HomeCriptovaluteMiningFallimento Poolin Chapter 11: passività fino a 500 milioni di dollari

Fallimento Poolin Chapter 11: passività fino a 500 milioni di dollari

Il colosso del mining Bitcoin passa dai problemi di liquidità in sordina alle aule di un tribunale federale. Poolin Technology, uno dei più noti operatori di pool di mining per Bitcoin, ha aperto insieme a due società collegate una procedura che negli Stati Uniti prende il nome di Chapter 11, l’equivalente locale dell’amministrazione controllata. Il fallimento Poolin Chapter 11 è stato depositato il 22 luglio nel New Jersey, e i documenti giudiziari indicano passività stimate tra 100 milioni e 500 milioni di dollari, una cifra che colloca il caso tra i più rilevanti del settore mining crypto negli ultimi anni.

Punti chiave

  • Poolin Technology, Lonestar Taproot LLC e Lonestar Dream, Inc. hanno presentato istanza volontaria di Chapter 11 il 22 luglio nel tribunale fallimentare del New Jersey.
  • Le passività stimate vanno da 100 milioni a 500 milioni di dollari, contro asset stimati tra 1 e 10 milioni di dollari.
  • I creditori coinvolti sono stimati tra 10.001 e 25.000.
  • Le offerte qualificate per gli asset dei debitori scadono l’8 settembre, con un’eventuale asta il 10 settembre.
  • La riunione dei creditori è fissata per il 28 agosto, mentre l’udienza sulla vendita degli asset si terrà il 18 settembre.

Poolin e gli affiliati presentano istanza di fallimento Chapter 11

Secondo la pagina informativa del caso pubblicata da Verita Global, Poolin Technology PTE. LTD., Lonestar Taproot LLC e Lonestar Dream, Inc. hanno depositato petizioni volontarie il 22 luglio davanti al tribunale fallimentare statunitense per il distretto del New Jersey. I tre procedimenti sono amministrati congiuntamente sotto il caso guida di Poolin, numero 26-18325, davanti al giudice Eamonn J. O’Hagan. Lonestar Taproot ha ricevuto il numero di caso 26-18326, Lonestar Dream il 26-18327. Tutte e tre le società restano debitori in possesso mentre la procedura Chapter 11 prosegue.

Passività, beni e creditori stimati

La documentazione depositata da Poolin elenca beni stimati tra 1 milione e 10 milioni di dollari, a fronte di passività comprese tra 100 milioni e 500 milioni di dollari. Un divario enorme, che spiega perché il piano preveda una vendita asset Poolin come via principale per generare liquidità a favore dei creditori. La petizione stima tra 10.001 e 25.000 creditori coinvolti e afferma che sono previsti fondi da distribuire ai creditori chirografari, anche se l’importo effettivo dipenderà dall’esito della vendita.

Il calendario del processo: offerte, asta e udienze

I debitori hanno detto al tribunale di aver scelto il capitolo 11 fallimento per condurre una vendita ordinata, capace di preservare valore per creditori e altre parti interessate. Michael DuFrayne, chief restructuring officer delle società coinvolte, ha dichiarato in una deposizione dei primi giorni che la procedura sarebbe servita a perseguire la cessione degli asset dei debitori.

Il 17 agosto il tribunale fallimentare ha approvato le procedure di offerta che coprono praticamente tutti gli asset dei debitori, autorizzando Poolin e le affiliate a designare un offerente “stalking horse”. L’ordine fissa anche le regole per un’eventuale asta, il trattamento di contratti e locazioni, e la data dell’udienza sulla vendita proposta. Le offerte qualificate scadono l’8 settembre; se arrivano offerte concorrenti, l’asta si terrà il 10 settembre. L’udienza davanti al giudice O’Hagan, a Trenton, è fissata per il 18 settembre alle 11:00 ora locale.

Il processo di offerta riguarda gli asset detenuti da Poolin e dalle due affiliate statunitensi. Lonestar Dream aveva già completato in gran parte lo smantellamento delle operazioni nei propri siti di mining al momento del deposito, dopo aver interrotto i servizi per il cliente Elektron Energy e avviato la rimozione delle attrezzature Elektron dagli impianti. Una forza lavoro ridotta è stata mantenuta per proteggere siti e macchinari, sostenere la vendita degli asset e amministrare la procedura.

Lonestar Taproot, Lonestar Dream e l’addio di Bitmain

Lonestar Taproot possiede attrezzature e proprietà legate agli impianti di mining, incluse infrastrutture energetiche, edifici, migliorie e sottostazioni elettriche, secondo quanto riportato nella documentazione. La società aveva operato in precedenza come partnership con Lonestar Dream e il produttore di hardware Bitmain tra marzo 2022 e dicembre 2023.

Il ruolo delle due affiliate nel mining

Le carte del tribunale indicano che Bitmain contribuì con circa 34,4 milioni di dollari alla partnership e ricevette circa 24,1 milioni di dollari al momento del ritiro, dopo che l’accordo aveva registrato perdite significative. È un dettaglio che pesa nel quadro complessivo: mostra come le difficoltà di Poolin non nascano solo da problemi interni, ma si intreccino con un più ampio deterioramento dei rapporti industriali nel settore del mining Bitcoin, dove anche partner di primo piano come Bitmain hanno preferito uscire piuttosto che assorbire ulteriori perdite.

Non è la prima crisi per Poolin

I problemi finanziari di Poolin non nascono con questo deposito. Già a settembre 2022 l’azienda aveva sospeso i prelievi da PoolinWallet dopo una crisi di liquidità aggravata da un’ondata di richieste di prelievo.

La crisi liquidità del 2022 e i token IOU

Poolin annunciò allora l’emissione di sei token IOU che rappresentavano i saldi degli utenti in BTC, ETH, USDT, LTC, ZEC e DOGE, con rapporto 1:1. L’azienda dichiarò di valutare diverse strade per affrontare la carenza di liquidità, tra cui la ricerca di nuovi investimenti, operazioni di conversione del debito in equity e la vendita di asset. Un altro resoconto dell’epoca segnalava che erano stati bloccati prelievi, flash trade e trasferimenti interni tramite PoolinWallet, lasciando invece invariate le operazioni ordinarie di mining e i pagamenti diretti della pool.

Pressioni sul settore mining Bitcoin

La crisi liquidità crypto che ha colpito Poolin nel 2022 si inserisce oggi in un contesto industriale ancora fragile. Un’analisi di luglio ha rilevato che i miner pubblici hanno venduto Bitcoin a un ritmo record nel primo trimestre, con oltre 32.000 BTC ceduti mentre l’hashprice scendeva ai minimi post-halving. Lo stesso rapporto collocava l’hashprice nella fascia alta dei 20 dollari per petahash al giorno a metà 2026, sotto la soglia di pareggio di circa 35 dollari citata per le macchine di mining più datate.

Le procedure fallimentari continuano a emergere anche in altri angoli dell’infrastruttura crypto: a maggio la società quotata al Nasdaq Bitcoin Depot ha depositato istanza di Chapter 11 dopo aver messo offline la propria rete di ATM crypto, citando pressioni regolatorie e perdite finanziarie mentre si avviava verso la chiusura. Il quadro che emerge è quello di un settore in cui la pressione sui margini, unita a episodi di crisi di liquidità pregressa, può trasformarsi rapidamente in insolvenza formale davanti a un tribunale.

Sul fronte legale, Archer & Greiner, P.C. rappresenta i debitori nella procedura, con gli avvocati Stephen M. Packman, Alexander J. Andrews, Doug Leney e Natasha Songonuga tra i nomi indicati negli atti. Il tribunale ha inoltre approvato la nomina di DuFrayne LLC come crisis manager e di Michael DuFrayne come chief restructuring officer, mentre Verita Global agisce come consulente amministrativo. Tra i professionisti coinvolti figurano anche Oon & Bazul LLC, per le questioni di insolvenza a Singapore, e McCarn, Weir & Sherwood P.C. per le materie relative a petrolio, gas e risorse minerarie.

Per i creditori interessati a presentare domanda di ammissione al passivo, le richieste vanno inviate al Poolin Claims Processing Center gestito da KCC dba Verita Global a El Segundo, in California, tramite posta ordinaria o consegna a mano equivalente: fax e altri canali elettronici non sono accettati. La notifica modificata del Chapter 11, depositata il 5 agosto, non fissa ancora una scadenza generale per la presentazione delle domande di credito.

FAQ

Quali società hanno presentato istanza di fallimento insieme a Poolin Technology?

Lonestar Taproot LLC e Lonestar Dream, Inc. hanno depositato petizioni volontarie di Chapter 11 insieme a Poolin Technology.

Qual è l’intervallo stimato di passività e beni indicato nella richiesta di fallimento di Poolin?

Le passività di Poolin sono stimate tra 100 milioni e 500 milioni di dollari, mentre i beni sono stimati tra 1 milione e 10 milioni di dollari.

Quando scadono le offerte per gli asset di Poolin e quando è prevista l’asta?

Le offerte qualificate per gli asset dei debitori scadono l’8 settembre 2026, con un’asta programmata per il 10 settembre 2026 nel caso arrivino offerte concorrenti.

Quali difficoltà finanziarie aveva già affrontato Poolin prima del deposito del fallimento?

Nel 2022 Poolin aveva sospeso i prelievi dal proprio PoolinWallet a causa di problemi di liquidità, emettendo token IOU per rappresentare i saldi degli utenti.

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