Google lo aveva fatto tra il 2003 e il 2007, comprando pezzo dopo pezzo l’infrastruttura che avrebbe dominato Internet per due decenni. Oggi Stripe sembra seguire lo stesso copione, ma con una variabile in più: le crypto. L’acquisizione Bridge da Stripe, chiusa nel febbraio 2025 per 1,1 miliardi di dollari, è stata il primo passo di una serie di operazioni miliardarie che ha portato l’azienda dei pagamenti a costruire in parallelo l’infrastruttura per il commercio tradizionale e quella per l’economia dell’intelligenza artificiale.
Summary
Punti chiave
- Stripe ha acquisito Bridge per 1,1 miliardi di dollari a febbraio 2025, il suo più grande accordo di sempre fino a quel momento.
- Dopo l’integrazione di Bridge, il volume delle transazioni in stablecoin gestito da Stripe è quadruplicato.
- Sono seguite le acquisizioni di Metronome (circa 1 miliardo di dollari, inizio 2026) e OpenRouter (7-8 miliardi di dollari, agosto 2026).
- Stripe e Advent International avevano proposto un’offerta congiunta per PayPal da oltre 53 miliardi di dollari, poi ritirata a fine agosto 2026.
- I volumi di pagamento in stablecoin sulla piattaforma sono quasi raddoppiati a circa 400 miliardi di dollari nel 2025.
La strategia di acquisizioni di Stripe ricalca quella di Google
Tra il 2003 e il 2007 Google costruì la propria egemonia comprando aziende che coprivano interi segmenti strategici: DoubleClick per la pubblicità display, Android per il mobile, YouTube per i video, oltre alla tecnologia che sarebbe diventata Google Earth. Quel quadriennio di dealmaking è ancora oggi tra le ragioni per cui Alphabet occupa una posizione dominante nell’economia digitale globale.
Stripe pare muoversi secondo la stessa logica, ma applicata ai pagamenti e all’intelligenza artificiale. Negli ultimi due anni l’azienda ha messo insieme un portafoglio di acquisizioni che copre infrastrutture per le stablecoin, sistemi di instradamento dei carichi AI e piattaforme di fatturazione basata sull’uso, mentre nel frattempo ha anche tentato — senza successo — un’offerta da 53 miliardi di dollari per PayPal. L’obiettivo dichiarato è controllare l’infrastruttura economica sia del commercio tradizionale sia dell’economia AI emergente.
Le acquisizioni chiave e il loro ruolo nell’ecosistema Stripe
Ogni operazione risponde a una necessità precisa, e messe in fila raccontano una strategia coerente più che una serie di scommesse isolate.
Bridge, la piattaforma per orchestrare le stablecoin
L’acquisto Bridge da Stripe ha aperto la sequenza a febbraio 2025 con un assegno da 1,1 miliardi di dollari, allora il maggiore accordo mai concluso dall’azienda. Bridge ha dato a Stripe la capacità di muovere stablecoin tra diverse blockchain e valute per clienti enterprise, e la scommessa ha ripagato quasi subito: dopo l’integrazione, il volume gestito da Bridge è quadruplicato. È un dato che pesa, perché dimostra che quando Stripe investe in Bridge non lo fa solo per acquisire tecnologia, ma per attivare crescita reale sulla propria piattaforma.
Metronome, la fatturazione a consumo per l’era dell’AI
A inizio 2026 è arrivata Metronome, piattaforma di fatturazione basata sull’uso acquisita per circa 1 miliardo di dollari. La logica è direttamente legata all’intelligenza artificiale: sempre più aziende pagano il calcolo per token o per chiamata API invece che con abbonamenti a tariffa fissa, e Stripe aveva bisogno di un’infrastruttura capace di misurare i consumi in tempo reale. Metronome era stata costruita esattamente per questo scopo.
OpenRouter, il motore di instradamento dei carichi AI
La mossa più pesante è arrivata ad agosto 2026, quando Stripe ha annunciato l’acquisizione di OpenRouter per una cifra stimata tra 7 e 8 miliardi di dollari. OpenRouter processa oltre 10 mila miliardi di token al giorno, instradando i carichi di lavoro AI tra diversi modelli linguistici di grandi dimensioni. È l’operazione più costosa e, per complessità, quella che metterà più alla prova le capacità di integrazione dell’azienda.
L’offerta abbandonata per PayPal
C’è anche il capitolo della trattativa che non si è concluso. A luglio 2026 Stripe si è alleata con Advent International per un’offerta congiunta su PayPal, valutata oltre 53 miliardi di dollari. Il tentativo è stato però abbandonato entro la fine di agosto. Il ritiro suggerisce che l’ambizione di Stripe, per quanto vasta, incontra comunque dei limiti quando l’operazione diventa troppo grande o troppo complessa da gestire.
L’influenza crescente di Stripe nei pagamenti stablecoin e nell’innovazione blockchain
La storia crypto di Stripe non è teorica: i numeri lo confermano. I volumi di pagamento in stablecoin sulla piattaforma sono quasi raddoppiati, arrivando a circa 400 miliardi di dollari nel 2025, con il 60% delle transazioni avvenute tra aziende piuttosto che tra consumatori. È un dettaglio che conta parecchio per capire dove sta andando davvero questa fetta di mercato: non è la spesa quotidiana del singolo utente a spingere la crescita, ma i pagamenti B2B, spesso legati a trasferimenti internazionali o a regolamenti tra imprese.
Dopo aver integrato lo strato di orchestrazione di Bridge, Stripe è riuscita a offrire alle aziende un modo per inviare, ricevere e regolare pagamenti in stablecoin senza dover gestire direttamente la complessità della blockchain sottostante. Questo è probabilmente il motivo per cui l’acquisizione Bridge da Stripe viene considerata, a distanza di oltre un anno, uno degli affari meglio riusciti dell’intera spree.
Stripe è andata oltre, lanciando una propria blockchain dedicata ai pagamenti chiamata Tempo. Per un’azienda valutata 159 miliardi di dollari a febbraio 2026, con 1.900 miliardi di dollari di volume totale dei pagamenti nel 2025, non si tratta di un progetto collaterale: è un pilastro strategico a tutti gli effetti.
Sfide di integrazione e ambizioni strategiche in AI e infrastrutture commerciali
Google non comprò aziende a caso tra il 2003 e il 2007: acquistò strati infrastrutturali capaci di blindare la propria posizione in intere categorie di mercato. DoubleClick ha dato la spina dorsale per la pubblicità display, YouTube il video, Android il mobile. Le acquisizioni di Stripe seguono la stessa logica applicata a un settore diverso: Bridge riempie il vuoto sulle stablecoin, Metronome quello sulla fatturazione AI, OpenRouter quello sull’instradamento dei modelli linguistici.
Ma la storia di Google insegna anche che non tutte le integrazioni riescono. Motorola Mobility, comprata per 12,5 miliardi di dollari nel 2012, fu rivenduta due anni dopo a Lenovo con una perdita pesante. La sfida per Stripe sarà proprio questa: cucire insieme binari per le stablecoin, instradamento AI e fatturazione a consumo dentro un’unica piattaforma coerente, senza che i pezzi restino isolati tra loro.
Il fatto che il volume di Bridge sia quadruplicato dopo l’acquisizione è un segnale incoraggiante sulla capacità di Stripe di eseguire integrazioni complesse. Ma OpenRouter, con i suoi 7-8 miliardi di dollari di valutazione, rappresenta una scommessa molto più grande e molto più difficile da assorbire. Se Stripe riuscirà a ripetere con OpenRouter quanto fatto con Bridge, l’azienda avrà davvero costruito — proprio come fece Google vent’anni fa — l’infrastruttura di riferimento per la prossima fase dell’economia digitale, quella dominata dai pagamenti programmabili e dai modelli AI a consumo.
FAQ
Quali aziende ha acquisito Stripe durante la sua recente ondata di acquisizioni?
Stripe ha acquisito Bridge per 1,1 miliardi di dollari a febbraio 2025, Metronome per circa 1 miliardo di dollari a inizio 2026 e OpenRouter per una cifra stimata tra 7 e 8 miliardi di dollari ad agosto 2026.
Che impatto ha avuto l’acquisizione di Bridge sul volume delle stablecoin di Stripe?
Dopo l’acquisizione di Bridge, il volume delle stablecoin gestito da Stripe è quadruplicato, segnale di una crescita significativa nell’utilizzo della piattaforma.
Stripe è riuscita ad acquisire PayPal con l’offerta congiunta con Advent International?
No. Stripe e Advent International hanno presentato un’offerta congiunta per PayPal valutata oltre 53 miliardi di dollari a luglio 2026, ma hanno abbandonato il tentativo entro la fine di agosto 2026.
Qual è l’obiettivo strategico di Stripe con queste acquisizioni?
Stripe punta a controllare l’infrastruttura sia per il commercio tradizionale sia per l’economia AI emergente attraverso questa serie di acquisizioni.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

