BTC vs USD, pro e contro
BTC vs USD, pro e contro
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BTC vs USD, pro e contro

By Marco Cavicchioli - 29 Set 2018

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Si sente sempre parlare di crypto come alternativa alla valute fiat, instaurando una sorta di scontro BTC vs USD.

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Ma quali differenze ci sono realmente tra bitcoin (BTC) e valute fiat, come ad esempio il dollaro americano (USD)? E siamo proprio sicuri che bitcoin sia poi così tanto diverso dal dollaro?

Innanzitutto entrambe le monete non hanno valore intrinseco: il vero valore di mercato è dato solo da quanto chi le riceve è disposto a pagare.

In questa caratteristica le due monete si assomigliano, anche se il loro valore di mercato varia in modo differente.

Infatti, il valore di bitcoin è più volatile, rendendo la criptovaluta una moneta transazionale meno usabile del dollaro. La volatilità del dollaro è di gran lunga inferiore e questo fa sí che il suo valore sia molto più costante.

Una delle conseguenze è che i prezzi in USD non devono essere aggiornati di frequente, ma quelli in BTC sì, tanto che in genere i prezzi si pubblicano in USD anche quando si vuole vendere prodotti e servizi acquistabili in BTC.

A monte di ciò però risiede anche una differenza: per mantenere costante il valore del dollaro è necessario che la moneta sia gestita da una Banca Centrale (la Fed) che ha la possibilità effettiva di metterne in circolazione quanti ne vuole.

Avendo come obiettivo quello di far sì che in media ogni anno il valore reale si riduca al massimo del 2%, la Fed immette costantemente sul mercato nuova moneta in modo che il trend rimanga costante.

Invece, bitcoin non ha nessun ente centrale che lo controlli e lo emetta, ma solo un protocollo basato su un algoritmo informatico fisso ed inalterabile.

Questo fa sì che non si possano immettere sul mercato quantità a piacimento di BTC, e di fatto impedisce che qualcuno possa prendersi in carico la responsabilità di mantenerne costante il valore. È per questo che la volatilità di BTC è nettamente superiore a quella di USD.

Ci saranno sempre solo e soltanto 21 milioni di BTC.

La Fed genera, anche forzatamente, inflazione sul dollaro in modo che perda più o meno il 2% del suo valore ogni anno. Tutto ciò in bitcoin non esiste, tanto che il suo valore invece nel corso degli anni è praticamente sempre aumentato.

Se continuerà così, quindi, sarà una riserva di valore migliore del dollaro.

Questa differenza produce anche un’altra conseguenza: il signoraggio (il reddito che si produce creando moneta). Nel caso del dollaro il signoraggio va allo Stato, mentre nel caso di bitcoin va ai miner, ovvero a coloro che di fatto consentono alle transazioni di essere convalidate.

Insomma, il signoraggio di BTC è a favore di chi lavora per contribuire a rendere efficiente la rete, mentre quello dello USD va allo Stato, che si limita a controllare che la valuta mantenga il suo valore relativamente costante nel tempo.

Un’ultima macroscopica differenza sta sempre nella natura non inflattiva di bitcoin: se si confermerà una moneta deflattiva probabilmente i suoi possessori la conserveranno come riserva di valore più che spenderla come mezzo di pagamento.

Questo è l’esatto contrario di quello che avviene in USD che, come riserva di valore non è l’ideale, visto che deve perdere circa il 2% del suo valore ogni anno, quindi è meglio spenderlo che conservarla.

Vi sono anche altre differenze meno appariscenti, tra cui il fatto che Bitcoin non sia in alcun modo falsificabile, mentre i dollari sì, e che tutte le transazioni in BTC sono pubbliche.

La prima differenza in realtà non ha fino ad oggi dimostrato di avere grande impatto, anche perché la falsificazione dei dollari è limitata, mentre la seconda, invece, deve ancora probabilmente dimostrare la sua vera portata, visto che fino ad oggi nessuna moneta fiat ha mai avuto questa caratteristica: non siamo ancora abituati ad utilizzare appieno la totale tracciabilità di ogni pagamento in BTC sulla blockchain per poterne capirne a fondo l’utilità.

Inoltre, con l’introduzione di Lightning Network la maggior parte delle transazioni cessano di essere pubblicate su blockchain, quindi questa caratteristica cessa di essere così importante.

In conclusione:

  1. BTC e USD non hanno valore intrinseco;
  2. il valore di BTC varia di più rispetto a quello di USD;
  3. pertanto BTC è un’unità di misura peggiore di USD;
  4. USD è controllato da una Banca Centrale, BTC no;
  5. USD soffre inevitabilmente di inflazione, BTC no;
  6. per questo BTC dovrebbe essere una riserva di valore migliore di USD;
  7. per lo stesso motivo BTC è una valuta transazionale peggiore di USD (anche a causa del punto 2);
  8. BTC non è falsificabile, USD sì;
  9. le transazioni in BTC sono pubbliche, quelle USD no.

In realtà, c’è un’ultima differenza particolarmente rilevante, dovuta però non ad una diversità tecnica ma a specifiche regole di utilizzo imposte dai governi.

Infatti, ci sono diverse normative che impediscono di fatto di poter disporre a piacimento di tutti i propri USD.

In particolare ci sono diversi blocchi dovuti soprattutto alla necessità di dover utilizzare banche o altri intermediari per poter effettuare dei pagamenti in dollari. In realtà, nessuno impedisce di fare transazioni dirette, one-to-one, utilizzando ad esempio i contanti, ma sono scomode e persino rischiose.

Pertanto, le transazioni in dollari si fanno soprattutto affidandosi ad intermediari, e questi intermediari, su richiesta esplicita dei governi, hanno facoltà di bloccare le transazioni o imporre dei limiti.

Invece, bitcoin si può usare senza alcun problema anche in modo totalmente disintermediato.

Anche per BTC volendo ci sono degli intermediari, ma non sono assolutamente necessari. Questo fa sì che per l’utilizzo di BTC invece non ci sia alcun limite, alcun blocco ed alcun controllo. L’unica cosa a cui bisogna fare attenzione è che le transazioni sono pubbliche, se non effettuate tramite Lightning Network.  

La differenza quindi sta nel fatto che l’utilizzo dei BTC può essere totalmente libero, diretto, disintermediato, mentre quello di USD solitamente non lo è. Insomma, come si dice in gergo, con Bitcoin si è “la banca di se stessi”, con tutti i pro ed i contro che ciò implica.

Non è un caso che si stiano diffondendo molte cosiddette stable coin, ovvero criptovalute con valore ancorato ad esempio ad una moneta fiat stabile (come per l’appunto il Tether dollar o il Gemini dollar), per consentire l’utilizzo libero e disintermediato anche di valute con valore pari a quello del dollaro americano.  

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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