Il Financial Stability Board del Cile (CEF) è un ente governativo coordinato direttamente dal Ministero delle Finanze cileno, creato nel 2011 per garantire l’integrità e la solidità del sistema finanziario.

Recentemente ha affermato esplicitamente di non ritenere le criptovalute una minaccia per l’economia.

Ultimamente in Cile le criptovalute, e in particolare bitcoin, si sono diffuse parecchio,tanto che anche il governo cileno si è interessato al fenomeno, incaricando il CEF di esaminare quale eventuali rischi ci sarebbero potuti essere per l’economia cilena qualora il mercato delle criptovalute fosse cresciuto e si fosse sviluppato.

Molte banche in questo periodo hanno chiuso i conti collegati agli exchange di criptovalute, perché si presume avessero istruzioni di non consentire l’apertura di conti utilizzati per la compravendita di criptovalute.

Secondo NewsBTC, il rapporto fornito dal CEF, invece, afferma che queste attività digitali ad oggi non rappresentano una minaccia per la stabilità finanziaria del mercato cileno.

Tuttavia, avverte che chi investe in questi asset si trova a dover affrontare rischi molto elevati a causa della loro elevata volatilità, di truffe e hacking.

Il documento sostiene anche che il fatto di non essere supportate da attività tradizionali, o da banche centrali, costituisce di per sé un rischio.

Il CEF inoltre ribadisce che gli exchange devono rispettare le norme vigenti in materia di attività finanziarie, in particolare le leggi contro i crimini fiscali, il riciclaggio di denaro e il terrorismo finanziario.

Dall’altro lato però qualche giorno fa il Governatore della Banca Centrale del Cile, Mario Marcel, aveva affermato che la sua istituzione non aveva potere per regolamentare le criptovalute, auspicando la creazione di leggi ad hoc per questo settore.

Infatti, la tensione tra il settore bancario cileno ed il mondo delle criptovalute rimane elevata.

Se le attività digitali non rappresentano una minaccia per l’economia in generale, in Cile vengono comunque viste come una minaccia per le istituzioni finanziarie tradizionali. Insomma, questa partita non è ancora chiusa.

Un discorso a parte, invece, vale per la blockchain, una tecnologia che pare raccogliere parecchio consenso tra le autorità governative cilene.

Infatti, lo stesso CEF sostiene che questa tecnologia può “contribuire all’efficienza dei mercati e aumentare la concorrenza“, e non è da escludere che anche lo stesso sistema finanziario tradizionale cileno, che pare in conflitto con la tecnologia delle criptovalute, scelga invece di adottare tecnologie basate su blockchain per rimettersi al passo con i tempi.