenizzato UK completamente nativo sulla blockchain di Solana, con il supporto operativo di BNY, il più grande custode al mondo. Non si tratta di un esperimento di laboratorio. BNY gestisce oltre 59 trilioni di dollari in asset in custodia e sta spostando il suo sistema di transfer agency — che serve circa 8,6 trilioni di dollari in asset su 7,6 milioni di conti — su infrastruttura blockchain.
Summary
Punti chiave
- Baillie Gifford ha lanciato il primo fondo tokenizzato UK regolamentato e completamente nativo su Solana, il 30 luglio 2026.
- Il fondo è supportato da BNY, il più grande custode al mondo, che gestisce il suo sistema di transfer agency da 8,6 trilioni di dollari.
- BNY descrive l’operazione come la creazione di un unico registro di proprietà on-chain, riducendo la dipendenza da intermediari multipli.
- Anche BlackRock e la divisione Dreyfus di BNY sono attesi come prossimi utilizzatori della stessa infrastruttura per fondi tokenizzati pianificati.
- Baillie Gifford gestisce oltre 261 miliardi di dollari in asset e con questa mossa stabilisce un precedente regolamentare per il mercato UK.
Baillie Gifford lancia il primo fondo tokenizzato nativo nel Regno Unito su Solana
La notizia non è solo che un fondo è stato tokenizzato. La notizia è come è stato fatto e chi c’è dietro.
Baillie Gifford, gestore scozzese con oltre 261 miliardi di dollari in gestione, ha scelto Solana come blockchain di riferimento per emettere quote del fondo direttamente on-chain — non come rappresentazione digitale di un asset tradizionale, ma come strumento nativo della blockchain stessa. È questa distinzione tecnica a rendere il lancio un evento di categoria diversa rispetto ai fondi tokenizzati già esistenti.
A rendere l’operazione ancora più significativa è il ruolo di BNY. Il colosso della custodia non si limita a fornire supporto amministrativo: sta costruendo un sistema in cui il registro di proprietà del fondo esiste direttamente on-chain, eliminando la necessità di riconciliazione tra sistemi multipli. Come ha spiegato Carolyn Weinberg, chief product and innovation officer di BNY, l’obiettivo è “modernizzare una funzione che sta dietro ogni singola transazione di fondo portando i libri contabili on-chain.”
Il ruolo di BNY e la copertura patrimoniale
BNY non è un partner marginale in questa operazione. Con un’infrastruttura di transfer agency che copre 8,6 trilioni di dollari e oltre 59 trilioni di dollari in asset in custodia e amministrazione, il suo coinvolgimento trasforma quello che potrebbe sembrare un esperimento fintech in un’iniziativa di sistema.
La logica industriale è chiara: un registro unico di proprietà on-chain riduce i costi di riconciliazione, taglia gli intermediari e rende le transazioni più efficienti. Emily Portney, global head of asset servicing di BNY, ha però precisato che il sistema tradizionale non scomparirà: “Trillioni e trillioni di dollari in fondi continueranno a esistere su binari tradizionali.” La blockchain, almeno per ora, affianca — non sostituisce.
Oltre a Baillie Gifford, anche BlackRock e la divisione Dreyfus di BNY sono attesi come prossimi utilizzatori della stessa infrastruttura per prodotti tokenizzati pianificati. Il segnale è che non si tratta di un caso isolato.
Implicazioni per la finanza tradizionale e l’adozione della blockchain
Perché questo lancio conta davvero? Perché arriva da un attore che non ha mai avuto bisogno di dimostrare nulla al mercato crypto.
Baillie Gifford è un gestore centenario, conservatore per definizione, con una base clienti istituzionale. Il fatto che abbia scelto Solana — e non una blockchain privata o permissioned — per emettere un fondo regolamentato UK è un segnale che il settore non può ignorare. Significa che la tecnologia ha raggiunto un livello di maturità sufficiente a reggere il confronto con le esigenze di compliance e custodia di un gestore di quella dimensione.
Il contesto più ampio rafforza questa lettura. JPMorgan, Bank of America e Citi stanno costruendo una rete condivisa di depositi tokenizzati prevista per la prima metà del 2027. BlackRock e Franklin Templeton hanno già lanciato fondi monetari tokenizzati negli ultimi anni. Edwin Mata, CEO di Brickken, ha stimato che Wall Street opererà interamente on-chain entro il 2030.
Accessibilità al mercato e nuove opportunità di investimento
Uno degli obiettivi dichiarati del fondo è migliorare l’accessibilità al mercato. La tokenizzazione permette in teoria di frazionare le quote, abbassare le soglie minime di investimento e rendere strumenti finanziari complessi disponibili a una platea più ampia. Se questo fondo dimostrerà che il modello funziona in un contesto regolamentato UK, potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di prodotti di investimento digitali.
Impatto sugli investitori istituzionali e quadro normativo
Il precedente regolamentare che Baillie Gifford stabilisce è forse l’aspetto più rilevante nel medio termine. Il Regno Unito non aveva ancora un fondo tokenizzato completamente nativo e regolamentato: ora ce l’ha. Questo crea un punto di riferimento concreto per le autorità di vigilanza e per altri gestori che valutano mosse simili.
Il successo operativo del fondo nei prossimi mesi sarà osservato con attenzione. Se la struttura on-chain reggerà sotto pressione — in termini di liquidità, sicurezza degli smart contract e conformità normativa — altri gestori istituzionali avranno meno ragioni per restare fermi. BNY stessa ha riconosciuto che la blockchain porta con sé rischi cyber specifici, tra cui bug negli smart contract e vulnerabilità nei bridge tra reti: elementi che i regolatori dovranno affrontare man mano che l’adozione cresce.
La vera partita si gioca proprio qui: non nella tecnologia, che ha dimostrato di funzionare, ma nella capacità del quadro normativo di evolversi abbastanza rapidamente da non frenare un’innovazione che il mercato ha già abbracciato.
FAQ
Cosa rende significativo il lancio del nuovo fondo di Baillie Gifford?
È il primo fondo tokenizzato UK completamente nativo su blockchain Solana, con piena regolamentazione britannica. Stabilisce un precedente regolamentare inedito e segnala un’adozione concreta della tecnologia blockchain da parte della finanza tradizionale, non solo come sperimentazione ma come infrastruttura operativa.
Chi supporta il fondo tokenizzato di Baillie Gifford e perché è rilevante?
Il fondo è supportato da BNY, il più grande custode al mondo, che gestisce oltre 59 trilioni di dollari in asset in custodia e amministrazione e circa 8,6 trilioni di dollari attraverso il suo sistema di transfer agency. Il coinvolgimento di BNY conferisce all’iniziativa una credibilità istituzionale difficile da ignorare per il resto del settore.
Quali effetti potrebbe avere questo lancio sugli investitori istituzionali?
Dimostrando che un approccio regolamentato e sicuro alla tokenizzazione è praticabile, il lancio potrebbe abbassare le barriere percepite per altri gestori istituzionali. BlackRock e la divisione Dreyfus di BNY sono già attesi come prossimi utilizzatori della stessa infrastruttura.
Quali sono i benefici attesi di questo fondo tokenizzato?
Il fondo punta a migliorare l’accessibilità al mercato e a creare nuove opportunità di investimento attraverso la tokenizzazione delle quote. Un registro unico di proprietà on-chain riduce inoltre i costi di riconciliazione e la dipendenza da intermediari multipli, rendendo le transazioni più efficienti.
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