Il mondo del mining di Bitcoin sta vivendo uno dei momenti più contraddittori della sua storia recente. Da una parte la rete registra uno dei cali di difficoltà più profondi mai osservati nell’era degli ASIC, con miner che chiudono impianti e vendono riserve di BTC a ritmi record. Dall’altra, le azioni delle aziende di mining quotate in Borsa volano, spinte non da Bitcoin ma dai contratti miliardari firmati con il settore dell’intelligenza artificiale. Questo aggiornamento mining Bitcoin raccoglie i dati più recenti su rete, bilanci aziendali, fallimenti e normative, disegnando il quadro di un’industria che si sta letteralmente riorganizzando sotto i nostri occhi.
Summary
Punti chiave
- La difficoltà di mining di Bitcoin è scesa del 19,9% dal massimo storico, dopo circa 287 giorni consecutivi di drawdown della rete.
- Poolin e due società affiliate negli USA hanno presentato istanza di Chapter 11 con debiti per circa 173 milioni di dollari.
- Bitdeer ha aumentato la produzione di BTC del 388% su base annua, mentre i ricavi ricorrenti dal cloud AI sono saliti a circa 76 milioni di dollari.
- CleanSpark ha firmato un lease da 20 anni per un data center, con ricavi contrattuali potenziali fino a 11,6 miliardi di dollari.
- Il New Hampshire ha respinto un’obbligazione municipale garantita da Bitcoin proposta insieme a CleanSpark.
Il crollo della difficoltà e i segnali di stress dei miner Bitcoin
La difficoltà di mining di Bitcoin è scesa del 19,9% dal massimo storico, secondo i dati elaborati da Bitcoin Magazine Pro. Si tratta della terza contrazione più profonda dall’avvento degli ASIC, e la rete si trova ormai in drawdown da circa 287 giorni consecutivi. Nel frattempo il prezzo di BTC è arretrato di circa il 46% nell’ultimo anno, mentre le azioni di alcune società di mining quotate hanno registrato significativi guadagni, un divario spiegato quasi interamente dalla loro espansione nel settore dell’AI e del calcolo ad alte prestazioni.
A rendere ancora più evidente la fase di stress è l’indicatore composito del ciclo minerario, che secondo Bitcoin News è sceso a un nuovo minimo per il 2026, entrando profondamente in territorio di “sottovalutazione”. L’indicatore combina il Puell Multiple con un indice inverso di capitolazione dei miner e, storicamente, quando entrambe le metriche collassano insieme, il segnale che ne deriva è più forte rispetto a quello fornito da ciascun indicatore preso singolarmente. Livelli simili si erano visti solo nei minimi di mercato del 2015, 2018, 2020, 2022 e 2024.
Vendite record di BTC e ricavi in caduta
VanEck ha segnalato che BTC tratta intorno a 63.700 dollari, circa il 33% sotto il massimo a sei mesi, con un clima cauto sul mercato dei derivati: lo skew di volatilità implicita put/call a un mese è salito a 11,4 punti percentuali, mentre il funding rate annualizzato sui perpetual è di circa il 4,5%. I ricavi medi giornalieri dei miner sono scesi del 39,5% su base annua, con l’hashprice sceso intorno a 30,6 dollari per PH/s al giorno, vicino ai minimi pluriennali.
Le fonti verificate confermano che i miner quotati hanno venduto oltre 32.000 BTC nel primo trimestre del 2026, superando le vendite complessive di tutto il 2025 e persino i circa 20.000 BTC ceduti durante il collasso di Terra Luna nel secondo trimestre 2022. È un segnale che va oltre la semplice gestione della cassa: molte aziende hanno acceso debiti garantiti da Bitcoin durante il ciclo di espansione 2024-2025, e ora sono costrette a liquidare riserve per onorare quegli impegni, in un meccanismo che tende ad autoalimentarsi. Ogni vendita aggiunge pressione sul prezzo, che a sua volta spinge altri impianti fuori mercato.
Poolin dichiara bancarotta, mentre i big miner virano sull’intelligenza artificiale
Il caso più clamoroso di questo aggiornamento sul mining Bitcoin riguarda Poolin, storico pool minerario che, insieme a due società affiliate negli Stati Uniti, ha presentato istanza di Chapter 11 nel New Jersey. I documenti giudiziari indicano debiti per circa 173 milioni di dollari, di cui 164 milioni legati agli IOU emessi ai clienti di Poolin Wallet dopo la sospensione dei prelievi nel 2022. L’azienda punta a vendere due siti minerari nel Texas occidentale con un prezzo di riserva combinato di 52 milioni di dollari: l’esito del recupero dei creditori dipenderà dall’asta e dall’approvazione del tribunale.
Mentre un pezzo di storia del mining si avvia verso la liquidazione, i grandi operatori quotati corrono nella direzione opposta. Bitdeer ha comunicato che a giugno ha prodotto 990 BTC, in crescita del 388% su base annua, con hashrate proprietario salito a 73,0 EH/s. I ricavi ricorrenti annuali del suo business cloud dedicato all’AI sono saliti a circa 76 milioni di dollari, con un utilizzo delle GPU al 95%. L’azienda ha inoltre firmato un lease decennale per 21,7 MW in Malesia e un accordo per un data center in Norvegia.
Bitdeer, CleanSpark, Hut 8 e Core Scientific scommettono sui data center AI
Perché conta tutto questo? Perché segna il passaggio da un settore che vive esclusivamente di block reward a uno che genera ricavi contrattuali stabili per 15 o 20 anni. Hut 8 ha firmato un secondo lease da 15 anni per 352 MW al campus Beacon Point in Texas, portando il valore contrattuale base a 19,6 miliardi di dollari e il portafoglio AI complessivo dell’azienda a 26,6 miliardi di dollari, con consegna della seconda fase prevista per il secondo trimestre 2028. Core Scientific ha annunciato una partnership con AMD ancorata ad accordi da 15 anni su circa 530 MW, per una capacità totale in leasing di circa 1,1 GW e un potenziale di ricavi contrattuali oltre 24 miliardi di dollari.
Nuovi contratti miliardari e mosse strategiche nel settore mining
CleanSpark ha firmato un lease infrastrutturale da 20 anni con un’azienda tecnologica globale non nominata, per 175 MW di carico IT critico nel campus di Sandersville, in Georgia. Il contratto iniziale dovrebbe generare circa 6,6 miliardi di dollari, con un valore totale che può salire fino a 11,6 miliardi di dollari se vengono esercitate entrambe le opzioni di rinnovo quinquennale. A giugno CleanSpark ha comunque prodotto 614 BTC, portando la produzione da inizio anno a 3.724 BTC e le riserve totali a 13.924 BTC.
Il fenomeno non riguarda solo pochi nomi. Galaxy Digital ha completato la prima fase di fornitura energetica al campus Helios in Texas, convertendo un ex impianto minerario in un data center AI per CoreWeave, con un lease da 15 anni che copre 526 MW e che dovrebbe generare oltre 1 miliardo di dollari annui. Keel Infrastructure avanza sul progetto di Sherbrooke, in Quebec, dove punta a consolidare 96 MW trasferendoli dal mining al calcolo ad alte prestazioni, in attesa dell’approvazione del Ministero dell’Economia della provincia. Anche LM Funding America ha annunciato il cambio di nome in PowerCompute Inc., riflettendo lo stesso spostamento strategico verso l’AI pur mantenendo riserve e operazioni minerarie esistenti.
Il fondatore di WhatsMiner, Yang Zuoxing, ha sintetizzato bene il sentimento del settore sostenendo che l’età d’oro del mining Bitcoin sia ormai alle spalle, con i margini lordi sull’hardware scesi dall’80-90% del 2017 al 20-30% del 2025. Secondo lui i miner che entrano nel mercato AI dovrebbero concentrarsi sull’inferenza più che sull’addestramento, dato il costo elevato delle GPU e la crescente concentrazione del mercato.
Regole, energia e casi limite: Kazakistan, New Hampshire e Malesia
Sul fronte normativo il Kazakistan ha compiuto un passo deciso: il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha firmato un decreto per accelerare lo sviluppo del mercato degli asset digitali nel paese. Le nuove misure, secondo il Ministero dell’Intelligenza Artificiale e dello Sviluppo Digitale, includono meccanismi per regolamenti transfrontalieri con asset digitali e stablecoin, incentivi affinché l’attività crypto rientri su piattaforme domestiche autorizzate e possibili agevolazioni fiscali per le imprese conformi. Il decreto consente inoltre di destinare al mining Bitcoin l’elettricità generata da gas associato e altre risorse petrolifere, rafforzando l’ambizione del paese di diventare un hub crypto globale.
Il consumo energetico del mining Bitcoin cresce ma diventa più verde
Sul fronte energetico, dati preliminari del Cambridge Centre for Alternative Finance presentati da Alexander Neumueller mostrano che il consumo elettrico annualizzato del mining Bitcoin è aumentato di circa il 38%, passando da 138 TWh nel giugno 2024 a circa 190 TWh nel dicembre 2025. Nello stesso periodo le emissioni di gas serra sono salite di circa il 20%, da 40 a 48 milioni di tonnellate equivalenti di CO2. Ma il mix energetico è cambiato in meglio: la quota di energia a basse emissioni è passata dal 52,4% al 59,4%, e l’idroelettrico ha superato il gas naturale come principale fonte energetica del settore.
New Hampshire dice no al bond Bitcoin-backed, Malesia stringe sul mining illegale
Non tutte le sperimentazioni finanziarie legate a Bitcoin trovano però il via libera. Il Consiglio Esecutivo del New Hampshire ha respinto una proposta di emissione obbligazionaria municipale garantita da Bitcoin, negando l’autorizzazione a collocare privatamente 100 milioni di dollari in bond tassabili. Nel piano, CleanSpark avrebbe fatto da mutuatario impegnando 175 milioni di dollari in Bitcoin come garanzia, con liquidazione forzata se il valore fosse sceso sotto 140 milioni. I consiglieri contrari hanno sostenuto che l’operazione non avrebbe portato benefici infrastrutturali diretti allo Stato e che il governo non doveva avallare strumenti finanziari legati ad asset così volatili.
In Malesia, invece, le autorità hanno intensificato la repressione del mining illegale: il vice ministro degli Interni Shamsul Anuar ha riferito al Parlamento che tra il 2022 e maggio 2026 sono stati sequestrati oltre 75.000 macchinari di mining e arrestate 629 persone in più di 3.000 raid, condotti insieme alla Royal Malaysia Police e all’utility nazionale Tenaga Nasional Berhad, contro allacci elettrici abusivi e manomissioni dei contatori.
Sul fronte europeo, Digital Currency Group ha rafforzato la sua Fortitude Mining, dedicata allo Zcash, portando la capacità energetica sotto controllo a oltre 60 MW nel 2026, grazie anche a un nuovo impianto da 12 MW in Nebraska pensato per abbattere il costo cash di mining per ZEC.
FAQ
Da quanto tempo è in calo la difficoltà di mining di Bitcoin?
La difficoltà di mining di Bitcoin è in calo da circa 287 giorni consecutivi, con una discesa del 19,9% dal massimo storico.
Cosa ha causato il fallimento di Poolin secondo il Chapter 11?
Poolin ha presentato istanza di Chapter 11 con circa 173 milioni di dollari di debiti, comprese ingenti passività verso gli utenti di Poolin Wallet dopo la sospensione dei prelievi nel 2022.
Perché le azioni di alcune società di mining salgono mentre Bitcoin scende?
Le azioni sono salite perché diverse società di mining si sono espanse nel settore dell’AI e del calcolo ad alte prestazioni, che genera flussi di ricavi più stabili e più elevati rispetto al solo mining di Bitcoin.
Quali sono gli ultimi sviluppi normativi in Kazakistan sul mining crypto?
Nel 2026 il Kazakistan ha adottato misure per sviluppare il mercato degli asset digitali, tra cui meccanismi di regolamento transfrontaliero, incentivi fiscali e nuove regole di supporto energetico per il mining.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

