L’indice volatilità bitcoin negli ultimi 10 anni ha fatto passi da gigante, specie se consideriamo la potenzialità di BTC di diventare un metodo di pagamento globale.

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Alla vigilia della notte di Halloween di dieci anni fa, il 31 ottobre 2008, uno sconosciuto signore chiamato Satoshi Nakamoto pubblicò online il suo whitepaper intitolato “Bitcoin: un sistema di pagamento elettronico peer-to-peer”. Oggi, a distanza di 10 anni, l’identità dell’inventore rimane ancora sconosciuta, e probabilmente lo sarà per sempre, ma sappiamo molto di più di bitcoin ed il termine criptovaluta è oramai entrato nel gergo comune.

Se nei mesi scorsi la percezione delle persone nei confronti di bitcoin, così come del resto delle criptovalute, era condizionata dall’elevata volatilità dei prezzi, oggi questo rischio sembra essersi volatilizzato.

Per il terzo mese consecutivo, il settore accusa una chiusura inferiore ed una volatilità crollata all’1,5% su base giornaliera.

Se consideriamo che per tutto il primo trimestre di quest’anno l’indice volatilità bitcoin su media giornaliera era superiore al 5%, dobbiamo prendere atto che quello attuale è un mercato decisamente diverso da come eravamo abituati fino a poche settimane fa e inizia a mancare l’adrenalina accumulata nei sali-scendi dei mesi scorsi.

Non si comprendono appieno le ragioni di questa trasformazione del mercato. In un recente intervista a Bloomberg, David Tawil – co-fondatore e Presidente di Maglan Capital, hedge fund di New York che gestisce oltre 15 miliardi di dollari – ha affermato che “il crollo della volatilità rispecchia una maturità del settore, permettendo una migliore valutazione dell’asset. Questo non vuol dire investimenti minori per l’infrastruttura crittografica”, infatti, ha continuato Tawil, “i frutti inizieranno a manifestarsi presto”.

Fonte: https://it.tradingview.com/symbols/BTCUSD/

Bitcoin (BTC)

I prezzi continuano a rimanere sotto la soglia dei 6400 dollari, condizione non favorevole ai Tori che preferiscono continuare a rimanere emarginati.

Il trend mensile può essere definito sia laterale che ribassista, ma di certo non rialzista. Per avere qualche segnale positivo è necessario il recupero dei 6750-6800 dollari.

Al contrario, affondi sotto i 6200 e 6000 dollari farebbero nuovamente suonare gli allarmi di un imminente attacco dei ribassisti.

Fonte: https://it.tradingview.com/symbols/ETHUSD/

Ethereum (ETH)

A distanza di 24 ore diventa difficile trovare le differenze con il grafico di ieri. Il grafico delle ultime ore ha registrato solo una scossa nel pomeriggio di ieri con prezzi che da 194 hanno provato l’allungo sopra i 201 dollari.

Ma sono bastati pochi minuti per rientrare nella normalità, e questa mattina ritroviamo i prezzi allo stesso livello di dove li avevamo lasciati ieri poco sotto i $200, area tecnica e psicologica.        

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Federico Izzi
Analista finanziario e #trader indipendente – Socio S.I.A.T. & Assob.it. Opera attivamente sui mercati azionari e dei derivati (futures ed opzioni) dal 1997. Precursore dell’analisi ciclica-volumetrica è noto per aver individuato i più importanti movimenti al rialzo ed al ribasso sui mercati finanziari degli ultimi anni. Partecipa annualmente come relatore all’ ITForum di Rimini dall’edizione del 2010 ed InvestingRoma e Napoli dalla prima edizione del 2015. Interviene come ospite ed esperto dei mercati durante le trasmissioni “Trading Room” e “Market Driver” di Class CNBC, Borsa Diretta.tv e nel TG serale di Traderlink. Da luglio 2017 è ospite fisso su LeFonti.TV nell’unico spazio nazionale settimanale dedicato alle criptovalute insieme ai più importanti esperti internazionali del settore. Da maggio 2017 è ufficialmente analista tecnico di BigBit. Periodicamente pubblica articoli su ITForum News, Sole24Ore, TrendOnLine, Wall Street Italia. E’ stato intervistato in qualità di esperto di #criptovalute per: Forbes Italia, Panorama, StartupItalia, DonnaModerna. E’ stato riconosciuto come primo analista tecnico italiano ad aver pubblicato la prima analisi ciclica secolare sul #Bitcoin. Federico Izzi è… Zio Romolo