Chi deve occuparsi davvero della custodia dei crypto asset dei clienti? È la domanda che la Securities and Exchange Commission ha deciso di affrontare di nuovo, aprendo un percorso che potrebbe ridisegnare le regole SEC per custodia crypto applicate a consulenti e società di investimento negli Stati Uniti. Non è un dettaglio tecnico da archiviare in fretta: la partita riguarda direttamente quanto le crypto potranno diventare un asset “normale” nei portafogli istituzionali.
Summary
Punti chiave
- Il 25 agosto la SEC ha inviato all’Office of Information and Regulatory Affairs (OIRA) le proposte di modifica alla Custody Rule.
- La Casa Bianca è coinvolta nella revisione, dopo l’incontro tra il presidente Donald J. Trump e alcuni dirigenti del settore crypto.
- La pubblicazione della proposta è attesa entro ottobre 2026, con almeno 60 giorni di consultazione pubblica.
- Nel secondo trimestre 2026 le riserve istituzionali in Bitcoin ETF sono salite del 7,5% a 535.723 BTC, nonostante un calo di Bitcoin del 14,2%.
- I costi di custodia oscillano tra 4 e 15 punti base annui, con coperture assicurative comprese tra 200 e 750 milioni di dollari.
La SEC propone modifiche alle regole per la custodia crypto
Il 25 agosto la SEC ha formalmente sottoposto all’OIRA le sue proposte di aggiornamento della Custody Rule, la norma che stabilisce chi e come può custodire gli asset digitali per conto dei clienti. Secondo quanto riportato dalla SEC stessa, il provvedimento nasce dalle richieste arrivate da diversi consulenti di investimento, che negli anni hanno segnalato incertezza su come detenere crypto asset per i clienti restando in linea con gli obblighi normativi esistenti.
La stessa Commissione ha descritto l’obiettivo del testo come un chiarimento del quadro applicabile alla custodia di crypto asset per consulenti e società di investimento, insieme a una serie di aggiornamenti pensati per eliminare vincoli legati a norme datate che non servono più a proteggere gli investitori, viste le trasformazioni intervenute nei mercati e nelle prassi di negoziazione e custodia dei titoli.
Processo di invio e revisione normativa
L’OIRA, divisione dell’Office of Management and Budget, è l’ente che esamina ogni regolamento federale prima della sua pubblicazione ufficiale, in particolare quando viene classificato come “economicamente significativo”. È esattamente questa la categoria in cui rientra la proposta della SEC sulla custodia crypto, il che spiega perché il testo debba passare da un vaglio più ampio prima di arrivare al pubblico.
Ruolo della Casa Bianca e OIRA
La revisione arriva a poca distanza da un incontro alla Casa Bianca tra il presidente Donald J. Trump e alcuni dirigenti dell’industria crypto, un dettaglio che sottolinea quanto il dossier abbia assunto una rilevanza politica oltre che tecnica. Proprio perché classificata come regolamentazione economicamente significativa, la proposta è ora sotto esame della Casa Bianca. Un aspetto che pochi conoscono: fino al completamento della revisione OIRA, i commissari della SEC non possono votare né divulgare informazioni sul contenuto della proposta. Questo significa che, per ora, i dettagli concreti restano riservati.
Impatto atteso e tempi delle modifiche
Quando arriverà davvero il testo definitivo? La SEC prevede di pubblicare la proposta di regolamentazione entro ottobre 2026. Da quel momento, il pubblico avrà a disposizione un periodo minimo di 60 giorni per presentare osservazioni e commenti, un passaggio standard nelle procedure di rulemaking federale ma comunque un’attesa concreta per l’industria.
Vale la pena inquadrare questa mossa dentro un percorso più ampio. Sotto la guida del presidente Paul Atkins, definito dagli osservatori come una figura favorevole alle crypto, la SEC ha già pubblicato indicazioni che escludono le memecoin dalla definizione di titoli e ha chiarito quali attività di staking restano fuori dalla normativa sui securities. Solo la settimana precedente all’invio della proposta sulla custodia, l’agenzia aveva presentato “Regulation Crypto Assets”, descritta come un regime di offerta su misura pensato per favorire la raccolta di capitali proteggendo al tempo stesso gli investitori. Quel testo si appoggia a una guida pubblicata a marzo insieme alla Commodity Futures Trading Commission, che aveva chiarito come le leggi federali sui titoli si applichino agli asset digitali. Resta inoltre in sospeso l’annuncio di un’esenzione per l’innovazione, promessa da Atkins per accelerare l’arrivo di prodotti crypto tokenizzati su piattaforme decentralizzate, ma che non si è ancora concretizzata.
Certezza normativa e difficoltà di implementazione
Un punto va chiarito subito: questa proposta offre alcune indicazioni su cosa ci si aspetti da un custode, ma non garantisce alcuna certezza normativa immediata. Il testo non è ancora stato pubblicato e quindi non può essere applicato dagli operatori del settore. Prima che le modifiche possano entrare in vigore, servono un’analisi approfondita e un secondo voto della Commissione. Per questo motivo è probabile che l’industria dovrà attendere diversi anni prima che la conformità alle nuove regole diventi obbligatoria.
La domanda istituzionale nei Bitcoin ETF continua a crescere
Mentre la parte normativa procede a rilento, il mercato sembra già muoversi in anticipo. Le richieste presentate agli ETF mostrano che le istituzioni si stanno posizionando per un’esposizione più ampia alle crypto, anche in assenza di certezze regolatorie definitive sulla custodia.
Crescita delle partecipazioni istituzionali nonostante il calo del mercato
Nel secondo trimestre del 2026 le riserve istituzionali nei Bitcoin ETF sono salite del 7,5%, arrivando a 535.723 BTC, nonostante un calo del prezzo di Bitcoin del 14,2% nello stesso periodo. La quota di proprietà detenuta da soggetti istituzionali è salita a un massimo del 44,2%, contro il 38,4% precedente. Nel frattempo, le riserve totali degli ETF sono diminuite del 6,6%, scendendo a 1,21 milioni di BTC. Un contrasto che racconta molto: mentre gli investitori retail o altri operatori riducono la loro esposizione, le istituzioni la stanno aumentando.
Costi e sfide per la conformità nella custodia crypto
Andare oltre gli ETF introduce però un altro tipo di ostacolo, meno normativo e più economico. Le commissioni di custodia oscillano tra 4 e 15 punti base all’anno, mentre le coperture assicurative variano tra 200 e 750 milioni di dollari, un range pensato per offrire un certo livello di protezione al consulente. Numeri che, per i grandi player, possono essere assorbiti senza troppi problemi.
Per i consulenti più piccoli, invece, il discorso cambia. Sembra probabile che questi soggetti si trovino ad affrontare costi di conformità proporzionalmente più alti, un fattore che potrebbe rallentare l’adozione diffusa delle nuove regole SEC per la custodia crypto anche una volta che il testo definitivo sarà pubblicato. Solo le prossime dichiarazioni trimestrali diranno se le eventuali riforme riusciranno a estendere l’adozione oltre i fondi regolamentati già esistenti.
FAQ
A che punto sono le proposte di modifica della SEC alla regola sulla custodia crypto?
Il 25 agosto 2026 la SEC ha inviato all’OIRA le proposte di modifica alla Custody Rule, attualmente sotto revisione come regolamentazione economicamente significativa.
Quando il pubblico potrà commentare le modifiche proposte alla regola sulla custodia crypto?
La SEC prevede di pubblicare la proposta di regolamentazione entro ottobre 2026, con almeno 60 giorni riservati ai commenti del pubblico.
Le modifiche proposte offrono certezza normativa immediata ai custodi crypto?
No, le modifiche non garantiscono certezza normativa immediata: l’implementazione richiede ulteriori analisi, un secondo voto della SEC e potrebbe richiedere diversi anni.
Come è cambiata di recente la domanda istituzionale di Bitcoin ETF?
Le riserve istituzionali in Bitcoin ETF sono aumentate del 7,5% a 535.723 BTC nel secondo trimestre 2026, mentre la quota di proprietà istituzionale è salita dal 38,4% al 44,2%.
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