L’oro scivola sotto i 4.400 dollari l’oncia, e il calo del prezzo dell’oro di martedì racconta una storia fatta di due pressioni che si sommano: rendimenti obbligazionari in salita e petrolio più caro. Il metallo giallo ha perso lo 0,5% scendendo a 4.395,78 dollari l’oncia nelle contrattazioni della mattina, tornando sotto una soglia psicologica che aveva riconquistato solo nei giorni precedenti.
Summary
Punti chiave
- L’oro è sceso dello 0,5% a 4.395,78 dollari l’oncia per l’effetto combinato di rendimenti Treasury e petrolio in rialzo
- La minaccia iraniana di una postura militare “totalmente offensiva” ha spinto il petrolio, alimentando i timori sull’inflazione
- Il mercato prezza circa il 65% di probabilità che la Fed lasci i tassi invariati a settembre
- Le banche centrali hanno acquistato 244 tonnellate d’oro nel primo trimestre 2026, il dato più alto dal quarto trimestre 2024
- ANZ prevede che l’oro possa toccare i 5.200 dollari l’oncia entro fine anno
Il calo del prezzo dell’oro tra rendimenti Treasury e petrolio in rialzo
Il rialzo dei rendimenti Treasury e l’aumento delle quotazioni petrolifere sono i due motori dietro la flessione di martedì. Il rendimento del Treasury decennale statunitense ha proseguito la sua ascesa, e quando i rendimenti salgono aumenta anche il costo opportunità di detenere oro, un asset che non genera alcun rendimento cedolare. Questa dinamica ha già limitato più volte i tentativi di rimbalzo del metallo nelle ultime settimane, spingendo parte degli investitori verso strumenti obbligazionari più remunerativi.
Sul fronte energetico, i prezzi del petrolio sono saliti dopo che l’Iran ha annunciato che adotterà una postura militare “totalmente offensiva” nel caso i colloqui diplomatici con gli Stati Uniti dovessero fallire, mentre Washington ha escluso l’estensione di un cessate il fuoco temporaneo. Un petrolio più caro tende a far salire le aspettative di inflazione, complicando il quadro per una banca centrale che deve bilanciare crescita e stabilità dei prezzi. Paradossalmente, sebbene l’oro sia spesso considerato una copertura contro l’inflazione, tassi d’interesse più elevati riducono la sua attrattiva proprio perché non produce reddito. Anche i futures sull’oro hanno seguito lo stesso copione, cedendo lo 0,5% a 4.451,07 dollari, mentre argento e platino hanno chiuso in calo rispettivamente dello 0,8% e dello 0,7%, a 65,24 e 1.760,90 dollari. L’indice del dollaro ha intanto guadagnato lo 0,1% a 99,67, aggiungendo un’ulteriore pressione sulle materie prime denominate in valuta americana.
Le aspettative di mercato sull’impatto della politica della Fed
Il mercato attribuisce oggi una probabilità di circa il 65% a un mantenimento dei tassi invariati da parte della Federal Reserve nella riunione di settembre. Questa stima è cambiata rapidamente dopo la perdita inaspettata di posti di lavoro registrata il mese scorso, dati sull’inflazione al consumo più morbidi del previsto e vendite al dettaglio più debole delle attese, tutti fattori che hanno spinto gli investitori a ridurre le scommesse su un possibile aumento dei tassi.
Il verbale della Fed e l’influenza di Warsh
Gli operatori guardano ora al verbale della riunione di luglio della Fed, in uscita mercoledì, e agli interventi del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole per capire meglio la direzione dei tassi. Il cambio alla guida della banca centrale ha già mostrato il suo peso sui mercati: dichiarazioni percepite come caute e talvolta ambigue hanno colpito duramente le azioni nelle settimane scorse, spingendo capitali verso beni rifugio come l’oro proprio nei momenti di maggiore incertezza sulla politica monetaria.
Gli acquisti di oro delle banche centrali sostengono il prezzo
Nonostante la battuta d’arresto di martedì, l’oro resta in rialzo di oltre il 10% nel mese, un recupero sostenuto soprattutto dagli acquisti oro banche centrali. Nel primo trimestre del 2026 le banche centrali globali hanno acquistato 244 tonnellate d’oro, il totale trimestrale più alto dal quarto trimestre 2024.
La Cina accelera gli acquisti
La Cina si distingue come protagonista di questa fase: la banca centrale cinese ha aggiunto 8 tonnellate d’oro nel solo mese di aprile 2026, il suo acquisto mensile più consistente da dicembre 2024. Il ritmo di accumulo, secondo quanto riportato, non si è mai davvero interrotto negli ultimi mesi e conferma una tendenza strutturale alla diversificazione delle riserve lontano dal dollaro.
Previsioni di prezzo dell’oro e livelli tecnici da monitorare
Sul piano grafico, l’oro aveva riconquistato la media mobile a 100 giorni per la prima volta da aprile la settimana scorsa, ma è poi arretrato di nuovo vicino a quel livello. Le resistenze tecniche chiave restano nell’area compresa tra 4.440 e 4.450 dollari, con la media mobile a 200 giorni intorno ai 4.503 dollari come prossima barriera importante: un superamento di entrambi i livelli potrebbe aprire la strada verso i 5.000 dollari.
Le previsioni rialziste di ANZ
Sul fronte delle previsioni prezzo oro, la banca australiana ANZ stima che il metallo possa raggiungere i 5.200 dollari l’oncia entro la fine dell’anno, sostenuto dalla domanda di diversificazione delle banche centrali e dal deterioramento delle relazioni internazionali. Una lettura condivisa anche da altri operatori di mercato, che collegano le tensioni geopolitiche in corso e il possibile impatto della politica della Fed a un contesto favorevole per l’oro nei prossimi mesi, pur restando cauti sulla tenuta dei livelli tecnici nel breve periodo.
FAQ
Perché il prezzo dell’oro è sceso di recente?
L’oro è sceso dello 0,5% a 4.395,78 dollari a causa dell’aumento dei rendimenti Treasury statunitensi e del rialzo dei prezzi del petrolio, fattori che hanno alzato il costo opportunità di detenere oro e riacceso i timori sull’inflazione.
In che modo la postura militare dell’Iran incide su oro e petrolio?
La minaccia dell’Iran di adottare una postura militare “totalmente offensiva” ha fatto salire i prezzi del petrolio, alimentando timori sull’inflazione che hanno indirettamente esercitato pressione sul prezzo dell’oro.
Qual è oggi il consenso di mercato sulla decisione della Fed sui tassi a settembre?
Il mercato attribuisce attualmente una probabilità di circa il 65% al fatto che la Federal Reserve lasci i tassi d’interesse invariati nella riunione di settembre.
Come influiscono gli acquisti d’oro delle banche centrali sul mercato?
Le banche centrali hanno acquistato 244 tonnellate d’oro nel primo trimestre del 2026, il dato più alto dal quarto trimestre 2024, offrendo un forte sostegno al prezzo del metallo.
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