Il token ONE di Harmony ha perso circa il 40% del proprio valore nelle ore successive alla scoperta di una zecca falsificata che ha generato miliardi di token dal nulla, e ora il team dietro la blockchain layer 1 propone la soluzione più drastica possibile: un rollback della blockchain Harmony che riporti la rete a due checkpoint del 11 agosto, cancellando oltre 109.000 transazioni regolari nel processo. È una scelta che espone in pieno il dilemma di ogni blockchain colpita da un exploit di conio: fermare l’attaccante significa quasi sempre sacrificare anche l’attività di utenti innocenti.
Summary
Punti chiave
- Harmony propone di riportare la rete a shard 0 blocco 92.730.034 e shard 1 blocco 94.978.278, entrambi datati 11 agosto alle 23:25:37 UTC.
- Il rollback scarterebbe più di 109.000 transazioni regolari e 315 transazioni di staking.
- Il 95,80% delle transazioni coinvolte, circa 104.545, proviene da bot automatizzati, in gran parte legati a exchange decentralizzati.
- Un unico wallet collegato alla zecca contraffatta ha spostato 2.385 miliardi di ONE in 477 trasferimenti riusciti, su 534 tentativi in appena 106 secondi.
- Harmony collabora con exchange, bridge, forze dell’ordine e una società di sicurezza indipendente per rintracciare l’autore dell’attacco.
Il piano di rollback della blockchain Harmony per rimuovere i token ONE falsificati
Il rollback della blockchain Harmony punta a ripristinare la rete da due punti precisi, scartando ogni blocco creato dopo quel momento per eliminare i token generati dalla zecca fraudolenta. Secondo l’aggiornamento diffuso dal team, i validatori conserverebbero shard 0 al blocco 92.730.034 e shard 1 al blocco 94.978.278, entrambi registrati alle 23:25:37 UTC dell’11 agosto, prima di far ripartire la rete da database sostitutivi costruiti attorno a quei checkpoint. I nuovi blocchi partirebbero dalle altezze 92.730.035 su shard 0 e 94.978.279 su shard 1, mentre la versione client v2026.1.2 è già configurata per rifiutare gli hash di blocco anomali legati all’incidente.
Il primo conio contraffatto confermato è arrivato su shard 0 al blocco 92.730.036. Il blocco 92.730.035, invece, non conteneva alcuna transazione regolare o di staking, nessuna ricevuta in entrata e nessun consumo di gas, con uno stato identico al blocco precedente. Harmony ha scelto proprio il blocco 92.730.034 per garantire un margine di sicurezza di un blocco intero: database, script di recupero e procedure dei validatori erano già stati preparati e revisionati attorno a quel punto, e cambiare il checkpoint in una fase avanzata avrebbe rischiato di lasciare i validatori con obiettivi di recupero diversi tra loro. Shard 1 non è stato toccato dal conio fraudolento, ma il suo checkpoint è stato incluso come misura precauzionale con lo stesso riferimento temporale.
Sul piano tecnico, il team ha scelto di sostituire i database degli shard interessati invece di utilizzare la funzione di rewind già esistente nella rete. Quella funzione, infatti, sposta principalmente la testa della catena ma non elimina completamente ricevute successive, indici, snapshot e informazioni cross-shard: dati residui che potrebbero preservare un vettore d’attacco o portare i validatori a stati differenti tra loro. Un database sostitutivo, spiega Harmony, offre invece un unico stato revisionato da cui far ripartire il consenso.
Le ragioni del rollback rispetto ad altre soluzioni di recupero
Harmony ha scartato blacklist, distruzione diretta dei token e riproduzione selettiva delle transazioni perché nessuna di queste strade evitava il rischio di colpire utenti legittimi. Il team ha valutato anche di bruciare o correggere direttamente i token ONE falsificati, ma a quel punto erano già passati attraverso exchange, pool di scambi decentralizzati, contratti e numerosi wallet: rimuoverli a destinazione avrebbe potuto intaccare fondi appartenenti a persone estranee all’attacco.
Una blacklist è stata esclusa perché avrebbe lasciato in circolazione l’offerta contraffatta, restringendo però al contempo l’accesso a wallet che detengono anche asset legittimi. La riproduzione selettiva delle transazioni è stata scartata perché lo stato della catena sostitutiva sarebbe risultato diverso da quello scartato, rendendo possibile che transazioni identiche producessero esiti diversi. Anche la migrazione dei token è stata analizzata e respinta, giudicata capace di generare ancora più disagi.
Non è la prima volta che una blockchain si trova davanti a questo bivio. Nel dicembre 2025 Flow ha rivisto il proprio piano di rollback dopo un exploit da 3,9 milioni di dollari sul livello di esecuzione, abbandonando l’idea di un ripristino completo in favore di burn selettivi dei token, dopo che operatori dei bridge e altri partecipanti avevano espresso preoccupazione per l’impatto sull’attività legittima. Il parallelo mostra quanto sia comune, negli incidenti di conio fraudolento, il compromesso tra sicurezza della rete e tutela degli utenti onesti.
Impatto sulle transazioni e sull’attività degli utenti
Per misurare l’impatto reale del rollback, il team ha costruito un archivio di shard 0 che copre i blocchi dal 92.730.035 al 92.871.662, un intervallo di 141.628 blocchi consecutivi. Il dataset contiene 109.126 transazioni regolari e 315 transazioni di staking, con 109.441 corrispondenze esatte tra transazioni e ricevute. Harmony ha verificato la continuità degli hash genitore e la completezza delle ricevute in tutto l’intervallo archiviato.
Il dato più rilevante riguarda però la natura di queste transazioni: il 95,80% è automatizzato, per un totale di 104.545 operazioni su 109.126. L’automazione legata a exchange decentralizzati da sola rappresenta 99.863 transazioni, di cui 75.430 swap riusciti e 11.804 tentativi di bot falliti. Per questo motivo Harmony avverte che il numero di transazioni scartate non va confuso con il numero di utenti effettivamente coinvolti: gran parte del volume proviene da bot, non da persone.
Il team ha anche verificato se alcune transazioni potessero essere ripristinate in sicurezza dopo il rollback. Solo 22 sono risultate trasferimenti nativi semplici senza dipendenze evidenti nei dati disponibili, ma nemmeno queste possono essere considerate automaticamente sicure per una riproduzione. Altre 860 transazioni native pongono interrogativi legati a saldi, provenienza dei fondi, nonce o spese successive. Ben 80.630 transazioni dipendono da stato di contratto o della blockchain, mentre 27.614 sono transazioni fallite, collegate all’incidente o legate a movimenti tra exchange, bridge e rotte di consolidamento. Anche tutte le 315 transazioni di staking dipendono dallo stato della catena e dell’epoca.
Una volta ripartita la catena sostitutiva, saldi, nonce, approvazioni dei token, scadenze degli swap, riserve delle pool di liquidità e condizioni di staking cambieranno rispetto a prima. In questo nuovo stato, una transazione che in precedenza era fallita potrebbe andare a buon fine, mentre uno swap, un’approvazione o un’operazione di staking potrebbero produrre un risultato differente da quello originale. A complicare ulteriormente l’analisi, le tracce EVM complete non sono disponibili tramite i dati RPC utilizzati nella revisione, lasciando trasferimenti interni ai contratti e variazioni di storage soggetti ad analisi specifiche per ogni applicazione.
Tracciare i token ONE falsificati e indagine in corso
Gli investigatori hanno mappato separatamente il movimento dei nuovi token generati dalla zecca contraffatta. Un solo wallet coinvolto ha tentato 534 trasferimenti da 5 miliardi di ONE ciascuno in appena 106 secondi: 477 trasferimenti sono andati a buon fine, spostando in totale 2.385 miliardi di ONE. Per ricostruire il percorso, gli investigatori hanno creato un grafo temporale che parte da tutti i wallet associati ai conii fraudolenti, separando le transazioni firmate da quei wallet dai trasferimenti riusciti, dai tentativi falliti e dai movimenti successivi verso altri indirizzi, verificando l’attività tracciata rispetto a blocchi, ricevute e saldi fino al blocco 92.805.850 di shard 0.
I fondi contraffatti sono arrivati a wallet isolati, account su exchange, router e pool di DEX, posizioni di liquidità, contratti di bridge, ONE wrapped, wallet di staking e wallet ad alto volume di servizio. Quando i token falsi si sono mescolati con altri asset legittimi, il modello di tracciamento ha seguito i trasferimenti in ordine cronologico, limitando l’importo attribuito ai token contraffatti al saldo disponibile in ciascun wallet, un metodo pensato per evitare che gli stessi token venissero contati più volte durante i loro spostamenti.
Harmony ha chiarito che coprire l’intero percorso dei fondi non equivale a identificare chi controlla ogni destinazione: account su exchange, pool e altri cluster di servizio possono contenere denaro appartenente a moltissimi utenti diversi. Di conseguenza, la quantità di token che può essere effettivamente distrutta in sicurezza è ancora più piccola: i token rimasti intatti in un wallet isolato potrebbero essere separati, mentre quelli entrati in un wallet di exchange, in una pool di liquidità, in un bridge o in una posizione di staking non possono più essere rimossi integralmente senza toccare fondi altrui.
Un problema simile si era già presentato con altri attacchi legati al conio di token. Nel giugno scorso, Humanity Protocol aveva reso noto che chiavi amministrative compromesse avevano permesso agli attaccanti di prendere il controllo dell’infrastruttura di un bridge e coniare token H aggiuntivi su BNB Smart Chain, spingendo il protocollo a bloccare le operazioni del bridge coinvolto e a coordinarsi con exchange e forze dell’ordine.
Per questo incidente, Harmony afferma di aver già fatto progressi iniziali nel rintracciare l’autore dell’attacco e sta collaborando con exchange, bridge e forze dell’ordine per preservare i registri e continuare l’indagine. Una società di sicurezza terza e indipendente ha inoltre revisionato separatamente l’incidente, confermando il conio fraudolento e i principali risultati dell’analisi sui flussi di fondi. Non è la prima grande crisi di sicurezza cross-chain per il progetto: nel giugno 2022 il suo Horizon Bridge perse circa 100 milioni di dollari dopo che le chiavi private che lo controllavano furono compromesse, un attacco che l’FBI attribuì al gruppo Lazarus legato alla Corea del Nord. In quel caso Harmony collaborò con exchange, forze dell’ordine e società di analisi on-chain per identificare l’attaccante, arrivando a portare la taglia sull’hacker a 10 milioni di dollari; nel gennaio 2023 gli investigatori tracciarono ancora fondi rubati attraverso centinaia di indirizzi, mentre Binance e Huobi congelarono account collegati a quei movimenti recuperando 124 BTC.
Il team ha ricordato anche un precedente più recente: nel dicembre 2023 un bug nel sistema di staking aveva già causato la creazione impropria di circa 146,3 milioni di ONE, coinvolgendo 74 indirizzi, con un singolo wallet che ne aveva ricevuti 51,2 milioni. In quel caso la rete rispose con un aggiornamento software d’emergenza e con la blacklist degli indirizzi coinvolti, la stessa strada che oggi Harmony ha deciso di non ripercorrere perché la scala e la diffusione dei nuovi token contraffatti rendono quella soluzione insufficiente.
Per ora Harmony sta lavorando con exchange e bridge per valutare l’effetto dello scarto dell’attività successiva ai checkpoint e stabilire come gestire le parti coinvolte, mentre il rollback della blockchain Harmony resta sospeso tra l’urgenza di chiudere la falla e il rischio di lasciare indietro, insieme ai token falsi, anche pezzi di storia legittima della rete.
FAQ
Perché Harmony sta effettuando un rollback della sua blockchain?
Harmony intende riportare la rete a due checkpoint dell’11 agosto per rimuovere i token ONE falsificati creati tramite un conio fraudolento che ha compromesso la blockchain.
Quante transazioni verranno scartate con il rollback?
Più di 109.000 transazioni regolari e 315 transazioni di staking verranno eliminate per riportare lo stato della blockchain al momento precedente alla creazione dei token falsi.
Perché Harmony non ha scelto alternative come blacklist o burn dei token?
Harmony ha escluso blacklist e distruzione dei token perché quelli falsificati erano già passati attraverso exchange e wallet, con il rischio di colpire fondi di utenti legittimi e di generare stati della blockchain incoerenti tra loro.
Come sta gestendo Harmony l’indagine e il recupero della rete?
Harmony sta collaborando con exchange, bridge, forze dell’ordine e una società di sicurezza terza per rintracciare l’autore dell’attacco, favorire il recupero e preservare i registri delle transazioni.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

