Sessantasette milioni di americani possiedono oggi criptovalute, quasi un adulto su quattro negli Stati Uniti. Il dato, diffuso dall’associazione nazionale criptovalute Ripple ha contribuito a fondare, è stato citato dal CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, il 20 agosto 2026, subito dopo un incontro alla Casa Bianca con i vertici della regolamentazione finanziaria americana. Per Garlinghouse la conclusione è netta: le crypto non sono più un fenomeno marginale, ma parte della vita finanziaria quotidiana di milioni di cittadini.
Summary
Punti chiave
- 67 milioni di americani possiedono crypto nel 2026, secondo una stima della National Cryptocurrency Association realizzata con The Harris Poll.
- Si tratta di un aumento di circa 12 milioni di possessori rispetto al 2025, pari a circa un adulto su quattro negli USA.
- Il sondaggio ha coinvolto 10.000 possessori di crypto autodichiarati, non un campione rappresentativo di tutta la popolazione adulta.
- Il 63% degli intervistati ha dichiarato un interesse maggiore verso l’uso delle crypto nel 2026 rispetto al 2025.
- La SEC ha proposto in parallelo due esenzioni di registrazione per determinate offerte di investimento in crypto.
Il numero di possessori di criptovalute cresce a 67 milioni di americani
Il numero di americani che possiedono criptovalute ha raggiunto quota 67 milioni nel 2026, un salto di circa 12 milioni rispetto all’anno precedente. Il dato arriva dal 2026 State of Crypto Holders Report, realizzato dalla National Cryptocurrency Association insieme a The Harris Poll e pubblicato a maggio. Secondo l’associazione, la cifra corrisponde a circa un adulto su quattro negli Stati Uniti, un balzo che testimonia quanto le statistiche crypto USA stiano cambiando rapidamente negli ultimi due anni.
Metodologia del sondaggio e dati demografici
La stima non nasce da un campione rappresentativo dell’intera popolazione adulta americana, ma da un’indagine condotta su 10.000 adulti statunitensi che si sono autodefiniti possessori di crypto, intervistati tra il 12 febbraio e il 3 marzo. I ricercatori hanno poi ponderato le risposte per categorie demografiche ed estrapolato i risultati per arrivare a una stima nazionale. Questo dettaglio metodologico conta: molte delle conclusioni più specifiche del report descrivono comportamenti di chi già possiede crypto, non l’intera popolazione statunitense. Il sondaggio permette quindi di capire come i possessori usano gli asset digitali, ma non dimostra che un quarto di ogni gruppo demografico o politico sostenga il settore.
Diversità e modelli di utilizzo tra chi possiede crypto
I dati raccolti mostrano un uso delle crypto sempre più articolato: investimenti, pagamenti, trasferimenti a familiari e amici, donazioni benefiche e attività aziendali. Il 63% dei possessori intervistati ha detto di essere più interessato a usare le crypto nel 2026 rispetto all’anno precedente, un segnale di un’adozione crypto mainstream che si allarga oltre il semplice trading speculativo.
Cambia anche il profilo di chi entra nel mercato per la prima volta. Le donne rappresentano il 42% di chi ha acquistato crypto per la prima volta nel 2025 o nel 2026, contro il 34% registrato tra gli adottanti precedenti: un segnale di crescente diversità di genere tra i nuovi utenti. Sul fronte reddituale, la proprietà crypto americani non è concentrata solo tra i più ricchi: secondo la NCA il 90% dei possessori intervistati guadagna meno di 500.000 dollari l’anno, e il 23% dichiara un reddito annuo di 75.000 dollari o meno. Questi numeri raccontano una base di utenti eterogenea, ma non dimostrano un’accettazione universale delle crypto, né misurano perdite, reclami dei consumatori o le opinioni di chi non le possiede.
Il ruolo dell’associazione nazionale criptovalute di Ripple nell’adozione mainstream
Dietro la ricerca che alimenta il dibattito pubblico c’è un legame stretto con Ripple, che ha investito risorse e persone per dare vita all’organizzazione che oggi produce questi numeri.
Dichiarazione di Brad Garlinghouse sullo status mainstream delle crypto
Garlinghouse ha commentato la stima subito dopo aver partecipato a un incontro alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump, il presidente della Securities and Exchange Commission Paul Atkins, il presidente della Commodity Futures Trading Commission Michael Selig e altri dirigenti del settore. “Crypto isn’t a fringe industry”, ha scritto su X, sottolineando come il quadro complessivo non sia mai stato così chiaro: 67 milioni di americani possiedono crypto, quasi un adulto su quattro. Il CEO di Ripple ha descritto i possessori di crypto anche come un gruppo elettorale attivo, sebbene la ricerca citata misuri possesso e utilizzo, non intenzioni di voto.
Va detto che l’etichetta di “mainstream” resta un’interpretazione della stima sul possesso, non una definizione statistica riconosciuta. La ricerca fornisce prove di una partecipazione ampia, ma il salto verso l’idea di un’accettazione generalizzata è un passaggio interpretativo, non un dato oggettivo.
Supporto finanziario e di leadership di Ripple per l’associazione
Il legame tra Ripple e la National Cryptocurrency Association non è casuale. L’azienda ha destinato 50 milioni di dollari alla nascita dell’organizzazione, e il Chief Legal Officer di Ripple, Stuart Alderoty, ne è presidente. Alderoty ha più volte sostenuto che i 67 milioni di possessori americani smontano gli stereotipi più ristretti sul settore, evidenziando la partecipazione di età, professioni e fasce di reddito diverse. Questi legami non invalidano il sondaggio, ma restano un elemento di contesto importante per chi valuta la regolamentazione Ripple e il peso che l’azienda ha nel plasmare la narrativa pubblica sull’adozione delle crypto.
Sviluppi regolatori USA che influenzano le criptovalute
Mentre cresce il numero di possessori, Washington sta cercando di tradurre questa base in un quadro normativo stabile, tra proposte della SEC e un percorso legislativo ancora incerto al Senato.
L’incontro alla Casa Bianca da cui è partito il commento di Garlinghouse si è svolto in un momento in cui l’amministrazione Trump spinge il Congresso ad approvare il CLARITY Act, la proposta di framework federale che dividerebbe la supervisione delle crypto tra SEC e CFTC.
Le proposte SEC sulle esenzioni di registrazione per contratti crypto
La SEC si muove anche in autonomia rispetto al percorso legislativo. Il 18 agosto ha proposto la Regulation Crypto Assets, che introdurrebbe esenzioni di registrazione su misura per determinate offerte di investment contract legate alle crypto. Una prima esenzione riguarderebbe offerte ammissibili fino a 5 milioni di dollari nell’arco di quattro anni; una seconda coprirebbe offerte fino a 75 milioni di dollari in un periodo di 12 mesi, entrambe subordinate a condizioni di trasparenza e obblighi di rendicontazione. Si tratta delle esenzioni SEC crypto più rilevanti proposte negli ultimi mesi, ma la proposta resta aperta ai commenti pubblici e non è ancora vincolante.
Ostacoli legislativi alla supervisione federale delle crypto
Sul fronte del Senato, è previsto un voto procedurale il 15 settembre. La mozione richiederebbe 60 voti e darebbe avvio solo alla discussione formale del testo, non alla sua approvazione: restano aperti nodi su restrizioni etiche, ricompense legate alle stablecoin e tutele contro i crimini finanziari. Le aspettative su questo passaggio si stanno affievolendo, mano a mano che le elezioni di midterm di novembre riducono il tempo legislativo disponibile al Senato. Proprio per questo, il voto del 15 settembre diventerà il primo vero termometro per capire se una base di possessori così ampia possa davvero tradursi in un sostegno bipartisan a una legge di mercato permanente, al di là delle leggi criptovalute USA ancora in discussione.
FAQ
Quanti americani possiedono crypto nel 2026?
Secondo una stima della National Cryptocurrency Association realizzata con The Harris Poll, 67 milioni di americani possiedono crypto nel 2026.
Cosa dice il CEO di Ripple sullo status delle crypto?
Brad Garlinghouse ha dichiarato che le crypto non sono più un settore marginale, citando come prova l’ampia base di possessori registrata dal sondaggio.
Quale metodologia è stata usata per stimare il possesso di crypto?
La stima si basa su un sondaggio condotto su 10.000 possessori di crypto statunitensi autodichiarati, con risposte ponderate ed estrapolate per stimare il dato a livello nazionale.
Quali sono i recenti sviluppi normativi statunitensi che riguardano le crypto?
La SEC ha proposto esenzioni di registrazione per determinate offerte di investimento in crypto, consentendo offerte fino a 5 milioni di dollari in quattro anni e fino a 75 milioni di dollari in dodici mesi.
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