Charlie Lee, criptovalute e gli Animal Spirit
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Charlie Lee, criptovalute e gli Animal Spirit

By Fabio Lugano - 21 Mag 2018

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Il fondatore di Litecoin e anche guru riconosciuto del mondo delle criptovalute, Charlie Lee, si dice stupito del fatto che, a suo avviso, vi sarebbe una profonda incongruenza fra come il mercato prezza le criptovalute e le buone notizie che, in generale, provengono dai progetti.

Lee ha espresso questo suo pensiero in un tweet:

litecoin criptovalute

In effetti, di buone notizie che riguardano il mondo delle criptovalute ce ne sono.

Proviamo a fare un elenco relativo a Litecoin, quindi alle cripto in generale:

  • la Borsa di Stoccarda apre al trading di bitcoin;
  • Komodo e Blockned inseriscono il trading di LTC;
  • Gemini.com apre al trading di LTC;
  • Abraglobal apre al trading di LTC;
  • Wosniak che afferma che ETH può essere la prossima Apple;
  • Nokia annuncia una partnership con una startup crypto.

Insomma, per Litecoin (e per il mercato) è stata una settimana di good news giunte, tra l’altro, dopo Consensus 2018, durante il quale si sono susseguiti annunci positivi. Eppure è stata una settimana molto pesante per i prezzi.

Un fatto ben mostrato dalla capitalizzazione del mercato proprio negli ultimi sette giorni (da Coinmarketcap):

litecoin criptovalute

Quindi il mercato, apparentemente, non sembra apprezzare (e tantomeno prezzare) le buone notizie.

Dobbiamo quindi considerare i mercati come ambiti “non razionali”?

Con tanti investitori non in grado di dare un’indicazione realistica del valore di un progetto?

Bisogna fare una premessa: il tema non è nuovo, se ne discute più o meno fin dalla nascita dei mercati finanziari.

Con un po’ di ironia, possiamo paragonarlo alla famosa questione dell’uovo e della gallina. Chi è nato prima?

Ma proviamo ugualmente a dire qualcosa di sensato.

Prima di tutto distinguiamo fra il cosidetto breve/brevissimo periodo, cioè un orizzonte temporale settimanale, e una valutazione di medio o addirittura lungo termine.

Se nel secondo caso le tendenze tecnologiche, l’andamento dei progetti, l’analisi dell’ambiente generale e di quello competitivo, permettono di dare una valutazione ragionevole e razionale.

Ma questo non accade nel primo caso. Infatti:

  • Nell’arco di una sola settimana esiste mediamente un’altissima correlazione positiva incrociata fra le criptovalute. Un legame che si viene ad attenuare al crescere dello spazio di tempo  considerato (del resto, se così non fosse, non avremmo nessun mutamento della classifica di capitalizzazione;
  • Nel breve periodo i mercati non hanno la capacità di valutare in modo lucido e trasparente le informazioni che, tra l’altro, sono ben lontane dall’essere sufficienti;
  • I mercati nel brevissimo periodo non sono razionali o, meglio, sono molto emotivi.

Facciamo un esempio pratico: nel 2017, dopo l’elezione del presidente argentino Macrì, l’Argentina è riuscita a vendere un bond centenario all’8% in dollari per un valore complessivo di 2,75 miliardi di dollari a fronte di una domanda complessiva di 10 miliardi.

In questo successo vi erano diverse incongruenze, prima fra tutte che si acquistava un titolo centenario da una nazione fallita ben otto volte negli ultimi 200 anni.

Nonostante questo il mercato ha richiesto un modo spasmodico il titolo solo perché, dopo un periodo di governi post-peronisti, era stato eletto un governo liberista per quattro anni.

Forse occorrerebbe suggerire a Lee di rileggere J.M. Keynes, il quale sosteneva che i mercati in generale, e in particolare lo spirito d’impresa, fossero strettamente collegati agli “Animal Spirit”, cioè a un insieme di emozioni che guidano il comportamento umano.

A ben pensarci è anche il motivo per cui si generano le bolle, le iper-valutazioni e le sottovalutazioni.

Abbiamo visto gli effetti a gennaio di una certa euforia… animale.

Questo non vuol dire che il mercato non possa arrivare a valutare in modo corretto un token.

Ma bisogna avere una sana e razionale pazienza.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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