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Cina, tre arresti per mega furto di crypto
Cina, tre arresti per mega furto di crypto
Sicurezza

Cina, tre arresti per mega furto di crypto

By Rossana Prezioso - 20 Ago 2018

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Secondo le autorità cinesi si tratta a tutti gli effetti il più grande furto di monete virtuali mai avvenuto nella Repubblica Popolare. Un malloppo di 87 milioni di dollari in criptovalute o, se si preferisce, 600 milioni di yuan.

Protagonisti del clamoroso gesto tre insospettabili che, prendendo di mira i computer di ignari cittadini e altrettanto ignare aziende, sarebbero riusciti a minare l’equivalente di 87 milioni di dollari in crypto.

Teatro del furto la città di Xian, Capitale della provincia di Shaanxi. I fatti risalgono a marzo quando, proprio da Xian, è partita la prima denuncia da parte di un cittadino che si è accorto di una violazione del proprio portafoglio virtuale dal quale sarebbero stati rubati l’equivalente di 15 milioni di dollari (100 milioni di yuan).

Da qui l’avvio delle indagini che hanno portato all’arresto di tre esperti del settore IT, provenienti rispettivamente dalla provincia di centrale di Hunan, da quella di Zhang e da Pechino.

Cyber crimini in aumento

L’inchiesta, tuttora in corso, ha evidenziato che i tre avrebbero agito seguendo una strategia precisa: dopo essersi appropriati dei fondi virtuali, avrebbero venduto le crypto dividendo il ricavato in piccoli lotti e rivendendoli nuovamente in transazioni multiple per confondere eventuali tracce.

Pur vivendo forti oscillazioni, il settore delle criptovalute ha senza dubbio cambiato il modo di intendere la finanza e anche quello della sicurezza. In tutto il mondo sono in aumento le denunce per truffe online, ma anche per l’installazione abusiva di software di mining che riescono a restare nascosti agli occhi degli utenti pur continuando a sfruttare le potenzialità di calcolo del PC preso in ostaggio.

Stando alle ultime cifre pubblicate dal Kaspersky Lab, solo nel 2017, i miner dannosi hanno preso di mira circa 2,7 milioni di utenti, il che ha portato ad un aumento di oltre il 50% rispetto al 2016, quando il saldo finale era fermo a 1,87 milioni.

Ciò che più colpisce è il fatto che i software incriminati non vengono più installati solo attraverso applicazioni scaricate in maniera più o meno volontaria da utenti ignari ma anche attraverso un codice speciale inserito all’interno di una pagina Web anche di siti noti, spesso anche loro all’oscuro di tutto.

Rossana Prezioso
Rossana Prezioso

Appassionatasi alle nuove frontiere dell’editoria online, ha deciso di approfondire ulteriormente le sue conoscenze dedicandosi allo studio dei cambiamenti culturali ed economici derivati dalla nascita della finanza hitech, sviluppando le tematiche riguardanti i nuovi modelli di business ad essa legati e le influenze geopolitiche della new economy criptovalute

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