Una delle conseguenze meno prevedibili del crollo del prezzo di Bitcoin è stato l’aumento delle ricerche su Google.

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Secondo Google Trends, infatti, proprio a partire dalla settimana del crollo, le ricerche della parola bitcoin sono tornate a crescere.

A partire dal picco di ricerche di dicembre 2017 era iniziato un netto calo, che a novembre 2018 aveva portato il livello delle ricerche ad un dodicesimo di quello di dicembre.

Il crollo ha fatto quasi duplicare le ricerche, tornate per un paio di settimane ai livelli di fine aprile, anche se nei primi giorni di dicembre il volume di ricerche è tornato sui livelli minimi annuali.

La dinamica è stata simile in diversi Stati del mondo, come ad esempio gli USA o l’Italia, ma l’aumento maggiore è stato in Svizzera, dove a partire da metà novembre le ricerche sono quasi triplicate rispetto ad inizio mese, tornando ai livelli di fine febbraio.

Da notare che sempre in Svizzera, mentre le ricerche della parola “bitcoin” hanno avuto un notevole incremento a fine novembre, il volume di ricerca della parola ICO invece ha continuato a calare, tanto da toccare addirittura quota zero il 25 novembre 2018.

Sorte simile è toccata alle ricerche della parola ethereum, letteralmente precipitate in Svizzera nell’ultimo mese, con quota zero toccata l’11 novembre.

In realtà, anche nel resto del mondo le ricerche di ICO e ethereum sono in forte sofferenza, mentre quelle di “bitcoin” sono cresciute a fine novembre, ma questa dinamica è decisamente più evidente nello Stato Elvetico.

Nel Paese le zone da cui provengono la maggior parte delle ricerche su Google sono Zugo e Zurigo, mentre per l’italia sono Trentino-Alto Adige (la regione di Rovereto), Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte.

Per quanto riguarda gli USA, invece, gli Stati con maggiori ricerche sono Hawaii, California, Washington, New York e Nevada, anche se sulla correttezza dei dati regionali di Google Trends è sempre lecito avere dei dubbi.

Un’ultima curiosità: in Italia negli ultimi 30 giorni la ricerca correlata principale su Google rispetto a “bitcoin” è proprio, non a caso, “crollo bitcoin”, che sembra confermare che ci sia una correlazione tra il crollo e l’aumento delle ricerche, ma stupisce ancora di più che al secondo posto tra gli argomenti correlati ci sia Marco Baldini.

Il noto conduttore radiofonico, infatti, nelle ultime settimane è stato coinvolto a sua insaputa in uno dei vari tentativi di truffa da parte di quelle organizzazioni che promettono guadagni milionari con investimenti iniziali di poche centinaia di euro e che sfruttano ad arte il nome “Bitcoin”, pur non avendo nulla a che fare con BTC.

Purtroppo la bufala che ha coinvolto il nome del dj pare abbia riscosso un certo successo, tanto da entrare tra gli argomenti correlati a Bitcoin più ricercati su Google.

Sia chiaro: Bitcoin non c’entra nulla con questi tentativi di truffa, se non per il fatto che il suo nome viene usato a sproposito per promuoverla e anche il nome di Marco Baldini non c’entra venendo usato solo con lo scopo di pubblicizzarla.