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3.000 miliardi scambiati: Hyperliquid chiede regole unificate per perpetual contracts

Quasi 3.000 miliardi di dollari di volume nozionale scambiato nel 2025, e oltre 1.500 miliardi di dollari già nei primi mesi del 2026: questi numeri spiegano perché Hyperliquid Policy Center ha deciso di rivolgersi direttamente a Washington. Il centro studi legato alla piattaforma di trading decentralizzato ha presentato una lettera di commento a SEC e CFTC, chiedendo regole unificate per i perpetual contracts, i derivati senza scadenza che stanno crescendo più in fretta di qualsiasi altro prodotto del settore crypto.

Punti chiave

  • Hyperliquid Policy Center ha chiesto a SEC e CFTC un quadro normativo comune per i perpetual contracts, basato sulla struttura economica del contratto e non sull’asset sottostante.
  • I mercati HIP-3 di Hyperliquid hanno generato oltre 480 miliardi di dollari di volume in dieci mesi, con circa 4 miliardi di dollari di open interest.
  • Nel 2025 Hyperliquid ha gestito quasi 3.000 miliardi di dollari di volume nozionale; nel 2026, fino al 23 agosto, il totale ha già superato 1.500 miliardi di dollari.
  • A giugno CME ha citato in giudizio la CFTC dopo l’approvazione dei primi perpetual contracts quotati negli Stati Uniti per Coinbase e Kalshi.
  • Il presidente Trump ha citato Hyperliquid la settimana scorsa, sottolineando il lavoro del presidente della CFTC Michael Selig per portare la piattaforma negli Stati Uniti in modo conforme.

Hyperliquid chiede regole unificate per i perpetual contracts

La richiesta centrale della lettera, pubblicata lunedì, è chiara: classificare i perpetual contracts in base alla loro struttura economica, non in base all’asset che replicano. Che un contratto tracci bitcoin, petrolio o un’azione non dovrebbe cambiare come viene definito dalla legge, sostiene Hyperliquid Policy Center. A differenza dei futures tradizionali, i perpetual non hanno una data di scadenza: usano pagamenti periodici di funding per mantenere il prezzo allineato all’asset sottostante, una struttura che li colloca in una zona grigia tra futures e swap secondo il diritto statunitense attuale.

Il gruppo ha proposto anche di riconoscere i perpetual su azioni come “security futures”, una categoria già sottoposta alla doppia vigilanza di SEC e CFTC ma rimasta commercialmente dormiente per molti anni. La categoria è tornata d’attualità e, secondo Hyperliquid Policy Center, il suo impianto normativo va aggiornato per accogliere le nuove strutture di prodotto.

Tra futures e swap: l’ambiguità che alimenta i contenziosi

Senza una tassonomia chiara, avverte il gruppo, le controversie su quale regolatore possa autorizzare le borse a quotare un prodotto rischiano di finire davanti a un giudice. Regole unificate per i perpetual contracts permetterebbero invece alle piattaforme di competere su liquidità e qualità di esecuzione, non su ambiguità regolatoria. Il rischio non è teorico: a giugno CME ha citato in giudizio la CFTC dopo che l’agenzia aveva approvato i primi contratti perpetui quotati negli Stati Uniti per Coinbase e Kalshi, contestando la base legale usata per l’autorizzazione. Poco prima, la CFTC aveva già approvato il BTCPERP di Kalshi come primo contratto futures perpetuo su bitcoin regolamentato a livello federale, nonostante l’assenza di una scadenza fissa.

Volumi record e i timori di manipolazione

La posta in gioco è alta anche per la scala raggiunta dalla piattaforma. Hyperliquid copre mercati su bitcoin, ether, petrolio, oro, valute, indici azionari, azioni singole ed ETF, con una crescita di volumi che ha attirato l’attenzione degli operatori storici. CME e ICE hanno espresso preoccupazione sul fatto che piattaforme come Hyperliquid possano essere usate per manipolare i prezzi, e ritengono che la piattaforma dovrebbe registrarsi presso la CFTC. È lo stesso attrito che ha prodotto la causa legale di CME e che ora alimenta il confronto sulla definizione giuridica dei perpetual contracts negli Stati Uniti.

La Casa Bianca osserva: cosa dice la CFTC

Per la CFTC la domanda non è più se i mercati perpetui debbano esistere, ma dove devono operare. L’agenzia sta valutando come la propria autorità esistente possa accogliere questi prodotti dentro i mercati statunitensi. Il presidente Trump ha citato Hyperliquid la settimana scorsa, dicendo che il presidente della CFTC Michael Selig sta lavorando per portare la piattaforma negli Stati Uniti “in modo completamente conforme e legale”. Il token HYPE è salito del 40% da quella dichiarazione, secondo i dati di prezzo riportati da The Block.

La lettera di Hyperliquid Policy Center si inserisce in un processo di consultazione pubblica più ampio, con cui i regolatori stanno valutando come portare sotto la vigilanza domestica un mercato dei perpetual contracts che, tra volumi record e attenzione politica crescente, non può più restare in una zona grigia normativa.

FAQ

Qual è la richiesta principale di Hyperliquid Policy Center?

Il gruppo ha presentato una lettera di commento chiedendo a SEC e CFTC di creare un quadro normativo unificato per i perpetual contracts, basato sulla struttura economica del prodotto piuttosto che sull’asset sottostante.

Perché esiste ambiguità legale sui perpetual contracts negli Stati Uniti?

Perché i perpetual contracts si collocano in una zona grigia tra futures e swap secondo la legge statunitense attuale, generando dispute sulla giurisdizione regolatoria tra SEC e CFTC.

Quale azione legale mostra il conflitto normativo sui perpetual contracts?

CME ha citato in giudizio la CFTC dopo che l’agenzia aveva approvato i primi perpetual contracts quotati negli Stati Uniti per le piattaforme Coinbase e Kalshi.

Quanto è ampia l’attività di mercato di Hyperliquid?

Hyperliquid ha gestito quasi 3.000 miliardi di dollari di volume nozionale nel 2025 e più di 1.500 miliardi di dollari nel corso del 2026 fino a questo momento.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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