In India e Russia prosegue la guerra fra istituzioni interne allo stesso Paese, pro o contro le criptovalute.

Ad esempio, dopo la circolare della Banca Centrale indiana che di fatto proibisce alle banche e alle istituzioni finanziarie di fornire qualsiasi servizio in relazione alle criptovalute, è scesa in campo addirittura l’Alta Corte di Delhi, che ha inviato una richiesta di chiarimento al Ministero delle Finanze e alla Banca Centrale stessa.

Nella lettera viene richiesto esplicitamente l’annullamento della circolare del divieto sulle criptovalute, perchè sarebbe “arbitraria e incostituzionale”.

La Corte fa notare che in assenza di una “regolamentazione appropriata sulle criptovalute” non si possono violare le norme già esistenti, quindi la circolare incriminata sarebbe incostituzionale.

In altre parole, la richiesta è che si proceda in India a produrre norme specifiche nei confronti di questo settore.

Il ministero delle Finanze e la Banca Centrale hanno tempo fino al 24 maggio per rispondere a questa richiesta di chiarimento dell’Alta Corte di Delhi.

Anche in Russia ci sono diversi contrasti normativi tra le varie istituzioni.

Nel 2016 il tribunale di San Pietroburgo ha accolto la richiesta di bloccare il sito bitcoininfo.ru.

Sul provvedimento è scesa in campo la Corte Suprema della Russia, sostenendo che il ban abbia violato la legge russa, quindi ordinando al tribunale di San Pietroburgo  di rivedere il ricorso contro il blocco di bitcoininfo.ru.

Infatti, bitcoin per la Corte Suprema sarebbe “un mezzo di pagamento virtuale“, pertanto le informazioni a riguardo non possono essere censurate.

Entrambi i casi testimoniano che le lacune normative, dovute soprattutto alla lentezza con cui la politica affronta un settore in rapidissima espansione, genera molti problemi, soprattutto alle istituzioni stesse.

Così, mentre i cittadini paiono aver capito abbastanza bene come funzionano queste nuove tecnologie, come si usano e quali vantaggi si possono ottenere, la politica stenta a comprenderle e, tranne alcune eccezioni, sembra ancora paralizzata.

Insomma, il confronto tra istituzioni ed innovazione tecnologica è in corso, ed a oggi la velocità con cui evolve la tecnologia sembra dare a quest’ultima un certo vantaggio, in particolare a livello temporale.