EOS e IBM, lo speech sul palco di Blockchain Live
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EOS e IBM, lo speech sul palco di Blockchain Live

By Amelia Tomasicchio - 27 Set 2018

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Tra gli speech più interessanti dell’evento Blockchain Live che si è tenuto ieri nella capitale inglese sono sicuramente da citare quello di Anthony O’Dowd, Distinguished Engineer di IBM Blockchain, e quello di Daniel Larimer, CTO di EOS.

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Di certo ad una prima valutazione queste due aziende sembrano non avere assolutamente niente in comune, ma in realtà i discorsi dei due speaker hanno avuto qualcosa in comune: il tema blockchain pubblica vs blockchain privata.

Sebbene non sia stato trattato come materia primaria dei loro speech, quello che sorprende è che entrambi si siano soffermati su questa differenza che per loro tutto sommato non esiste.

Ebbene, nel caso di IBM la cosa potrebbe anche non sorprendere più di tanto quando O’Dowd spiega che “non importa che sia privata o pubblica. E’ una distinzione sfocata. Non importa davvero”, visto che si tratta di un’azienda che usa una blockchain privata, Hyperledger.

Nel caso di Larimer, invece, la cosa inizia già ad essere più sconvolgente, visto che l’obiettivo principale di Eos.io è costruire applicazioni decentralizzate (dApp). “[…] anche se sono private ledger, questi forniscono comunque significativi guadagni in termini di sicurezza”.

Ma vediamo meglio in che contesto ne parlano.

Il discorso di ieri di Larimer si è incentrato soprattutto sulla necessità per le aziende di sfruttare la blockchain a proprio vantaggio per migliorare la cyber security: “Blockchain migliorerà la cyber security e le aziende non possono permettersi di ignorarlo”, spiega.

Ed è per questo motivo che spiega che non importa se si tratta di una blockchain pubblica o privata, entrambe raggiungerebbero lo stesso scopo, anche se ovviamente “i servizi basati su blockchain creano maggiore trasparenza e sicurezza, e questo è quello che fa Eosio tracciando tutte le transazioni,” continua Larimer.

Come è successo per esempio con l’hacker che si è impadronito dell’account Twitter di Trump, così per esempio potrebbe succedere ad altri personaggi famosi come Elon Musk, spiega Larimer, e nessuno sarà capace – nè lui stesso nè Twitter – di dimostrare chi ha detto cosa, se lui o l’hacker.

Ogni anno, tentativi riusciti o meno di hacking tra cui “password phishing, social engineering, inside jobs, software exploits, and identity theft” costano alle aziende un sacco di soldi, ma “tutti questi problemi possono essere risolti con la blockchain”.

Ma questo non basta, bisognerebbe secondo Larimer avere anche gli “smart contract per fornire consenso informato”.

In pratica, secondo il CTO di Eosio, questo potrà rendere Internet più sicuro in futuro, “idealmente l’utente dovrà ogni volta leggere uno smart contract e approvarlo”, anche se magari questo si applicherà soprattutto per i pagamenti, e non per decisioni come dare da mangiare o meno ad un gattino virtuale.

Questo, secondo Larimer, aiuterebbe a limitare gli attacchi hacker perché gli smart contract fornirebbero tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione in modo consapevole.

“EOS è open-source perché crediamo nella standardizzazione dei processi su blockchain”, spiega infine Larimer rispondendo ad una domanda del pubblico.

Ed è proprio sul concetto di standardizzazione che troviamo altri punti in comune con il discorso di O’Dowd, che spiega: “Il 2018 è l’anno della standardizzazione della blockchain. Le aziende pensano sia abbastanza standard da costruirci sopra qualcosa”.

Lo speech di IBM, infatti, si basa soprattutto sullo stato dell’arte della blockchain, spiegando che se nel 2008 era iniziata l’innovazione con l’invenzione di Bitcoin, seguita poi da Ethereum e le altre, dal 2016 – e siamo ancora in questa fase – il tentativo è quello di standardizzare i processi, anche per fare in modo che le varie blockchain possano collegarsi e operare insieme.

Inoltre, IBM fa anche una predizione sul futuro: il 2020 sarà l’anno in cui le blockchain saranno applicate al settore commerciale: “la prossima fase sarà quella delle materie prime nel 2020, fornendo un valore più elevato per gestire il rischio di qualità, come accade con Walmart che sta usando la blockchain per soddisfare al meglio i propri clienti”.

E infatti, spiega, questo processo in realtà è già in atto, visto che “il numero delle blockchain private è aumentato parecchio durante gli ultimi 6 mesi”.

Insomma, non importa che siano blockchain private o pubbliche, o in che settore siano applicate, le blockchain – come entrambi spiegano – sono in una fase avanzata di sviluppo ed adozione e nei prossimi anni saranno sempre più utilizzate, anche senza che la gente se ne renda conto.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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