Sud Corea, nuova fisco per le crypto
Sud Corea, nuova fisco per le crypto
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Sud Corea, nuova fisco per le crypto

By Rossana Prezioso - 3 Apr 2018

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Il ministero delle finanze della Corea del Sud ha annunciato di essere intenzionato a rivedere l’intero piano di tassazione creando una voce apposita per le criptovalute che diventerebbe effettiva a partire dal 2019.

I particolari

La nuova strategia prenderebbe in considerazione le imposte sui capital gain come fonte di nuovo gettito fiscale.

Queste fonti, però, dovrebbero vedere a loro volta un cambio delle leggi fiscali attualmente vigenti della Divisione Fiscale del Ministero dell’Informazione e della Comunicazione.

La notizia arriva non solo da una delle più grande piazze di scambio al mondo per le monete virtuali, ma anche da una nazione che il 13 giugno si troverà a dover rendere conto ai propri elettori con l’imminenza delle elezioni politiche.

Già a gennaio, la Corea del Sud ha annunciato di voler assoggettare gli exchange alla tassa societaria del 22% e un’imposta sul reddito locale del 2,2%, misure contemplate dall’ordinamento fiscale nazionale.

Anche gli USA  si stanno muovendo

Seoul non è la sola a decidere di sfruttare le risorse delle criptovalute sul fronte fiscale. Ad esempio, negli Stati Uniti, l’Internal Revenue Service (IRS) si sta muovendo nello stesso senso con una tassazione su ogni 25 dollari di beni o azioni acquistati con bitcoin.

Da qui si è creata una generale migrazione degli utenti verso blockchain, come Zcash e Monero, che riescono a garantire maggiore privacy sul fronte dei tracciamenti delle transazioni.

L’IRS, infatti, ha deciso di tassare anche l’acquisto di articoli a basso prezzo, un deterrente notevole per chi ha scelto di usare bitcoin come moneta di scambio per piccole transazioni quotidiane, ma ancora di più per le aziende che hanno deciso di creare autonomamente una rete per l’utilizzo delle monete virtuali e, quindi, facilitare la loto diffusione oltre che il monitoraggio.

Il caso del G20

Dopo la riunione del G20 che si è tenuta a Buenos Aires lo scorso 20 marzo, i delegati delle prime 20 potenze al mondo si sono ritrovati a dover prendere una decisione sul nascente settore delle monete virtuali.

In quell’occasione, si è riconosciuta l’importanza “dell’innovazione tecnologica” alla base delle criptovalute, in particolare della blockchain con il suo enorme potenziale di “migliorare l’efficienza e l’inclusione del sistema finanziario e dell’economia in generale”.

Il responso finale, però, non ha visto nessuna presa di posizione precisa.

Nel comunicato finale, infatti, si legge:

“Chiediamo agli organismi internazionali per la definizione di standard (SSB) di continuare il loro monitoraggio delle cripto-attività e dei loro rischi, secondo i loro mandati, e di valutare le risposte multilaterali secondo necessità.”

Rossana Prezioso
Rossana Prezioso

Appassionatasi alle nuove frontiere dell’editoria online, ha deciso di approfondire ulteriormente le sue conoscenze dedicandosi allo studio dei cambiamenti culturali ed economici derivati dalla nascita della finanza hitech, sviluppando le tematiche riguardanti i nuovi modelli di business ad essa legati e le influenze geopolitiche della new economy criptovalute

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