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IBM, l’algoritmo Bitcoin PoW può essere reso più efficiente
IBM, l’algoritmo Bitcoin PoW può essere reso più efficiente
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IBM, l’algoritmo Bitcoin PoW può essere reso più efficiente

By Adrian Zmudzinski - 3 Ott 2018

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Una nuova ricerca di IBM sostiene di aver trovato un algoritmo di consenso blockchain equilibrato che hanno definito come il “punto di forza” del compromesso tra scalabilità, sicurezza ed efficienza energetica. L’obiettivo, insomma, sarebbe quello di migliorare la cosiddetta Bitcoin PoW (Proof of Work).

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La scoperta è stata fatta cercando di eseguire nodi blockchain sui dispositivi IoT. Quando hanno cercato di farlo, hanno immediatamente trovato il problema: tali dispositivi hanno architetture, accessi all’energia e potenza di elaborazione diversi tra loro.

Questo c’era da aspettarselo visto che l’Internet of Things può collegare di tutto: auto, frigorifero, tostapane e anche i vestiti.

Alcuni di questi dispositivi devono essere portatili e veramente efficienti dal punto di vista energetico, mentre altri – come le auto che si guidano da sole, i droni o i sistemi di videosorveglianza smart – devono elaborare molti dati.

Tale diversità è il motivo per cui il mining tradizionale non è pratico nella stragrande maggioranza di queste macchine.

Secondo un recente documento di ricerca IBM “i dispositivi IoT sulla blockchain dovrebbero utilizzare in modo ottimale le risorse e l’energia per mantenere e far progredire la blockchain”. Un grosso ostacolo nell’ottenere tale efficienza, secondo i ricercatori IBM, sono quindi i blocchi stale.

“I blocchi stale non contribuiscono alla sicurezza della blockchain e le transazioni di questi blocchi  sono considerati come non elaborati dalla rete, richiedendo uno sforzo sprecato per generarli”.

La soluzione proposta

In un testnet, i ricercatori IBM hanno diviso i nodi in gruppi che vanno da 250 a 1000 peer, e poi hanno utilizzato un algoritmo per decidere quale proporzione di ogni gruppo dovrebbe fare mining in base alla potenza utilizzata e all’hashrate richiesto.

Secondo i ricercatori, questo approccio mantiene la sicurezza e riduce il fabbisogno energetico.

Emanuele Ragnoli di IBM ha detto a Coindesk che il segreto sta nella diversificazione:

Al momento guardiamo alle blockchain come sistemi peer-to-peer semplici, in cui tutti i nodi devono fare le stesse cose, competere gli uni contro gli altri per ottenere quella ricompensa data dal mining, ma non è necessario che tutti facciano lo stesso tipo di lavoro”.

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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