Alla fiera dell’Est, dove il bitcoin fa politica
Alla fiera dell’Est, dove il bitcoin fa politica
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Alla fiera dell’Est, dove il bitcoin fa politica

By Fabio Lugano - 28 Apr 2018

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Alex Navalny è da anni il principale oppositore di Putin.

O meglio, quello più noto agli occidentali, al quale alcuni media hanno assegnato qualche possibilità di vittoria, dopo che la sua corsa a candidato Sindaco di Mosca aveva avuto un discreto successo.

Il suo desiderio di concorrere alle presidenziali del 2018 è stato però fermato da un divieto ufficiale.

Il voto ha visto il trionfo di Putin con il 77% dei voti, pari ad oltre 56 milioni.

Eppure Navalny aveva creato una campagna elettorale innovativa, concentrandosi sul web e su video pubblicati sulle varie piattaforme social.

In tutti i mezzi di comunicazione che aveva utilizzato era inserito l’indirizzo del suo wallet bitcoin e aveva chiesto ufficialmente ai suoi ascoltatori e seguaci di essere finanziato tramite la valuta virtuale.

La campagna aveva avuto un ottimo successo nei pochi mesi in cui era rimasta aperta, permettendogli di raccogliere dai suoi sostenitori oltre 6 milioni di dollari da oltre 100 mila donatori.

Ma purtroppo si è trattato di una raccolta inutile.

Perchè Navalny aveva utilizzato bitcoin come strumento per la sua raccolta di fondi?

Il candidato ha affermato che questa scelta è stata dovuta al fatto che la principale piattaforma social russa, Yandex, su ordine della Banca Centrale, aveva bloccato i pagamenti a suo favore.

In realtà, la Banca Centrale ha negato di aver esercitato qualsiasi pressione, respingendo con sdegno l’idea che qualche suo dipendente avesse potuto compiere un’azione del genere.

Il fatto è che ogni piattaforma centralizzata come Yandex, ma anche come Paypal o Apple Pay, può essere manovrata o può esserne impedito l’accesso dalle autorità politiche centrali.

Al contrario, bitcoin e la blockchain sono sempre accessibili.

Il caso Navalny mostrò quindi le opportunità dei finanziamenti politici tramite blockchain.

In alcuni casi, però, la blockchain e il suo utilizzo sono parte di un proclama politico: in Ucraina esiste un partito, Orda Democratica, che ha deciso di accettare pagamenti solo tramite criptovalute.

La scelta non è casuale, ma legata a una specifica volontà politica: il partito vuole un allentamento del sistema di regolazioni sull’economia e sulle libertà dei cittadini, in una visione anarco-pop.

I cinque ispiratori del movimento, Yuri Gudimenko, Anton Shvets, Igor Shtedrin, Alexander Noinets e Victor Tregubov, tutti famosi blogger, hanno come motto:

“Bisogna dire idee importanti con faccine allegre, e usare faccine serie per presentare idee divertenti”.

La blockchain può quindi portare la fantasia e la democrazia al potere.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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