Anche Bannon tra i fautori delle crypto
Criptovalute

Anche Bannon tra i fautori delle crypto

By Daniele Chicca - 16 Giu 2018

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D’ora in poi alla lista delle celebrità appassionate di crypto che investono nel settore si può aggiungere il nome di Stephen Bannon, ultraconservatore, in buona misura artefice della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa. Bannon, infatti, si dice attratto dall’aspetto “rivoluzionario” del Bitcoin.

L’interesse per la tecnologia blockchain e il Bitcoin di Bannon è una novità per molti. In realtà, da tempo l’uomo d’affari sta puntando i suoi soldi nella criptovaluta più popolare e capitalizzata al mondo nonché in società che fanno ricorso alle ICO per reperire fondi.

A dare un resoconto dettagliato della passione che nutre Bannon, fra l’altro ex direttore del sito della cosiddetta “alt-right” Breitbart, per il bitcoin è il New York Times. Anche se non entra nel merito, l’ex chief strategist del presidente americano si è interessato al mondo delle divise crittografiche da tempo, come confermano alcuni manager di fondi hedge a conoscenza della vicenda.

Bannon ha un bel po’ di soldi investiti in bitcoin

Siccome ha investito molti soldi in bitcoin – non è dato sapere esattamente quanto – Bannon è reticente dal dare informazioni specifiche sui suoi investimenti per via delle controversie che sono destinate a nascere quando c’è di mezzo il suo nome.

Tramite Breitbart e le sue conoscenze nel mondo dei media, Bannon – un militante dell’ala conservatrice più estrema in America – viene accusato di essere un fomentatore di odio sui social e su Internet, un “populista” della destra radicale.

Il New York Times riferisce che l’uomo d’affari ha incontrato diversi hedge fund e ha partecipato ad alcune ‘token sale’ tramite la sua società di investimenti, la Bannon & Company. Bannon ha anche ammesso di detenere una quota relativamente alta di bitcoin, ma non si sa quando ha effettuato per la prima volta la scommessa.

Crypto: “forma di populismo dirompente, rivoluzionaria”

Durante una riunione di personalità accademiche ad Harvard, dove Bannon ha ottenuto il suo Master MBA, ha avanzato l’idea di creare una criptovaluta per le persone eticamente deplorabili, citando la dichiarazione famosa dell’ex candidata alla presidenza del fronte Democratico Hillary Clinton sulla “rete di deplorabili” (aggettivo rivolto ai sostenitori di Trump).

Bannon ha anche dichiarato a un giornale svizzero che le criptovalute e la blockchain avrebbero aiutato i movimenti populisti a opporre resistenza all’establishment europeo.

Anche se la sua “opera” è ancora all’inizio, Bannon ha detto che vuole aiutare la gente e i paesi a lanciare le proprie criptovalute, in progetti che con ogni probabilità non metteranno le radici nei suoi Stati Uniti.

La criptomoneta “è una forma di populismo dirompente”, dice nell’intervista concessa nella sua casa a Washington. “Permette di riavere il controllo rubandolo alle autorità centrali. È rivoluzionario”.

Secondo Bannon, in sintesi, chiunque controlla la valuta fiat ha anche il controllo nella società. Ma con le crypto tutto questo è destinato a cambiare.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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