Bioeconomy Strategy: the meetup between research, technology and biobased resources

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New sustainable strategies that transform the environmental problem into an opportunity

One of the undisputed themes of the moment is the bioeconomy: the economy based on sustainable use in the production processes of renewable biological resources.

In other words, the bioeconomy is a concept of transformation of the entire economy which sees trash and waste no longer as a problem but as resources and therefore new opportunities. To realize this concept, it is necessary to use bio-based resources or biomass in the production process, treating them with sustainable technologies, based on new research findings.

The bioeconomy, in fact, essentially involves three factors: research and development for the design of new sustainable technologies; the use of these technologies during production or industrial processes; the use of biobased materials.

In Europe, the bioeconomy strategy was launched and adopted starting from 2012 and updated and refined over the years to date. The main purpose of this European strategy is precisely to optimize the political approaches of the member countries in all sectors of the bioeconomy involved, through sustainable finance (from agriculture to the industrial and tertiary sectors).

The latest 2018 update aims to accelerate the implementation of a sustainable European bioeconomy by responding to the new priorities of society.

As reported, here is how the new action plan works:

The update proposes a three-tiered action plan to:

  • Strengthen and scale up the bio-based sectors, unlock investments and markets;
  • Deploy local bioeconomies rapidly across the whole of Europe;
  • Understand the ecological boundaries of the bioeconomy.

 

 

Countries such as Portugal, France, Ireland, Italy, Germany, Austria, Finland, Latvia and United Kingdom have already implemented a national Bioeconomy Strategy.

In essence, encouraging the adoption of bio-based products in strategic sectors such as the automotive industry, packaging, coatings, the cosmetics industry, energy, fertilizers, textile and pharmaceutical products, will create a sustainable bioeconomy that will reduce environmental impact both in Europe and in the world.

Circular Bioeconomy for the plastic market

The fusion of bioeconomy technologies and circular economy systems is also the solution to the problem of plastic pollution and the main reason for the birth of the EarthBi project.

Earthbi bioeconomy strategy

The alternatives to conventional plastics are the biggest challenges of the moment to free this constantly growing market from the use of oil. The UNEP (United Nations Environment Program) report highlights the importance of biomass-based plastics as a solution to current global pollution.

The bioeconomy in the plastic market encourages companies to improve the circularity of bioplastic products, including the use of biobased raw materials, thus implementing the circular bioeconomy.

In fact, by using a biodegradable and compostable bioplastic based on biomass, companies become eco-sustainable, eliminating the impact of plastic pollution. Not only that, the continuous scientific research on this material is increasingly refining the bioplastic, adapting it to any production process, so that companies can simply replace the raw material and continue to manufacture their products without having to change methods and installations.

EarthBi bioplastic is part of this new, emerging and sustainable market. During the biodegradation process, the polylactic acid or PLA on which this bioplastic is based allows, under certain conditions, to compost the material in CO2, water and biomass. This is because, substantially, PLA is the result of the polymerization of lactic acid found in starch and sugar.

The patented production processes of EarthBi also make it possible to refine its bioplastic, adapting it to the production processes of companies that deal with different sectors such as packaging, cosmetics, textiles, toys, cars …

Unlike traditional plastic, the use of bioplastics does not utilize fossil fuels, reducing the emission of gas into the atmosphere.

Ultimately, EarthBi is in perfect harmony with the current update of the Bioeconomy Strategy, which in this context aims to improve the recyclability of biobased products, as well as to enhance the efficiency of the collection, selection and conversion systems for biological waste and residues.

 

EarthBi: https://earthbi.io 


Leggi l’articolo in italiano:

 

Bioeconomy Strategy: l’incontro tra ricerca, tecnologia e risorse biobased

Le nuove strategie sostenibili che trasformano il problema ambientale in opportunità

Uno dei temi indiscussi del momento è la bioeconomia: l’economia basata sull’utilizzo sostenibile delle risorse rinnovabili biologiche nei processi produttivi.

In altre parole, la bioeconomia è un concetto di trasformazione dell’intera economia che vede nei rifiuti e negli sprechi non più un problema ma risorse e quindi nuove opportunità. Per concretizzare questo concetto è necessario impiegare nel processo produttivo risorse a base biologica o biomassa trattandole con delle tecnologie sostenibili, risultate dalla ricerca.

La bioeconomia, infatti, coinvolge essenzialmente tre fattori: ricerca e sviluppo per la progettazione di nuove tecnologie sostenibili; l’utilizzo di queste tecnologie durante i processi di produzione o industriali; l’impiego di materiali biobased.

In Europa, la strategia per la bioeconomia è stata lanciata e adottata a partire dal 2012 e aggiornata e perfezionata nel corso degli anni fino ad oggi. Lo scopo principale di questa strategia europea è proprio quello di ottimizzare gli approcci politici dei Paesi membri in tutti i settori della bioeconomia coinvolti, attraverso la finanza sostenibile  (dall’agricoltura all’industriale al terziario).

L’ultimo aggiornamento del 2018 mira ad accelerare l’implementazione di una bioeconomia europea sostenibile rispondendo alle nuove priorità della società.

Secondo quanto riportato, ecco come funziona il nuovo piano d’azione:

L’aggiornamento propone un piano d’azione a tre livelli per:

  • Rafforzare e ampliare i settori bio-based, sbloccare investimenti e mercati
  • Distribuire rapidamente le bioeconomia locale in tutta Europa
  • Comprendere i confini ecologici della bioeconomia

Paesi come Portogallo, Francia, Irlanda, Italia, Germania, Austria, Finlandia, Lettonia e Regno Unito hanno già attuato una Bioeconomy Strategy a livello nazionale.

In sostanza, incentivare l’adozione di prodotti a base biologica in settori strategici come: industria automobilistica, imballaggio, rivestimenti, industria cosmetica, energia, fertilizzanti, prodotti tessili e farmaceutici, creerà una bioeconomia sostenibile che ridurrà l’impatto ambientale sia in Europa che nel mondo.

La Bioeconomy circolare per il mercato della plastica

La fusione tra le tecnologie della bioeconomia e i sistemi dell’economia circolare è la soluzione anche per il problema dell’inquinamento causato da plastica, motivazione principale della nascita del progetto EarthBi.

Earthbi bioeconomy strategy

Le alternative alla plastica convenzionale sono le maggiori sfide del momento per liberare dall’utilizzo del petrolio questo mercato in continua crescita. Il report dell’UNEP (United Nations Environment Programme) esalta proprio l’importanza delle plastiche a base di biomassa come soluzione all’inquinamento globale attuale.

La bioeconomia nel mercato della plastica incentiva le aziende a migliorare la circolarità dei prodotti in bioplastica, includendo l’utilizzo di materie prime biobased, attuando così la bioeconomia circolare.

Utilizzando, infatti, una bioplastica biodegradabile e compostabile, basata su biomassa, le aziende diventano ecosostenibili, eliminando l’impatto dell’inquinamento causato da plastica. Non solo, le continue ricerche scientifiche su tale materiale stanno sempre più raffinando la bioplastica, adattandola a qualsiasi processo di produzione, in modo che le aziende possano semplicemente sostituire la materia prima e continuare a fabbricare i loro prodotti senza dover cambiare metodi e impianti.

La bioplastica EarthBi rientra in questo nuovo, emergente e sostenibile mercato. Durante il processo di biodegradazione, l’acido polilattico o PLA su cui si basa tale bioplastica permette in determinate condizioni di compostare il materiale in CO2, acqua e biomassa. Questo perché, sostanzialmente, il PLA è il risultato della polimerizzazione dell’acido lattico che si trova nell’amido e nello zucchero.

I processi produttivi brevettati di EarthBi, permettono inoltre di poter raffinare la sua bioplastica adeguandola ai processi produttivi di aziende che si occupano di diversi settori come imballaggi, cosmetica, tessile, giocattoli, automobili…

A differenza della plastica tradizionale, l’utilizzo della bioplastica non impiega combustibili fossili, riducendo l’emissione di gas nell’atmosfera.

In definitiva, EarthBi è in perfetta sintonia con l’attuale aggiornamento della Bioeconomy Strategy che in questo ambito mira a migliorare la riciclabilità dei prodotti biobased, nonché potenziare l’efficienza delle tecnologie di raccolta, selezione e conversione dei sistemi per i rifiuti e i residui biologici.

 

EarthBi: https://earthbi.io 

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