Si è soliti dire che “non si ruba a casa dei ladri”, ma questo non è vero nel mondo delle criptovalute, dove esiste sempre un furbo più furbo. In questo modo nasce lo scam “Honeypot”, che colpisce quelle persone poco oneste che desiderano impossessarsi della criptovalute altrui.

Come organizzare un Honeypot Crypto

  • Chat pubblica, meglio se mal frequentata;
  • Wallet per token ethereum, magari MyEtherWallet;
  • Qualche migliaio di euro in un token poco utilizzato, ma con ancora un certo valore.

Una persona apparentemente ingenua si lamenta dei suoi cattivi investimenti, di avere qualche migliaio di euro in un token non eccezionale (l’esempio riporta Minereum, una criptovaluta con un andamento simile ad un elettrocardiogramma piatto), ma ancora di valore.

L’ingenuo poi posta nella chat la propria chiave privata. Il wallet contiene solo il token, ma non contiene nessun ethereum necessario per pagare il gas, ovvero il prezzo della transazione.

Le persone non integerrime presenti nella chat, utilizzando la chiave privata, cercano di prelevare i token nel wallet, ma per farlo devono inviare degli ETH per il gas.

A questo punto scatta la trappola: uno smart contract devia automaticamente a un altro wallet tutte le transazioni di ethereum al wallet esca, il “vasetto di miele” (Honeypot) usato per attrarre le api.

In questo modo le persone poco oneste vengono, a loro volta, truffate, mentre i token – esca sono al sicuro perché sul wallet non arriveranno mai gli ETH destinati a pagare la transazione.

Chi ha creato questo scam, definito molto brillante da diversi esperti, ha affermato di aver raccolto 0,72 ETH in poco tempo, cioè circa 350 dollari.

Nelle criptovalute bisogna essere onesti perchè c’è sempre qualcuno più furbo di te.

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