Wall Street scalda i motori sul trading di criptovalute
Wall Street scalda i motori sul trading di criptovalute
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Wall Street scalda i motori sul trading di criptovalute

By Rossana Prezioso - 8 Mag 2018

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Per ora si tratta solo di voci non confermate ma Wall Street, o per meglio dire l’ICE (Intercontinental Exchange), la società finanziaria statunitense che opera sui mercati basati su Internet, sarebbe interessata a creare una piattaforma di trading su bitcoin.

Si tratterebbe di un progetto ancora in fase di preparazione e, per questo motivo, strettamente confidenziale, stando a quanto riferito recentemente New York Times

Trading su bitcoin

I primi sentori di un trend che presto avrebbe invaso l’intero sistema di scambio si era avvertito, seppur indirettamente, già qualche giorno fa quando Goldman Sachs aveva confermato l’intenzione di aprire un’unità di trading su bitcoin.

In realtà già il Chicago Mercantile Exchange aveva dato vita a prodotti finanziari legati al prezzo del bitcoin (future).

La differenza sostanziale con quello che potrebbe fare l’ICE è che quest’ultima fornirebbe un accesso più diretto al bitcoin attraverso uno swap contract che consentirebbe all’intera operazione di trading di rientrare nel regolamento della Commodity Futures Trading Commission e quindi di essere svolto in base alle leggi esistenti.

Si tratta di un segno inequivocabile del riconoscimento sempre maggiore delle crypto da parte non solo delle istituzioni ufficiali (Intercontinental Exchange) ma anche di quelle private (Goldman Sachs).

Tutto questo nonostante spesso le basi fondanti su cui nasce la criptovaluta, l’anonimato e la decentralizzazione, siano state (erroneamente) associate al riciclaggio di capitali e all’investimento speculativo per eccellenza.

Le conseguenze dell’apertura di Wall Street

L’entrata in scena di Goldman Sachs, così come anche di Wall Street, potrebbe abbattere uno dei grandi punti fermi dell’idea di criptovaluta: l’assenza di un’autorità centrale che possa controllarne l’andamento.

Paul Chou, un ex trader di Goldman Sachs e creatore di LedgerX, exchange regolamentato che offre un progetto molto simile a quanto vorrebbe fare l’ICE, ha affermato che la sua società è entrata in scena non con l’intenzione di collaborare con una grande banca ma con quella di sostituirla.

Così facendo, infatti, si avrebbe a che fare direttamente con i proprietari e gli sviluppatori, evitando broker, banche e altre istituzioni.

Di fatto, LedgerX lavora in modo simile all’Intercontinental Exchange, ma in pratica sconta il mancato coinvolgimento dei grandi nomi che invece offrirebbe Wall Street.

Il leggendario creatore del bitcoin, Satoshi Nakamoto (a prescindere dalla sua reale esistenza o meno) ideò il progetto della moneta virtuale all’indomani dello scoppio della grande crisi del 2009 con lo scopo di escludere i poteri forti e le organizzazioni centralizzate per dare la possibilità ai fruitori di avere il controllo totale della moneta.

Adesso, invece, sono proprio le vecchie banche che stanno iniziando ad affermare il proprio ruolo nel mondo finanziario delle valute virtuali.

Il paradosso è che questa strategia potrebbe essere salutare per l’intero settore delle cripto: la legittimazione del sistema monetario virtuale potrebbe dare maggiore credibilità e favorire la penetrazione come strumento di pagamento anche quotidiano.

Rossana Prezioso
Rossana Prezioso

Appassionatasi alle nuove frontiere dell’editoria online, ha deciso di approfondire ulteriormente le sue conoscenze dedicandosi allo studio dei cambiamenti culturali ed economici derivati dalla nascita della finanza hitech, sviluppando le tematiche riguardanti i nuovi modelli di business ad essa legati e le influenze geopolitiche della new economy criptovalute

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