Sfida a Mosca con la crypto Kolion
Sfida a Mosca con la crypto Kolion
Criptovalute

Sfida a Mosca con la crypto Kolion

By Daniele Chicca - 23 Apr 2018

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Per le sue caratteristiche di decentralizzazione e distribuzione libera, la rete della blockchain incarna con ottima approssimazione lo spirito dell’anarchia.

E così a un agricoltore russo, guarda caso di idee anarchiche, che nel paese hanno anche una lunga tradizione, intenzionato a ottenere un’autonomia finanziaria dalle autorità centrali, è venuta in mente l’idea di lanciare una criptovaluta nel suo villaggio di residenza.

Inizialmente il Kolion, che prende il nome dal villaggio Kolionovo, situato a un centinaio di chilometri a sudest di Mosca, era una valuta tradizionale, ma poi, da quanto tre anni fa è stata messa fuori legge, è stata “digitalizzata da Mikhail Shlyapnikov, il suo inventore.

Anche prima dell’ICO e del passaggio allo status di crypto, i Kolion erano garantiti da asset molto liquidi: i germogli piantati nella serra della fattoria di Shlyapnikov.

Secondo lui, il miglior modo per ravvivare l’economia del villaggio è servirsi di una criptovaluta autonoma che permetta di tagliare i ponti con Mosca.

Shlyapnikov ha trovato i mezzi per lanciare il Kolion grazie a un mezzo milione di dollari di investimenti provenienti dalla Russia, ma anche dall’estero.

È così che la nuova moneta crittografica è diventata il mezzo di pagamento principale del villaggio e viene utilizzata per comprare latte, trattori, sementi in una regione che non avendo partecipato alla rivoluzione industriale energetica russa, economicamente è rimasta indietro.

Uno Stato nello Stato

Da anni Shlyapnikov sta cercando di creare un modello economico nel suo villaggio, con l’obiettivo di creare “uno Stato nello Stato” che porti prosperità e rispetti i bisogni di tutti riducendo le uguaglianze.

L’idea di trovare investitori nella blockchain gli è venuta nel 2015 dopo che un tribunale russo ha dichiarato illegali i Kolion, valuta che Shlyapnikov aveva inventato per pagare contadini e altri lavoratori.

Nel giugno di quell’anno, infatti, l’agricoltore è stato arrestato dalle autorità e la sua valuta è stata dichiarata illegale.

L’episodio ha rappresentato una brutta battuta d’arresto per l’uomo, ma al contempo ha contribuito a dare una certa notorietà al padre del Kolion e alla sua idea eterodossa.

Questo gli ha dato poi una grande mano quando ha tentato di raccogliere fondi sufficienti al suo progetto crypto, l’ecosistema Kolionovo.

La versione tradizionale della valuta aveva visto la luce nell’agosto del 2014, quando la crisi economica russa ha chiuso i rubinetti del credito e reso sempre più difficile per gli agricoltori ottenere finanziamenti dalle banche a interessi vantaggiosi. Con il governo che non poteva permettersi di dare una mano o offrire sussidi alle aree rurali, ecco che il villaggio ha iniziato a emettere la propria moneta.

L’apice della crisi in dicembre di quell’anno ha coinciso anche con la crescita drastica del kolion nel villaggio di Shlyapnikov, il quale spiega a Russian Beyond che “la storia è stata raccontata dai media e sei mesi dopo sono stato convocato in tribunale dove i giudici hanno preso la decisione di mettere al bando i kolion”. Da quel momento, l’agricoltore ha capito che non aveva più i soldi necessari per poter mandare avanti la sua fattoria.

Gli amici che già all’epoca usavano la blockchain gli hanno consigliato di lanciare una ICO.

Così le banconote colorate kolion sono diventate un token, un asset originale che i crypto investitori possono acquistare con bitcoin e altre monete digitali. L’ecosistema Kolionovo è diventato così uno dei primi progetti al mondo nell’economia reale ad attirare gli investitori nella blockchain.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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