Il London Stock Exchange porta la tokenizzazione azioni UK dentro l’infrastruttura finanziaria regolamentata, e lo fa con un partner che conosce bene il mondo crypto: Payward, la società madre di Kraken. L’accordo, annunciato martedì, prevede il trasferimento delle azioni delle 100 maggiori società quotate a Londra sulla piattaforma xStocks, con l’obiettivo di farle eventualmente confluire in un futuro mercato londinese attivo 24 ore su 24.
Summary
Cento titoli londinesi pronti a diventare token
Il primo blocco di azioni tokenizzate del Regno Unito sarà disponibile nelle prossime settimane. Ogni xStock resta garantito uno a uno dal titolo sottostante corrispondente, seguendo lo stesso schema già applicato ad altri mercati dalla piattaforma di Payward. I prodotti basati su blockchain possono essere scambiati ininterrottamente tramite gli exchange centralizzati che li supportano, trasferiti in wallet di self-custody e utilizzati all’interno di applicazioni onchain compatibili.
Gli investitori idonei in oltre 110 Paesi potranno accedere alle versioni tokenizzate delle società quotate a Londra. Resta però un’esclusione significativa: le azioni tokenizzate UK non sono ancora disponibili per gli investitori residenti nel Regno Unito, un paradosso che limita per ora la partecipazione del mercato domestico proprio mentre nasce il progetto.
L’operazione si inserisce in una strategia di espansione che Payward ha già avviato altrove. A luglio la società aveva stretto un accordo con il fornitore di infrastrutture finanziarie GTN per portare xStocks a Hong Kong, in vista di un successivo arrivo in Europa, Corea del Sud e altri mercati approvati. In quell’occasione la piattaforma aveva superato i 500 asset tokenizzati e i 37 miliardi di dollari di volume di transazioni. Il 18 agosto il totale aveva già toccato i 38 miliardi, mentre Kraken lanciava 7.000 azioni statunitensi per i clienti dello Spazio Economico Europeo tramite Payward Europe Digital Solutions (CY) Limited, società cipriota autorizzata secondo la normativa MiFID II.
Con i dati pubblicati insieme all’accordo con il London Stock Exchange, il volume complessivo di xStocks supera ora i 40 miliardi di dollari, con quasi 20 miliardi già regolati direttamente onchain e oltre 200.000 detentori registrati.
LSE 24 potrebbe diventare la casa regolamentata di xStocks
L’accordo va oltre la semplice distribuzione dei titoli tokenizzati attraverso la rete già esistente di Payward. Subordinatamente all’approvazione regolatoria, il London Stock Exchange intende quotare xStocks e supportarne il trading su LSE 24, la piattaforma di negoziazione continua annunciata di recente. Il progetto dovrebbe estendersi in futuro a titoli tokenizzati provenienti da Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito e Hong Kong, con la possibilità di aggiungere altre classi di asset man mano che il framework si sviluppa.
Il London Stock Exchange aveva già preso in considerazione un mercato notturno separato, previsto per la prima metà del 2027, pensato per offrire prodotti collegati ai listini britannico e statunitense. La CEO Julia Hoggett aveva sottolineato l’interesse dei trader retail nell’usare il fuso orario londinese per ottenere esposizione sia ad asset britannici che internazionali. L’intesa con Payward aggiunge ora i titoli tokenizzati a quei piani, anche se la loro quotazione resta condizionata al via libera dei regolatori.
Arjun Sethi, co-CEO di Payward, ha descritto l’operazione come un incontro tra finanza regolamentata e infrastrutture blockchain: “Per anni si è pensato che crypto e finanza tradizionale fossero destinate a scontrarsi, con una delle due costretta a perdere. Non è mai stata la vera storia.” Hoggett ha invece mantenuto un approccio più prudente, spiegando che la tokenizzazione “deve svilupparsi in un modo che preservi la fiducia, i diritti e il ruolo dei mercati regolamentati”.
Perché conta: verso token azionari nativi
Una parte separata dell’intesa potrebbe portare le due aziende oltre le semplici rappresentazioni blockchain di azioni emesse in modo convenzionale. Payward e il London Stock Exchange esploreranno l’emissione di token azionari nativi LSE, che permetterebbero ai membri dell’exchange di emettere e gestire azioni direttamente onchain, con diritti equivalenti a quelli delle azioni tradizionali.
Si tratterebbe di un salto rispetto all’attuale struttura di xStocks, dove i token vengono emessi a fronte di titoli detenuti tramite il framework di custodia sottostante del prodotto. Se realizzata, questa evoluzione spostrebbe l’emissione stessa dei titoli sull’infrastruttura blockchain, non solo la loro rappresentazione secondaria.
Questo è il punto che rende l’accordo diverso da altre iniziative simili nel settore: non si limita a portare copie tokenizzate di azioni già esistenti sul mercato, ma apre la porta a un modello in cui l’exchange stesso diventa emittente onchain. È una distinzione che il mercato osserva con attenzione, perché sposta il baricentro dalla semplice replica digitale verso l’infrastruttura di emissione primaria.
Collaterale, margin trading e un contesto di mercato in accelerazione
Payward ha già ampliato gli usi di xStocks oltre il semplice trading. A luglio Kraken ha iniziato a permettere ai clienti fuori dagli Stati Uniti di utilizzare alcuni xStocks come collaterale per futures e margin trading su Kraken Pro. Al lancio erano accettati dieci asset, tra cui le versioni tokenizzate di Apple, Nvidia, Tesla, Strategy, Robinhood, Alphabet e diversi ETF importanti. Il collaterale per i futures è stato reso disponibile anche ai clienti dello Spazio Economico Europeo, mentre quello per il margin trading ha escluso proprio l’area EEA.
Kraken applica scarti di garanzia differenziati in base all’asset: i prodotti a mercato ampio come gli xStocks su SPY e QQQ hanno ricevuto uno scarto del 10% al lancio, mentre diverse azioni singole hanno subito scarti del 20%, con sconti maggiori per i titoli più volatili.
Il contesto in cui arriva l’accordo con il London Stock Exchange è quello di un settore in forte accelerazione. Il volume di trasferimento delle azioni tokenizzate è salito del 415% in 30 giorni, arrivando a 29,5 miliardi di dollari secondo i dati di RWA.xyz.
Le azioni del London Stock Exchange Group sono scese di circa il 2% nelle prime contrattazioni londinesi di martedì, un movimento che riflette probabilmente la cautela del mercato di fronte a un’operazione ancora priva di date di lancio precise sia per LSE 24 sia per i token azionari nativi. Payward e il London Stock Exchange non hanno fornito una scadenza specifica per l’arrivo dei primi xStocks britannici, limitandosi a indicare le prossime settimane, e lo stesso vale per l’ipotesi di emissione nativa onchain, che resta per ora un’area da esplorare piuttosto che un progetto con tempistiche definite.
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