“Siamo alla soglia dell’Internet 3.0” dichiara Asiff Hirji, Presidente e Direttore operativo (COO) dell’exchange crypto Coinbase, alla conferenza Money2020 negli Stati Uniti, in riferimento alla blockchain.

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Poi prosegue:

“Siamo passati dal calcolo su mainframe al calcolo distribuito e abbiamo creato molto valore e fantastiche aziende. Poi, siamo passati dal calcolo distribuito al cloud su mobile, un’altra ondata di innovazione, un’altra ondata di grandi aziende che si sono formate. Adesso stiamo creando il web decentralizzato.”

Secondo Hirji, l’ascesa del web decentralizzato porterà alla soluzione di due problemi del mondo online di oggi: la privacy e i soldi.

Infatti, il business model prevalente dell’internet odierno sta nel praticare data mining sugli utenti di un servizio offerto gratuitamente.

Questi dati diventano il prodotto che vendi per pubblicità e “Non dev’essere così” precisa Hirji.

Cos’è il web decentralizzato?

Il web 2.0, quello odierno, si è evoluto in maniera particolarmente centralizzata ed è prevalentemente basata su grandi data center a cui si connettono milioni di utenti di tutto il mondo. Questi data center sono gestiti da grandi aziende che hanno accesso a tutti i dati dei loro utenti.

Mentre aziende come Google e Facebook potrebbero decidere di cessare il servizio o vendere i dati dei propri utenti (cosa che avviene), il web 3.0 cerca di risolvere questi problemi con la decentralizzazione.

L’idea dell’internet 3.0 non è nuova, ma la blockchain ha portato nuovi sviluppi nel settore. In questa rete, i dati sono sparsi tra i vari nodi e ben crittografati. Chi gestisce un nodo non ha sempre accesso ai dati contenuti sul suo hardware.

Inoltre, su un nodo si trova ogni genere di dato ed è molto più difficile capire quale genere di contenuto l’utente sta visionando visto che non basta prendere nota dell’IP con il quale si connette.

La ridondanza e la rottura dell’associazione di indirizzi IP ai contenuti ha ulteriori conseguenze. Infatti, è molto più difficile censurare del contenuto hostato in questo modo perché non c’è un singolo server, dominio o IP al quale è possibile impedire l’accesso.

Il contenuto si troverebbe su multipli nodi, per cui se un nodo dovesse essere fisicamente rimosso nel tentativo di censurare del contenuto, resterebbero nodi multipli che contengono lo stesso contenuto.

Uno dei protocolli più promettenti che potrebbe essere alla base del web 3.0 è IPFS, alla base di dTube, OpenBazaar e molte altre applicazioni che anticipano l’arrivo del nuovo internet.