Mike Novogratz è una specie di leggenda nel mondo degli hedge fund.

Ora è un investitore in criptovalute riconosciuto come autorevole.

Ultimamente è molto “bullish” a tal riguardo.

In una delle ultime interviste ha dichiarato che “è quasi indispensabile che ogni investitore abbia almeno dall’1% al 2% del proprio portafoglio” in criptovalute.

Ovviamente non si sta riferendo ai piccoli investitori, ma a quelli che gestiscono grossi capitali, compresi quelli istituzionali.

Ha aggiunto che gli pare “quasi irresponsabile” non investire in Bitcoin.

In una delle ultime interviste ha dichiarato che “è quasi indispensabile che ogni investitore abbia almeno dall’1% al 2% del proprio portafoglio” in criptovalute.

Il suo ragionamento non è di tipo esclusivamente finanziario.

Spiega infatti, “non è necessariamente dovuto a tutti i guadagni che si faranno“, ma perché “queste tecnologie [legate alla blockchain] in due o quattro anni lanceranno una sfida a tutti i settori“.

In altre parole, il discorso di Novogratz non è un ragionamento speculativo, legato al trading di mercato a breve termine, ma di investimento su una nuova tecnologia che si appresta a cambiare il mondo.

Da questo punto di vista è più chiaro cosa intenda per “quasi irresponsabile” non investire in criptovalute: starne fuori può significare perdere un treno che passa una volta sola.

In realtà, lo stesso Novogratz già in passato ha detto di aver investito il 10% del suo patrimonio in valute digitali, ma la sua propensione al rischio è di sicuro maggiore della maggior parte degli investitori comuni.

Infine, a proposito delle questioni sollevate nei giorni scorsi da Warren Buffet, ha detto: “Questa è una rivoluzione guidata dai Millennials… quello che ho scoperto è che i ragazzi con i capelli grigi [sono] molto più scettici” al riguardo.