DataTrek Research: le crypto sono destinate a risalire la china
DataTrek Research: le crypto sono destinate a risalire la china
Criptovalute

DataTrek Research: le crypto sono destinate a risalire la china

By Daniele Chicca - 30 Ago 2018

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Non è un segreto che il 2018 sia stato un anno da dimenticare per le criptovalute. Il rialzo del 20% dai minimi del 14 agosto da parte di bitcoin fa però ben sperare per la parte restante dell’anno, in particolare se si considera che l’interesse non è mai del tutto scemato e che i wallet della crypto sono cresciuti di numero negli ultimi due mesi.

Nicholas Colas, Co-founder of DataTrek Research che da cinque anni segue e analizza il settore delle criptovalute dai suoi uffici di New York, è dell’opinione che nonostante tutte le perdite subite “il settore continua a crescere” sotto tutti i punti di vista.

Da inizio anno gli investitori hanno infatti scommesso ben 6 miliardi e 700 milioni di dollari nei token emessi tramite operazioni di raccolta fondi (ICO). Nei mesi di maggio e giugno, ben oltre il periodo di bolla, le ICO hanno attirato 800 milioni di dollari al mese di investimenti.

La situazione ha subito una battuta d’arresto in agosto (registrati influssi per quasi 200 milioni di dollari), ma se analizzate nel contesto le cifre sono da considerare positive: “i numeri sono assolutamente notevoli se si tiene conto della durata e dell’ampiezza della fase di mercato ribassista per il settore delle criptovalute”.

Interesse sempre alto anche nei momenti peggiori

La pioggia di vendite degli ultimi mesi non ha risparmiato nessuna moneta.

Il bitcoin è in calo del 48% quest’anno, Ethereum del 60%, Ripple dell’85%, Bitcoin Cash del 78% e EOS del 36%.

Ma anche nel momento di maggiore difficoltà, le monete digitali come si è visto hanno attirato l’interesse degli investitori di tutto il mondo.

Colas ha elencato i tre fattori più importanti da tenere a mente se si vuole cercare di ipotizzare dove sono diretti i prezzi e di individuare quale sarà il futuro dell’universo crypto.

  • Innanzitutto il fatto che la capitalizzazione di mercato di bitcoin sia ancora elevata: a 122 miliardi di dollari è superiore a quella di Goldman Sachs, Ford e General Motors messe insieme.  
  • In secondo luogo il fatto che la capitalizzazione complessiva di tutte le crypto è pari a 233 miliardi di dollari (dati di CoinMarketCap). Il valore di mercato di Netflix, per fare un paragone, è di $161 miliardi, mentre quello di un colosso come Disney è di $167 miliardi.
  • Infine, è importante che il fenomeno sia diffuso. Il settore non si affida soltanto a qualche singolo asso. Ci sono ben 18 criptovalute che hanno una capitalizzazione superiore al miliardo di dollari. È un chiaro segnale di fiducia da parte del mercato nelle potenzialità degli asset digitali.

I capitali in afflusso non mancano

Gli investitori che comprano bitcoin sono convinti che ci sia in atto una rivoluzione, o per lo meno che le crypto siano foriere di un cambiamento importante.

Ma non si tratta soltanto di fiducia. Oltre all’interesse del pubblico, le criptovalute, come del resto tutti gli altri asset finanziari, hanno bisogno di capitali per prosperare.

E questi nel mondo crypto non mancano.

Detto questo, per un qualsiasi recupero dei prezzi ci vorrà del tempo. Le crypto “hanno bisogno di un contesto specifico per prosperare”, dice Colas nel suo ultimo report intitolato “Crypto Currencies, Fruit Flies and Faith”.

Se da un lato le ricerche su Google della parola bitcoin sono in calo del 90% rispetto alla fine dell’anno scorso, un dato che corrisponde grossomodo al recente andamento negativo sui mercati della crypto più popolare al mondo, dall’altro il numero di wallet di bitcoin è in ripresa.

Dopo la flessione mensile media di quasi il 3% registrata tra febbraio e giugno, luglio e agosto hanno visto tassi di crescita del 4,8% e del 4% (dato provvisorio perché il mese è ancora in corso). La percentuale del +5,7% di gennaio non sembra più così irraggiungibile.

DataTrek Research: la parola d’ordine è fiducia

La lezione da trarre, secondo il commentatore di mercato molto noto a Wall Street, è che “bisognerà aspettare un po’ di tempo perché torni il grande interesse globale nel bitcoin” (e nelle criptovalute in generale).

Ma quando sarà così, “succederà tutto molto in fretta”.

Per questo bisogna monitorare gli indici sopra citati, strumenti utili per avere il polso della domanda e per misurare i capitali in ingresso nel settore.  

La chiave di lettura più importante per capire la direzione che prenderà il mercato si può riassumere in una sola parola: “fiducia”, osserva Colas.

L’elemento più importante da prendere in considerazione è infatti dato dal fatto che “gli investitori in criptomonete sono veramente convinti di essere in possesso di qualcosa di speciale e di grande valore”.

Se anche altri si convinceranno della stessa cosa, allora la fiducia crescerà e di riflesso lo faranno anche i prezzi degli asset digitali”.

In fondo sotto questo aspetto il mercato delle crypto non si differenzia di tanto dai mercati finanziari tradizionali.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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