Secondo un rapporto Diar, le società di analisi delle blockchain hanno ricevuto 28,8 milioni di dollari dalle agenzie governative statunitensi con l’obiettivo principale di spiare i crypto user.

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Secondo il rapporto, “la tecnica è utilizzata principalmente da istituzioni finanziarie e banche per rispettare le norme antiriciclaggio (AML) e Know-your-customer (KYC)“.

Un altro uso per l’analisi delle blockchain citato nel documento è quello “per identificare attività illegali e tentare di collegare le identità a indirizzi bitcoin pseudo anonimi“.

La ricerca Diar dei registri pubblici riferisce che “le agenzie governative hanno inserito ordini di acquisto e contratti con società di analisi delle blockchain per un totale di 5,7 milioni di dollari fino ad oggi“.

Inoltre, non dovrebbe sorprendere che l’IRS sia l’agenzia governativa che ha speso più soldi finora, rappresentando il 38% del totale.

Dall’inizio dell’anno, nota Diar, l’importo pagato dalle agenzie governative alle società di analisi delle blockchain è più che triplicato.

La stragrande maggioranza degli accordi istituzionali hanno usato Chainalysis. Il più grande affare che l’azienda ha firmato finora è di 1,6 milioni di dollari con l’IRS, mentre l’importo totale di tutti i contratti è di 5,3 milioni di dollari.

Lo pseudo-anonimato delle criptovalute lascia tracce che vengono memorizzate per sempre sulla blockchain e spesso possono essere seguite fino ad un exchange o in qualche altro indirizzo compatibile KYC/AML per scoprire l’identità di un utente.

L’ammontare della spesa nell’analisi delle blockchain probabilmente distruggerà la nozione popolare che le cryptovalute siano anonime, a lungo andare.