HomeCriptovaluteStable CoinStandard Chartered guida il lancio stablecoin HKDAP a Hong Kong

Standard Chartered guida il lancio stablecoin HKDAP a Hong Kong

Il lancio della stablecoin HKDAP entra nella sua fase più delicata: dal 24 agosto 2026 Standard Chartered Bank Hong Kong è diventata la prima banca a distribuire il token ancorato al dollaro di Hong Kong, aprendo un canale bancario tradizionale a un progetto nato appena due settimane prima sotto la supervisione della Hong Kong Monetary Authority. La notizia arriva mentre l’asset, ancora in beta controllata, comincia a essere usato per operazioni concrete come il commercio internazionale e i pagamenti assicurativi, segno che il passaggio dalla sperimentazione all’uso reale è già iniziato.

Punti chiave

  • Standard Chartered Bank Hong Kong è la prima banca a distribuire HKDAP, dal 24 agosto 2026.
  • Anchorpoint Financial emette HKDAP con una delle due sole licenze concesse dalla HKMA nell’aprile 2026.
  • Al 19 agosto risultavano in circolazione 522.000 token HKDAP, numero coerente con una beta ancora ristretta.
  • Standard Chartered punta al quarto trimestre 2026 per lanciare servizi di sottoscrizione e regolamento di fondi tokenizzati del mercato monetario.
  • HashKey Exchange ha già iniziato a usare HKDAP per regolare scambi commerciali con gli Emirati Arabi Uniti e per pagamenti assicurativi.

Standard Chartered guida la distribuzione della stablecoin HKDAP a Hong Kong

Standard Chartered è il primo istituto bancario tradizionale ad affiancarsi alla rete di distribuzione di HKDAP, dando a clienti istituzionali, aziende partner e investitori professionali la possibilità di convertire dollari di Hong Kong in token e viceversa. È un passaggio simbolico oltre che operativo: fino a quel momento l’accesso alla stablecoin passava solo da exchange crypto, non da una banca commerciale con licenza piena.

La banca non è un attore neutrale in questa storia. È infatti il maggiore azionista di Anchorpoint Financial, la società che ha fondato insieme a HKT e Animoca Brands e che oggi emette il token. Questo intreccio spiega perché Standard Chartered abbia scelto di muoversi così rapidamente: non si tratta solo di offrire un nuovo prodotto ai clienti, ma di sostenere direttamente la crescita di una controllata strategica nel settore delle valute digitali regolamentate.

Per ora l’accesso resta riservato: la fase di beta controllata su Ethereum coinvolge solo istituzioni, clienti corporate e investitori professionali, mentre un’apertura più ampia al pubblico retail resta legata all’andamento del mercato e ai requisiti regolatori, con un possibile allargamento entro la fine del 2026.

Quadro normativo: licenze stablecoin selezionate da Hong Kong

Solo due società, su 36 che avevano presentato domanda, hanno ottenuto una licenza per emettere stablecoin a Hong Kong: la selettività della Hong Kong Monetary Authority spiega perché il mercato locale resti così concentrato. Le due licenze, chiamate FRS01, sono state assegnate il 10 aprile 2026 ad Anchorpoint Financial e a HSBC, nell’ambito del nuovo Stablecoins Ordinance che disciplina riserve, segregazione degli asset e rimborsi a valore paritario.

HKDAP opera sulla blockchain di Ethereum e mantiene l’obiettivo di restare ancorato a HK$1 per token, con l’emittente tenuto a garantire riserve adeguate e processi di rimborso trasparenti. Va notato che, mentre Anchorpoint ha già avviato la distribuzione, HSBC non aveva ancora lanciato pubblicamente la propria stablecoin al momento dell’annuncio di Standard Chartered: la banca si sta preparando a un primo rollout entro l’anno destinato ai suoi 3,3 milioni di utenti PayMe.

Solo due licenze su 36 domande

Il numero ridotto di licenze concesse non è un dettaglio marginale. Pechino aveva già chiesto ad Ant Group e JD.com di sospendere i propri piani per una stablecoin a Hong Kong nell’ottobre 2025, un segnale di quanto la partita sia sensibile anche a livello geopolitico. La scelta della HKMA di restare selettiva anche per future approvazioni suggerisce che il mercato locale delle stablecoin regolamentate resterà per ora un club ristretto, a differenza della frammentazione che caratterizza il mercato globale.

Su scala mondiale, del resto, la capitalizzazione delle stablecoin supera i 310 miliardi di dollari, con Tether e il suo USDT che da soli controllano circa il 59% dell’offerta e Circle con USDC intorno al 23%. Citigroup ha stimato che il settore potrebbe arrivare fino a 1.900 miliardi di dollari in uno scenario base, e toccare i 4.000 miliardi in uno scenario più ottimistico entro il 2030. In questo contesto, una stablecoin regolamentata legata al dollaro di Hong Kong punta a ritagliarsi un ruolo come valuta di regolamento alternativa per gli scambi tra Asia e Medio Oriente.

I prossimi servizi: fondi tokenizzati e pagamenti cross-border

Il prossimo passo per Standard Chartered è portare HKDAP dentro l’infrastruttura della finanza tradizionale, offrendo servizi di sottoscrizione e regolamento per fondi tokenizzati del mercato monetario a partire dal quarto trimestre 2026. La banca collaborerà con gestori patrimoniali sia internazionali che locali, anche se non ha ancora reso pubblici i nomi dei partner né i volumi di transazione previsti.

L’idea di fondo è semplice: usare una stablecoin per gestire la componente di liquidità di un’operazione su fondi tokenizzati, sulla stessa infrastruttura blockchain che registra le quote del fondo. Questo permetterebbe di ridurre il divario temporale tra il trasferimento di un investimento e il completamento del relativo pagamento, un problema che oggi rallenta molte operazioni di questo tipo.

Casi d’uso pilota di Standard Chartered

Il progetto si inserisce in un percorso di tokenizzazione già avviato dalla banca, che fornisce l’infrastruttura per il fondo tokenizzato del mercato monetario di China Asset Management Hong Kong e che aveva già testato il regolamento di depositi tokenizzati attraverso il Project Ensemble della HKMA. A questo si aggiungono nuovi test interni: trasferimenti tra società dello stesso gruppo, pagamenti transfrontalieri, gestione della tesoreria e operazioni fuori dal consueto orario bancario. Restano, per ora, progetti pilota senza una data di lancio commerciale definita oltre al traguardo del quarto trimestre per i fondi tokenizzati.

HashKey mette al lavoro HKDAP: commercio con gli Emirati e assicurazioni

Mentre Standard Chartered lavora sul fronte bancario, HashKey Exchange, il maggiore exchange crypto di Hong Kong e distributore autorizzato di HKDAP insieme a OSL, ha già iniziato a impiegare il token per usi concreti. La piattaforma punta a regolare transazioni commerciali transfrontaliere con gli Emirati Arabi Uniti e più in generale con il Medio Oriente, un corridoio che nel 2025 ha mosso 48,95 miliardi di dollari tra Hong Kong e gli EAU, quasi il doppio dei 24 miliardi registrati con il resto del Medio Oriente.

HashKey utilizzerà inoltre HKDAP, insieme all’assicuratore digitale OneDegree, per il pagamento di premi assicurativi commerciali, dopo aver già testato il meccanismo per i premi di assicurazione vita con YF Life il 14 agosto. Sono segnali che vanno oltre la semplice fase sperimentale: mostrano un tentativo concreto di posizionare Hong Kong come piazza di regolamento alternativa per gli scambi tra Asia e Medio Oriente, proprio nel momento in cui il mercato globale delle stablecoin resta dominato da token ancorati al dollaro statunitense.

Perché conta: se questi casi d’uso reggono alla prova dei volumi, HKDAP smette di essere un semplice esperimento regolatorio e diventa uno strumento competitivo per attrarre flussi commerciali che oggi passano quasi esclusivamente attraverso stablecoin in dollari.

Sicurezza e trasparenza: la revisione indipendente sul contratto HKDAP

Non tutto, però, è filato liscio nelle prime settimane di vita del progetto. Il ricercatore di sicurezza Yajin Zhou ha pubblicato una revisione indipendente del contratto Ethereum di HKDAP, mettendo in discussione alcuni elementi della sua architettura di approvazione, aggiornamento e controllo degli accessi. L’analisi ha sollevato dubbi sul funzionamento di alcuni controlli di conformità, senza però che si tratti di una determinazione formale della HKMA né di un exploit confermato: nessun furto o perdita di fondi è stato individuato.

Anchorpoint non aveva ancora pubblicato una risposta dettagliata alle osservazioni al momento della stesura di questa notizia. Resta un punto da monitorare, soprattutto perché la distribuzione di HKDAP si basa su un modello business-to-business-to-consumer: l’emittente non serve direttamente ogni singolo utente, ma si affida a banche regolamentate, exchange e partner commerciali autorizzati per garantire l’accesso e la conversione in valuta corrente.

La HKMA, dal canto suo, ha già dovuto avvertire il pubblico dell’esistenza di token non collegati che circolano usando impropriamente il nome HKDAP o riferimenti a HSBC, ricordando agli utenti di verificare sempre gli indirizzi dei contratti autorizzati prima di qualsiasi operazione. È un rischio tipico delle fasi iniziali di adozione di una nuova stablecoin regolamentata, ma che in un mercato ancora così ristretto come quello di Hong Kong pesa più che altrove.

FAQ

Qual è la prima banca a distribuire la stablecoin HKDAP?

Standard Chartered Bank Hong Kong è diventata la prima banca a distribuire la stablecoin HKDAP, a partire dal 24 agosto 2026.

Qual è lo stato regolatorio di HKDAP a Hong Kong?

HKDAP è emessa da Anchorpoint Financial con una licenza concessa dalla Hong Kong Monetary Authority nell’aprile 2026 e opera secondo le regole dello Stablecoins Ordinance di Hong Kong.

Chi può attualmente usare HKDAP?

Al momento HKDAP è disponibile solo tramite una beta controllata, riservata a clienti istituzionali, aziende partner e investitori professionali.

Quali servizi futuri offrirà Standard Chartered con HKDAP?

Standard Chartered prevede di lanciare servizi di sottoscrizione e regolamento per fondi tokenizzati del mercato monetario nel quarto trimestre 2026, oltre a progetti pilota per pagamenti transfrontalieri e gestione della tesoreria.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

Featured video

LATEST