Tyler Cowen, noto economista statunitense e docente di economia alla George Mason University ed editorialista economico per il New York Times, ha pubblicato un editoriale su Bloomberg in cui parla anche del mercato crypto e del crollo del prezzo di bitcoin.

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Secondo Cowen, il crollo dei prezzi potrebbe essere vantaggioso per il mercato delle criptovalute, perché potrebbe contribuire a creare un mercato ancora più grande in futuro.

Il parallelismo è quello con la bolla del diciannovesimo delle scorte ferroviarie e quella delle dotcom del 2000: in entrambi questi eventi c’erano alcuni palesi aspetti negativi, ma con molti aspetti positivi, tanto che dopo lo scoppio della bolla speculativa,i prezzi sono tornati a crescere superando poi anche i picchi raggiunti durante la bolla stessa.

“Le azioni di Internet sono crollate nel crash delle dot-com del 2000-2002, ma questo ha a sua volta spazzato via le aziende cattive e aperto la strada alla successiva rivoluzione tecnologica, compresa l’ascesa di Amazon e Google”.

Sebbene questo non sia sufficiente per credere che la stessa cosa debba necessariamente accadere anche al mercato crypto, Cowen sottolinea che questo consente di affermare che un crollo dei prezzi non significa necessariamente la fine di una tecnologia o della sua rilevanza.

Inoltre ha sottolineato che la facilità di ingresso nel mercato di fatto a qualsiasi tipo di idea, grazie alle ICO, non ha aiutato questo mercato, perché ha generato un afflusso di idee-spazzatura che non hanno fatto certo bene.

D’altro canto però il crollo dei prezzi ha poi riportato il focus su come rendere concretamente le criptovalute più utili e rilevanti, proteggendo al tempo stesso i fondi degli investitori.

Ora siamo al punto in cui le crypto devono finalmente dimostrare il loro vero valore sociale, utilizzi concreti della crittografia come mezzi di micropagamento o per verificare l’identità.

Insomma, qualcosa in grado di innovare globalmente e realmente processi di rilevanza sociale che possano lanciarle sui mercati mainstream.

Cowen conclude dicendo che, a suo modo di vedere, Bitcoin si trova di fronte al suo “do or die moment”, ovvero il momento in cui può fare vedere di cosa è realmente capace, e decollare, oppure accasciarsi stancamente qualora non fosse in grado di farlo.

“Sono moderatamente ottimista, ma è tempo di salire su o stare zitto. Speriamo che questo “do or die” attirerà ancora una volta il meglio dell’imprenditoria”.