Il 21% del portafoglio di Michael Burry è ora scommesso contro le azioni AI, escluse le opzioni put. È il dato che racconta meglio la mossa più recente dell’investitore che nel 2008 previde il crollo del mercato immobiliare americano: la posizione Michael Burry short su Nvidia si è ampliata insieme ad altre scommesse ribassiste su Oracle, Palantir e Nebius, secondo quanto riportato in un post pubblicato su Substack il 26 agosto e titolato “Nvidia, Friends, and the Rebel Alliance”.
Summary
Michael Burry aumenta le short su Nvidia, Oracle, Palantir e Nebius
Burry ha incrementato le sue posizioni corte su quattro nomi chiave dell’infrastruttura e del software legati all’intelligenza artificiale: Nvidia, Oracle, Palantir e Nebius. Escludendo le opzioni put, le sue partecipazioni short in azioni superano oggi il 21% del portafoglio complessivo, una quota che segnala quanto l’investitore ritenga sopravvalutato l’intero comparto legato al boom dell’AI, non solo il singolo titolo di Nvidia.
La view di Burry su Nvidia: solidità operativa, ma dubbi sulla sostenibilità
Burry non nega la forza dei conti di Nvidia. Il punto, per lui, è un altro: quanto potrà durare quella forza prima che il mercato si accorga di aver pagato troppo. Secondo l’investitore, la crescita dell’azienda unita a un multiplo sugli utili relativamente basso rende il titolo persino “follemente sottovalutato” sulla carta — ma il vero nodo resta la longevità del dominio economico attuale di Nvidia, elemento su cui si fonda la sua intera tesi di valutazione. In altre parole, Burry può riconoscere Nvidia come un’azienda eccezionale e sostenere al tempo stesso che il titolo resti costoso: una contraddizione voluta, che sposta l’attenzione dal presente al futuro degli utili attesi.
L’hedge con le call di dicembre: una scommessa non direzionale
Prima dell’ultima trimestrale, Burry ha comprato opzioni call con scadenza dicembre e strike compreso tra la fascia medio-alta dei 200 dollari, contestualmente all’aumento della sua posizione short su Nvidia. Non si tratta di un cambio di rotta rialzista: l’investitore descrive queste call come una copertura, non come una puntata sul rialzo del titolo. La posizione in opzioni call rappresenta tra il 3,5% e il 4% del portafoglio, una quota che protegge la scommessa ribassista senza contraddirla nella sostanza.
Uno scetticismo che va oltre Nvidia
Le short su Oracle, Palantir e Nebius rendono chiaro che la view di Burry non riguarda un’unica azienda. Ognuna di queste società rappresenta un pezzo diverso del boom dell’infrastruttura e del software AI, dai data center al software enterprise fino ai servizi cloud specializzati. Nel complesso, la mossa di Burry equivale a una scommessa sul fatto che i mercati stiano sopravvalutando quanto a lungo dureranno gli attuali margini economici legati all’AI. La domanda implicita che pone è semplice: quanto sono disposti a pagare oggi gli investitori per profitti che presumono duraturi, e per quanto tempo quella presunzione resterà giustificata dai numeri reali.
FAQ
Perché Michael Burry sta shortando Nvidia nonostante la sua solidità operativa?
Burry riconosce la forza operativa di Nvidia, ma dubita che questa forza duri abbastanza da giustificare l’attuale valutazione di mercato del titolo.
Cosa rappresenta l’acquisto di opzioni call su Nvidia da parte di Burry?
Burry ha comprato opzioni call con scadenza dicembre come copertura rispetto alla sua posizione short su Nvidia, per un valore pari a circa il 3,5-4% del suo portafoglio.
Su quali altre società legate all’AI Michael Burry ha posizioni short oltre a Nvidia?
Oltre a Nvidia, Burry ha aumentato le posizioni short su Oracle, Palantir e Nebius, riflettendo il suo scetticismo verso il boom dell’infrastruttura e del software AI.
Qual è la visione generale di Michael Burry sul mercato delle azioni AI?
La strategia di Burry riflette scetticismo sulla sostenibilità delle valutazioni elevate dei titoli legati all’AI, scommettendo che i mercati stiano sopravvalutando la durata degli attuali margini economici del settore.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

