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Medical token: tutti i progetti crypto legati alla sanità
Medical token: tutti i progetti crypto legati alla sanità
Criptovalute

Medical token: tutti i progetti crypto legati alla sanità

By Fabio Lugano - 2 Ott 2018

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Proprio in questi giorni Bloomberg ha pubblicato un report sulla qualità dei servizi sanitari nazionali riservando alcune sorprese positive: l’Italia è al quarto posto, mentre la Svizzera si trova dopo, ma comunque fra i primi venti.

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Il settore sanitario, secondo i dati di Deloitte, pesa il 10,4% del PIL nel 2015, ma si prevede una leggera crescita sino al 2020, anno in cui dovrebbe avere un valore mondiale pari a 8700 miliardi di dollari nel 2020.

Da un settore così interessante economicamente non potevano certamente restare fuori le valute virtuali e la blockchain e, ad ora, una ventina di crypto a tema sanitario e medical token sono quotati su qualche exchange.

Dal punto di vista funzionale abbiamo 2 particolari funzioni che hanno attratto le aziende crypto: la gestione mutualistica delle spese mediche e la gestione dei dati relativi che presentano dei problemi di riservatezza ma che necessitano anche di semplice trasferibilità.

medical token

Tra i progetti di medical token più interessiamo troviamo:

  • Dentacoin – ha la maggiore capitalizzazione fra tutte le criptovalute del settore sanitario. L’obiettivo del progetto è creare un token per un network che collega dentisti e pazienti: da un lato dovrebbe assicurare il pagamento delle prestazioni e dall’altro minimizzare i costi, anche con l’implementazione di app e di servizi di prevenzione. Nel progetto sono contenuti, ma non ancora implementati, anche servizi di carattere assicurativo. Il network, secondo i dati forniti dall’azienda, ha attualmente 39mila utenti e 4mila medici, ma è ancora piuttosto lontano dall’aver implementato le applicazioni principali. 329 milioni di token in circolazione su 1,9 emessi sono una riserva molto alta per questo ERC20. Il progetto ha superato anche i 2 miliardi di dollari di capitalizzazione, ma si è trattato di ampi movimenti speculativi. Purtroppo 4000 medici e 39mila pazienti sparsi in tutto il mondo non sono ancora sufficienti a creare un vero network. Dovremo aspettare l’implementazione del database condiviso e della formula assicurativa per sapere se questo token ha delle possibilità di successo.
  • Medishares (MDS) è un progetto che parte da un’idea meritevole di un’azienda cinese che, però, non è ancora ben chiaro come possa essere applicata. L’ispirazione un sito cinese di mutuo soccorso, ZhongTopia, funzionante con la stesse idea delle nostre Società di Mutuo Soccorso, che diedero origine alle mutue. La partecipazione alla piattaforma dovrebbe garantire un’assicurazione per proteggere da rischi rilevanti o periodici, quali grandi incidenti, malattie gravi o malattie derivanti dall’attività di diving. L’investitore, oltre alla protezione mutualistica, dovrebbe trarre dei vantaggi grazie alla distruzione di token o, in ogni caso, dal congelamento di un certo numero di token grazie all’ampliamento del network, seguendo un classico schema deflazionistico. L’utilizzo della blockchain, oltre che con uno scopo finanziario, dovrebbe dare dei notevoli vantaggi nell’esecuzione delle polizze mutualistiche con l’utilizzo di smart contract. Purtroppo non c’è un livello di implementazione sufficiente, ma il progetto, secondo la roadmap, dovrebbe essere implementato a fine 2018. Su 2 miliardi di token emessi, poco più di uno è sul mercato e la capitalizzazione complessiva supera di poco i 20 milioni.
  • Timicoin –  questo token dovrebbe essere la base di un network condiviso, di struttura a stelle e strisce, per il salvataggio e la condivisione sicura dei dati dei clienti e la gestione anche dei pagamenti e delle ricevute nel sistema Medicare. L’idea è da un lato di rendere nuovamente privati i dati del paziente, e dall’altro di allestire un semplice “Bluebutton” che colleghi il servizio pubblico medicare con il paziente per la gestione semplificata delle ricevute. Anche in questo caso il progetto non è ancora attivo, ma almeno ha superato la fase di ICO e dal 21 settembre è scambiabile. Attualmente il market cap vale 16 milioni di dollari circa con un circolante di 307 milioni su 309 milioni di token emessi.
  • MediBloc è un token ERC20 di sviluppo coreano. L’azienda ha come obiettivo quello di creare un database in cui i pazienti inseriscano volontariamente i propri dati in cambio dei token (attualmente sono quotati su Kriptono). Tra questi token legati alla medicina, MediBloc è il più avanzato in quanto ha un testnet già attivo ed una prima app, YOL, in grado di gestire le ricette mediche per i pazienti. Al progetto partecipa anche la HanYang University. La capitalizzazione attuale è di circa 14 milioni, ma il circolante, su 10 miliardi di token emessi, è pari solo a poco più del 31%.  
  • Medicalchain è una piattaforma costruita per immagazzinare e condividere con sicurezza i dati sanitari elettronici grazie alla tecnologia blockchain (Hyperledger). Gli utenti autorizzati – come medici e farmacisti – possono accedere ai documenti sanitari del paziente registrando ogni transazione su un ledger distribuito. Il lancio di Medicalchain è stato accompagnato dalla creazione dei MedTokens. Di recente la startup ha lanciato la app Myclinic.com.
Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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