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Bank of Finlandia: “le crypto non sono denaro”
Bank of Finlandia: “le crypto non sono denaro”
Criptovalute

Bank of Finlandia: “le crypto non sono denaro”

By Rossana Prezioso - 12 Lug 2018

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Un’altra banca centrale chiude il proprio recinto alle criptovalute. Del resto, proprio il dibattito sulla vera natura del bitcoin infiamma gli uffici studi e i vertici degli istituti centrali e delle organizzazioni di controllo.

Non potrebbe che essere così, perché se un banchiere centrale dovesse riconoscere che le valute fiat sono sostituibili dalle criptovalute, sarebbe come dire che il suo istituto sta vendendo merce avariata.  

Ma procediamo con calma. Dopo la sentenza della SEC che per voce del suo Presidente Jay Clayton ha confermato che il bitcoin non è una security, piuttosto che la chiusura di India e Cina, ora è la volta della Finlandia.

Il documento della BoF fimato Aleksi Grym

Aleksi Grym, capo del settore digitalizzazione della banca centrale finlandese, sostiene che le criptovalute non debbano essere fraintese. La conferma arriva dal documento da lui redatto che in 133 pagine spiega:

“Ad oggi, la natura fondamentale delle valute digitali rimane sorprendentemente elusiva. […] Il che dimostra come ci sia poca comprensione sul concetto di denaro […] a sua volta dimostrazione di come il world wide web e i social media abbiano confuso la nostra capacità di distinguere tra senso della realtà e finzione.”

Come dire: cari signori le criptovalute sono una finzione. Eppure il mondo, anticamente, viveva in certe isole, persino sullo scambio di conchiglie. Come dire, la storia del denaro è lunga e complessa.

Ma torniamo al nostro. Per Grym alla base di tutto ci sarebbe una sostanziale differenza tra finanza e tecnologia (e quindi innovazione finanziaria e innovazione tecnologica) e per questo motivo le due voci dovrebbero ricevere un trattamento normativo differente. Ma pensa?

Il denaro reale e l’illusione del web

I fenomeni monete fiat e monete virtuali vanno tenuti completamente separati:

“Le valute digitali sono in realtà sistemi di contabilità basati su account. Nello specifico sono caratterizzate da elementi che riguardano la crittografia e il calcolo distribuito (cioè le risorse di diversi computer collegati in rete tra di loro utilizzati per risolvere problemi computazionali a larga scala) ossia elementi che non hanno nulla a che fare con il concetto del denaro come oggi (e da sempre) è universalmente accettato.”

Anche perché, come si spiega all’inizio del documento della BoF, tutto parte dal chiarire a priori il concetto di denaro. Grym, infatti, scrive:

“La valuta, sotto forma di monete e banconote, può essere vista come una rappresentazione fisica di un’unità monetaria di conto ma non può essere digitalizzata, poiché ciò significherebbe inevitabilmente creare un sistema di registri finanziari basato su account.”

Tutto questo non può che condurre a una sola e unica conclusione: il bitcoin (e tutte le altre monete virtuali) falliscono sul nascere il loro obiettivo, cioè quello di sostituire la moneta corrente.

Non solo, Gym va oltre: il bitcoin ha iniziato la sua scalata al successo come un’unità di conto intrinsecamente priva di valore. Un valore che ha acquisito solo successivamente, attraverso l’aumento della domanda. Ma non per questo il bitcoin può essere trasformato in denaro. Così parlò Grim, della BoF.  

Rossana Prezioso
Rossana Prezioso

Appassionatasi alle nuove frontiere dell’editoria online, ha deciso di approfondire ulteriormente le sue conoscenze dedicandosi allo studio dei cambiamenti culturali ed economici derivati dalla nascita della finanza hitech, sviluppando le tematiche riguardanti i nuovi modelli di business ad essa legati e le influenze geopolitiche della new economy criptovalute

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