Bruno Le Maire, Ministro dell’Economia e delle Finanze della Francia, ha elogiato Tezos durante un’intervista concessa al magazine francese Capital. Il Ministro ha affermato che lo sviluppo dell’ecosistema blockchain è una priorità per il governo francese, perché questa è una tecnologia che potenzialmente può contribuire alla modernizzazione delle imprese e dell’economia.

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Bruno Le Maire ha anche aggiunto che l’attuale governo del Paese avrebbe già una strategia ambiziosa, con risorse sufficienti a rendere la Francia un Paese di punta in questo settore. Anzi, il governo avrebbe già identificato oltre 200 progetti innovativi basati su blockchain e sviluppati in Francia sui quali probabilmente puntare.

La Francia, infatti, nei prossimi cinque anni investirà 4,5 miliardi di euro in progetti innovativi, tra i quali anche quelli che utilizzano blockchain, con l’obiettivo di portare un vantaggio tecnologico alla Francia ed all’Europa per competere contro i giganti tecnologici cinesi e americani.

Il Ministro a questo punto ha citato direttamente Tezos, dicendo:

“La Francia ha alcune gemme in tema di nuovi servizi per aziende, hardware e protocolli. Sto pensando in particolare a Tezos e che consente lo sviluppo di un protocollo blockchain superando i noti difetti delle blockchain pubbliche”.

Da notare che Le Maire aveva già parlato di Tezos anche alla Conferenza Blockchain 2019 che si sta tenendo a Parigi, dicendo che la Banca di Francia sta testando un nodo di Tezos.

L’iniziativa è stata anche confermata su Twitter da Thierry Bedoin, il Chief Digital Officer (CDO) della stessa Banca di Francia. L’obiettivo sarebbe quello di utilizzare questo protocollo presso le banche centrali e commerciali che hanno sede in Francia.

Durante l’intervista, il Ministro ha poi citato anche Liquidshare, che mira a migliorare l’accesso delle PMI ai mercati dei capitali, Iznes, per la distribuzione di quote di fondi tramite blockchain, e Ledger, che ha tutte le carte in regola per diventare il primo unicorno francese in questo settore.

Un altro passaggio rilevante è quello che riguarda la proprietà pubblica, ma non statale, dei registri distribuiti decentralizzati.

“La blockchain non appartiene a nessuno: è sano che tutti gli attori possano apprendere questa tecnologia. Tuttavia, faremo attenzione che gli usi della blockchain siano pienamente compatibili con i nostri standard di sicurezza, protezione dei diritti individuali e l’esercizio della nostra sovranità”.