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Il 25 giugno 2018 è stato registrato il dominio NakamotoFamilyFoundation.org.

Su quel sito c’è una pagina con un file pdf che dovrebbe contenere le prime 21 pagine di un nuovo libro. C’è pure un link ad un enigma da risolvere per ricevere lo spoiler del testo.

La cosa curiosa è che l’autore di questa pagina si firma Satoshi Nakamoto, facendo intendere che il libro di cui si parla sia per l’appunto del creatore di Bitcoin.

Come già accaduto altre volte, potrebbe trattarsi solamente di una trovata pubblicitaria per attirare molte persone a visitare il sito, anche perché il testo di esempio sembra molto diverso dai precedenti scritti pubblicati da Satoshi, sia per stile di scrittura che per tono.

Ricordiamo che, ad esempio, all’indirizzo https://bitcoin.org/bitcoin.pdf è possibile leggere il white paper ufficiale di Bitcoin scritto e pubblicato da Satoshi ancora prima che venisse rilasciato il primo software, e addirittura su https://satoshi.nakamotoinstitute.org c’è una raccolta di tutti i suoi scritti.

Il testo racconta la presunta storia del creatore di Bitcoin, narrando quello che successe nei giorni in cui iniziò a progettare e sviluppare la blockchain più conosciuta del mondo crypto.

D’altronde, se fosse invece vera l’ipotesi che Satoshi sia ormai deceduto, dato che è dal 2011 che non pubblica più nulla, nessuno potrebbe smentire ciò che viene affermato in questo testo.

Ad esempio questa frase del nuovo libro suona davvero un po’ strana:

“I principi del bitcoin provenivano dai cypherpunks, una comunità in cui ero presente fin da quando avevo 14 anni, un luogo in cui l’anonimato era fondamentale quanto la respirazione, in cui per far esistere un’autentica libertà di parola in una società aperta bisognava essere in grado di esprimersi completamente e in modo anonimo”.

Non solo questa frase sembra essere molto distante dallo stile di Satoshi, ma appare anche come la classica frase romanzata che ci si aspetta di leggere in un libro di narrativa.

La community dei bitcoiner sembra non aver accettato questo testo come appartenente a Satoshi, anche se l’incipit del libro risulta lo stesso una lettura interessante con alcune ipotesi plausibili.

Anche perché, se volesse davvero farsi riconoscere con certezza, Satoshi non dovrebbe fare altro che firmare un messaggio con una delle chiavi originali da lui utilizzate agli inizi, o dimostrare la proprietà di uno dei wallet che si sa con certezza appartengano a lui: sarebbe così facile a farsi che ogni altro tentativo di spacciarsi per lui risulta davvero poco credibile.