Il colosso del cloud computing di Amazon allarga il proprio perimetro nel mondo dei database open source. Con l’operazione annunciata il 26 agosto 2026, DuckLabs entra in AWS, portando sotto l’ombrello di Amazon Web Services uno dei progetti di database analitici più discussi degli ultimi anni: DuckDB. L’operazione, che diventerà effettiva nei primi giorni di settembre 2026, chiude un capitolo di crescita indipendente per la startup di Amsterdam e apre una nuova fase per un software che oggi conta oltre un milione di download al giorno in tutto il mondo.
Summary
Punti chiave
- DuckLabs entra in AWS con effetto atteso nei primi giorni di settembre 2026.
- Il team resterà con sede ad Amsterdam, continuando lo sviluppo di DuckDB, DuckLake e Quack.
- DuckDB e gli altri componenti del Duck Stack restano open source con licenza MIT.
- La nonprofit DuckDB Foundation continua a gestire la governance dei progetti.
- DuckDB registra oggi oltre un milione di download giornalieri nel mondo.
DuckLabs entra in AWS per accelerare la crescita di DuckDB
L’accordo porta DuckLabs, l’azienda che sviluppa e mantiene DuckDB, dentro la struttura di Amazon Web Services, con l’obiettivo dichiarato di dare al progetto risorse e scala che il team non avrebbe potuto raggiungere da solo. Non si tratta di una fusione qualsiasi: DuckLabs era rimasta finora un’azienda bootstrapped, autofinanziata e interamente posseduta dai fondatori e dal team di sviluppo, senza il coinvolgimento di fondi di venture capital nonostante le pressioni arrivate quando il progetto ha iniziato a guadagnare terreno.
L’operazione sarà effettiva nei primi giorni di settembre 2026 e il team, cresciuto a oltre 30 persone, resterà con sede ad Amsterdam, continuando a lavorare su DuckDB, DuckLake, Quack e sul resto della comunità che si è formata attorno al progetto negli anni.
Storia della collaborazione e strategia
La relazione tra le due aziende non nasce con l’acquisizione. DuckLabs e AWS collaboravano già da oltre un anno, con un’integrazione avviata nei primi mesi del 2025 che ha collegato DuckDB a servizi Amazon come S3 e SageMaker Lakehouse. Quella collaborazione tecnica, evidentemente andata bene, ha spianato la strada a un passo più deciso: unire l’esperienza tecnica di DuckLabs all’infrastruttura, alla scala e alla base clienti di AWS per costruire una nuova generazione di servizi dati basati su DuckDB, DuckLake e Quack.
Impegno open source e governance del progetto
La domanda che più preoccupa la comunità di sviluppatori riguarda il futuro dell’apertura del codice, e la risposta arrivata con l’annuncio è netta: nulla cambia sul fronte della licenza e della gestione indipendente dei progetti.
Licenza MIT e ruolo della DuckDB Foundation
DuckDB, DuckLake, Quack e gli altri componenti del cosiddetto Duck Stack restano gratuiti e open source sotto licenza MIT, una delle licenze open source più permissive esistenti. A garantire la continuità della governance resta la nonprofit DuckDB Foundation, che continuerà a occuparsi della gestione dei progetti in modo indipendente dalla proprietà aziendale. Questa struttura a fondazione è pensata proprio per evitare che un singolo proprietario corporate possa in futuro cambiare unilateralmente le regole del gioco per la comunità.
Conseguenze per DuckLabs e la comunità DuckDB
Per il team che ha fondato DuckLabs poco più di cinque anni fa, entrare in AWS significa soprattutto una cosa: liberare tempo ed energie per il lavoro tecnico, senza dover trasformare l’azienda in una macchina di vendite, supporto e operazioni su scala molto più grande. È lo stesso timore espresso dai fondatori nell’annuncio: che la crescita di DuckDB finisse per superare la capacità della piccola azienda di sostenerla, trasformando DuckLabs in un collo di bottiglia per il progetto stesso.
Qui si misura il vero significato strategico dell’operazione. DuckLabs entra in AWS non tanto per cedere il controllo tecnico, quanto per risolvere un problema di scala che riguarda ogni progetto open source di successo: come crescere senza perdere la capacità di innovare. AWS, dal suo lato, si assicura l’accesso diretto a una tecnologia già amatissima dai suoi stessi clienti, in particolare da chi usa Amazon S3.
Consiglio tecnico e apertura dello stack di estensioni
Tra le novità annunciate per il prossimo futuro figura la creazione di un consiglio tecnico consultivo all’interno della DuckDB Foundation, pensato per dare ai membri più attivi della comunità voce diretta sulle scelte tecniche del progetto. È inoltre previsto un piano per aprire lo stack di estensioni, permettendo a sviluppatori e organizzazioni terze di far girare su DuckDB estensioni firmate da loro stessi. I dettagli operativi di queste iniziative non sono ancora stati definiti, ma segnano la direzione di un maggiore coinvolgimento della comunità esterna.
Andy Warfield, Distinguished Engineer e Vice President di AWS, ha commentato la vicinanza tecnica già costruita con il team olandese: dopo più di un anno di collaborazione con i co-fondatori Mark e Hannes e con l’intero team di DuckLabs, ha definito quello che considera uno dei gruppi più tecnicamente solidi e ad alta velocità con cui abbia mai lavorato, sottolineando l’ambizione comune di dare a DuckDB un impatto ancora più ampio.
Utilizzo e storia di DuckDB
Prima di diventare un caso di studio nel settore cloud, DuckDB era un progetto di ricerca nato al CWI, l’istituto nazionale olandese di ricerca in matematica e informatica. Fondato dai co-fondatori Hannes Mühleisen e Mark Raasveldt, il database ha raggiunto la versione 1.0 nel giugno 2024, un traguardo che ha segnato il passaggio alla piena maturità produttiva. Nell’aprile 2026 è arrivata anche DuckLake v1.0, ampliando l’ambito del progetto oltre il semplice motore di database.
Dai laboratori di ricerca a AWS: crescita e visione dei fondatori
L’azienda dietro il progetto, originariamente chiamata DuckDB Labs, ha cambiato nome in DuckLabs il 27 maggio 2026 per riflettere questa ambizione più ampia, che oggi comprende DuckDB, DuckLake e Quack sotto l’etichetta comune di Duck Stack. Nel frattempo il team è cresciuto fino a superare le 30 persone, sostenute da contratti di supporto e accordi di prioritizzazione delle funzionalità piuttosto che da capitale di rischio tradizionale.
Oggi il progetto registra oltre un milione di download ogni giorno nel mondo, usato da sviluppatori per esplorare dati, alimentare prodotti, insegnare, condurre ricerca e costruire sistemi che, secondo gli stessi fondatori, vanno ben oltre quanto immaginato all’inizio. È proprio questa crescita, insieme all’esigenza di raggiungere settori e industrie diverse senza snaturare il progetto tecnico, ad aver spinto DuckLabs a cercare un partner capace di garantire scala senza intaccare l’apertura che ha reso DuckDB quello che è.
FAQ
Quando entrerà ufficialmente DuckLabs in AWS?
L’ingresso di DuckLabs in Amazon Web Services è previsto per i primi giorni di settembre 2026.
Il team di DuckLabs resterà indipendente dopo l’ingresso in AWS?
Il team continuerà a operare con sede ad Amsterdam, proseguendo il lavoro su DuckDB e sui progetti collegati.
DuckDB e i progetti collegati resteranno open source dopo l’acquisizione?
Sì, DuckDB, DuckLake, Quack e gli altri componenti del Duck Stack rimarranno open source sotto licenza MIT.
Chi continuerà a supervisionare i progetti DuckDB dopo l’acquisizione?
La nonprofit DuckDB Foundation continuerà a occuparsi della governance dei progetti, garantendo la gestione comunitaria.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

